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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Aldo Serena: una vita “rock”, tra Milano e Torino

di Lorenzo Zacchetti

Aldo Serena è uno dei numerosi doppi ex di Milan e Torino, che nella 14° giornata della Serie A 2017/18 danno vita alla nuova edizione di una delle più antiche classiche nella storia del campionato. Ma i record dell'ex attaccante della nazionale non si fermano certo a questo. Proprio Serena e Christian “Bobo” Vieri sono gli unici calciatori nella storia della massima serie ad aver disputato sia il derby di Milano che quello di Torino con tutte e quattro le maglie disponibili: Milan e Inter nel derby della Madonnina, Juventus e Torino nel derby della Mole.

Un primato davvero difficile da eguagliare, che distingue i due bomber anche dai “triplettisti” che recentemente abbiamo ricordato per aver indossato nella loro carriera le maglie delle tre grandi storiche del calcio italiano: Milan, Inter e Juventus.

E non finisce qui. Serena può vantarsi di aver conseguito anche un altro primato storico: è uno dei sei calciatori italiani che sono riusciti a vincere lo Scudetto con tre maglie diverse. Nel suo caso, ovviamente, sono proprio quelle di Juventus (1986), Inter (1989) e Milan (1992 e 1993). Gli altri vincitori del Tricolore con tre casacche differenti sono Pietro Fanna, Attilio Lombardo, Sergio Gori, Giovanni Ferrari e Filippo Cavalli.

Per i tifosi del Torino, il nome di Aldo Serena è indissolubilmente legato al derby del 18 novembre 1984, quando un suo colpo di testa al 90°, sotto la Maratona, ha permesso al Toro di battere l’odiata Juventus. Pochi mesi dopo, però, l’attaccante che aveva proprio nel gioco aereo il suo pezzo forte è passato proprio ai bianconeri, con i quali avrebbe vinto da protagonista non solo lo Scudetto, ma anche la Coppa Intercontinentale, segnando uno dei rigori decisivi contro l’Argentinos Juniors.

Eppure, con una delle sue bonarie ma pungenti battute, l'Avvocato Agnelli era solito definirlo “un campione, ma soltanto dalla cintola in su”, alludendo al contrasto tra la sua forza nel gioco aereo e un controllo di palla non paragonabile a quello di Platini o Laudrup.

Grande appassionato di rock (ha anche fatto il deejay per una radio privata), Aldo Serena ha appreso di essere diventato un giocatore della Juventus in maniera decisamente curiosa. Al termine della stagione trascorsa in prestito al Torino, ha fatto rientro all'Inter, proprietaria del suo cartellino, e il presidente Ernesto Pellegrini ha appunto deciso di cederlo ai rivali bianconeri.

Allora, era l'estate del 1985, i giocatori non avevano grande potere su queste scelte, quindi Pellegrini ha telefonato a Serena unicamente per comunicargli la decisione, ormai presa. L'attaccante ha solo potuto chiedergli di rinviare la discussione in merito al giorno dopo, in quanto stava andando a San Siro, ma non per il calcio.

Quella sera era infatti in programma l'indimenticabile concerto di Bruce Springsteen con la sua E- Street Band, che si aprì con il grande successo del momento: “Born in the USA”. Uno show imperdibile per i numerosi fans del “Boss” e anche per Serena, la cui passione per la musica negli anni successivi sarebbe stata condivisa con Luisa Corna, alla quale è stato legato prima che lei raggiungesse l'apice della sua popolarità.

La storia di Aldo Serena, fitta di valige e successi sportivi, è cominciata nella natia Montebelluna, dove ha mosso anche i primi passi calcistici giocando a centrocampo. Complice la sua repentina crescita fisica, è poi diventato attaccante, seguendo le orme del padre che aveva giocato centravanti nello stesso Montebelluna.

A 18 anni è stato acquistato dall’Inter per fare da riserva ad Alessandro “Spillo” Altobelli, ma trovando poco spazio (al di là del primo gol in A), è stato mandato a farsi le ossa in prestito prima al Como e poi al Bari.

Il terzo cambio di maglia è stato ancora più clamoroso: nell’estate del 1982 l’Inter ha girato Serena (insieme a Nazzareno Canuti e Giancarlo Pasinato) ai cugini del Milan, appena retrocessi in B, in cambio di Fulvio Collovati, che proprio non voleva saperne di scendere di categoria. Con otto gol nel campionato cadetto, Serena ha contributo alla risalita del Diavolo nella massima serie, ma nella stagione seguente ha vestito di nuovo la maglia dell’Inter.

Dopo la stagione con il Torino e le due con la Juventus, nel 1987 ha deciso di seguire Giovanni Trapattoni, tornando nuovamente in nerazzurro. Il suo terzo ciclo interista è durato quattro anni e ha toccato il picco con la vittoria dello storico Scudetto 1988/89, nel quale l’Inter ha polverizzato vari record e lui si è laureato capocannoniere con 22 reti. Suo anche il gol che ha permesso all’Inter di conquistare la Supercoppa italiana, ai danni della Sampdoria.

Al mondiale di Italia '90, Serena è partito come attaccante titolare nella nazionale azzurra di Azeglio Vicini, in coppia con Andrea Carnevale del Napoli, ma l'avventura delle “notti magiche” non è finita come tutti i tifosi italiani si aspettavano.

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