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Milano
Gli architetti e il futuro di Milano: "Sito Expo e scali ferroviari"
Scali ferroviari dismessi a Milano

Gli architetti milanesi s'incontrano in Triennale per parlare di professione, città e futuro. L'evento, unico nel suo genere, è organizzato e promosso dall'Ordine Architetti Milano. Sta assumendo le dimensioni di una vera e propria mobilitazione di professionisti del settore la 'chiamata' organizzata dall'Ordine presieduto da Valeria Bottelli. Obiettivi? "Conoscersi direttamente, senza filtri, dialogare e confrontarsi tra colleghi e non solo: ci saranno imprenditori, amministratori pubblici, assessori, giornalisti, professionisti di altri settori, docenti e associazioni che prenderanno parte ai tavoli di discussione".

I temi dei tavoli di discussione sono 6, e spaziano dal rapporto con la committenza a quello con la PPAA, dai concorsi al valore della professione, al 'brand Milano' dei 12mila. Tanti infatti sono gli architetti della Provincia di Milano: "Un patrimonio per l'Italia e il mondo", sottolinea la presidente. Per lo più liberi professionisti tra i 40 e i 50 anni. Una radiografia utile per delineare priorità e urgenze, e proporre strategie e azioni capaci di intercettare bisogni e aspettative.

"A metà mandato, il Consiglio ha deciso di coinvolgere in un dialogo diretto gli architetti e quanti più stakeholder del territorio Milanese e non solo. Tra loro c'è chi detta le regole, chi le interpreta, chi interviene sul territorio, chi vigila su di esso, chi investe nella città, chi ne monitora le tendenze e chi può offrire una visione più allargata". La mission dell'attuale consiglio dell'Ordine, in carica da fine 2013, è porsi al servizio dei consumatori di architettura – professionisti, cittadini e istituzioni – favorendo la buona progettazione quale contributo primario alla qualità della vita in ambito abitativo, urbanistico, territoriale e paesaggistico.

Interloquendo anche con la politica. Tempo di elezioni. "Sicuramente emergeranno delle richieste, anche forti, alla prossima amministrazione della città in tal senso. Come architetti, abbiamo cercato e avuto un dialogo fattivo con l'amministrazione uscente, promovendo concorsi e progetti che cambieranno il volto di alcune parti della città, collaborando nella stesura del nuovo Regolamento Edilizio adottato e individuando, dopo averli costruiti su professionalità e fiducia, una serie di rapporti, iniziative e obiettivi condivisi dalle Istituzioni."

Un tema urgente e prioritario da mettere sotto osservazione della nuova amministrazione? "In una necessaria ottica di città metropolitana e ruolo propulsore del nostro territorio anche a livello nazionale, indubbiamente il futuro del sito di Expo. Saremo impegnati a fare la nostra parte - spiega Bottelli - per promuovere e diffondere buone pratiche concorsuali innovative e aperte perché il post Expo sia un esempio di procedure e progetti caratterizzati da trasparenza, innovazione e competizione aperta".

Un'area strategica per la città che non può attendere e che richiede un'azione forte e risoluta? "Indubbiamente gli scali ferroviari – dice Valeria Bottelli - una delle aree di rigenerazione urbana più grandi d'Europa, il cui piano di recupero va ripreso al più presto dopo il recente affossamento". A una crisi che morde, a partire dagli architetti parte del "popolo delle partite Iva", Bottelli contrappone la sfida della qualità dei servizi professionali in una competizione globale. "Siamo impegnati a favorire formazione di qualità e a bassissimo costo, supporto organizzativo nella cultura d'impresa dei nostri studi, supporto all'internazionalizzazione, sviluppo tecnologico, consulenza gratuita su molti temi fondamentali".

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