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Gallera: "Ecco perché sono rimasto in Fi. Renzi è un pericolo..."

Gallera: "Ecco perché sono rimasto in Fi. Renzi è un pericolo..."

Tra tutti gli assessori di Forza Italia, ha la delega più pesante. Giulio Gallera, assessore alla Sanità di Regione Lombardia, è stato anche per lungo tempo uno dei più convinti sostenitori di Giovanni Toti. Tanto che pareva in procinto, insieme ad altri consiglieri (chi dice metà del gruppo, chi dice di più), di lasciare Forza Italia per arrivare a Cambiamo!, dopo la rottura definitiva del governatore ligure con Silvio Berlusconi. Poi la nascita di Italia Viva di Matteo Renzi. E Gallera allora decide di annunciare che rimane azzurro, e non si muove dal suo posto. Perché? Con quali prospettive? L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT MILANO

Assessore, alla fine ha deciso di rimanere in azzurro.
Sì. Ricordiamoci che io sono in Forza Italia ininterrottamente dal 1993. Ho partecipato alla fondazione di Fi in provincia di Milano. Mi ricordo ancora di essere entrato in viale Isonzo quando c'erano gli elettricisti e gli imbianchini che stavano realizzando la prima sede.

Una vita fa.
Sì, ma sempre con gli stessi valori. Da liberale ho fatto una scelta del luogo migliore per svilupparli. Berlusconi è un grande uomo che ha tradotto in messaggi semplici i valori liberali, cosa che il Pli era incapace di fare. Quando mi sono accorto che quei valori che hanno fatto grande Milano e la Lombardia, sono considerati oggi dall'elettorato poco attrattivi o irrilevanti, ho fatto delle valutazioni.

Quali?
Prima di tutto mi sono posto l'interrogativo: perché sta succedendo tutto questo? Perché Forza Italia in un anno perde il 40 per cento dei suoi voti, e oggi sta al 6 per cento? Questo mi ha portato a fare delle riflessioni, vivendo con grande disagio questa situazione, su come si poteva invertire il trend. Da questo è nato un ragionamento finalizzato al  chiedere la rigenerazione del partito, attraverso la selezione dal basso della classe dirigente.

Però visto che resta dentro...
Resto dentro ma le battaglie permangono e io penso ancora che la strada del percorso democratico di selezione del merito sia la strada giusta. E' chiaro che però quello che è successo in agosto ci ha posto un problema più grosso: sopravvivere.

Sopravvivere a Renzi.
Esatto. Fin quando l'alternativa a Forza Italia era Toti, o i centristi, era un discorso. Ma adesso l'elettorato moderato potrebbe essere attratto dall'ex segretario del Pd. Prima, se non votava noi semplicemente si asteneva: adesso potrebbe andare dall'altra parte della barricata.

Renzi è credibile o no?
Il problema è che nel centrosinistra lo spazio per le ricette liberali è da sempre minoritario. E' la fotografia di oggi e di sempre. L'anima del Pd e l'anima del 5 stelle non è liberale. E Renzi ha un ruolo che non è ancora centrale.

Renzi vale poco meno di Forza Italia...
Però rischia di attrarre una parte di elettorato moderato del centrodestra che qui non riesce più a trovare un movimento in cui credere. Forza Italia ha perso molto ma rimane il contenitore più grosso del centrodestra. Il rischio non è solo quello di scomporre il centrodestra, ma è quello di perdere gli elettori. Se il perimetro era tutto là, tra Alfano, Toti, Forza Italia, sceglievi il migliore ma qua dovevi rimanere. Ora invece c'è chi pensa di saltare la barricata. Quindi la prima cosa è rimanere uniti.

L'esperienza di Toti in Lombardia finisce così?
Non spetta a me dirlo. Diciamo che la gran parte dei colleghi, come me, ha deciso di rimanere in Forza Italia. Oggi bisogna rinsaldare le fila e dobbiamo trovare il modo di ridare smalto e attratività. Giovanni Toti è una persona di grande qualità ma la sua operazione politica è arrivata fuori tempo massimo. Devo dire, neanche per colpa sua: era imprevedibile quello che è successo ad agosto. Ha fatto cose giuste e detto cose giuste, ma l'operazione di scissione oggi rischia di indebolire tutti.

La si è tirata troppo lunga?
Non credo. Credo che le cose siano andate così.

Ovviamente la vostra prospettiva passata, ovvero Toti, ha creato una frattura nel gruppo di Forza Italia. E' sanabile?
All'interno di un partito che perde in due anni nove-dieci punti è chiaro che c'è la necessità di riflettere. Noi abbiamo posto questo punto con forza e anche in questi giorni veniamo ringraziati per la serietà dei nostri temi e per la scelta. Problemi politici interni al gruppo non ce ne sono, secondo me. La storia e l'impegno e la serietà di azione parla per noi. Io ho fatto la campagna delle scorse amministrative girando tutta la regione. L'abbiamo sempre fatto e siamo costantemente sul territorio. Siamo sempre stati di Forza Italia e rimaniamo al nostro posto.

fabio.massa@affaritaliani.it

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