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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Anselmo “Spadino” Robbiati? L'ex Fiorentina e Inter riparte dall'Eccellenza

di Lorenzo Zacchetti

Il campionato di Serie A riparte con Fiorentina-Inter, una grande classica del nostro calcio, che annovera doppi ex di altissima levatura. Tra i giocatori che hanno vestito sia la maglia viola che quella nerazzurra ci sono grandi campioni come Roby Baggio e Batistuta, Vieri e Adriano, Berti e Passarella, Oriali e Toldo, Mutu e Osvaldo.

La lista potrebbe continuare a lungo con i vari Diaz, Battistini, Frey, Cristiano Zanetti, Pizarro, Michele Serena, Jimenez, Jovetic, Adani e anche... ti ricordi Anselmo “Spadino” Robbiati?

Il fantasista lecchese aveva un grande talento, ma non ha (quasi) mai raccolto quanto avrebbe meritato. Clamoroso il fatto che, dopo le imprese compiute con la Fiorentina, non sia riuscito a giocare nemmeno una partita con l'Inter.

A inventare il soprannome di “Spadino” è stato Giovanni Stroppa, suo compagno ai tempi del Monza, quando Robbiati si è presentato al campo con un giubbotto di pelle e il ciuffo ingellato che pareva ispirato al cugino di Fonzie in “Happy Days”. L'altro suo nomignolo, decisamente meno noto, era “Sant'Anselmo da Lecco”, ma dal punto di vista calcistico i suoi natali sono a Monza.

In Brianza gioca per sei stagioni, contribuendo all'ascesa della squadra dalla C1 alla B. Nella sua esperienza biancorossa, Robbiati incrocia la strada di tanti altri futuri protagonisti del grande calcio come Ganz, Antonioli, Casiraghi, Di Biagio e Michele Serena.

I 20 gol segnati in 135 presenze lo segnalano all'attenzione dei principali club di A, ma nel 1993 a prenderlo è una nobile decaduta: la Fiorentina di Cecchi Gori, appena retrocessa in B e decisamente molto ambiziosa. Claudio Ranieri parte con Batistuta e Baiano come coppia di punte, con Robbiati come prima riserva o, in alternativa, come trequartista alle loro spalle. In complesso, l'allora 23enne mette comunque insieme 31 presenze e 6 gol: subito riconquistata la Serie A.

Nella stagione seguente Robbiati contribuisce alla vittoria della Coppa Italia, brillando anche in campionato per prodezze come il suo primo gol nella massima serie (il 29 ottobre 1995, nel 3-2 sul Bari) e le successive prodezze come quelle contro il Milan capolista, la Roma e la Sampdoria. I viola chiudono il campionato al terzo posto e poi vincono anche la Supercoppa nazionale, battendo il Milan.

Nella stagione 1996/97 Robbiati segna altri gol d'autore come quelli contro Verona, Milan e soprattutto Juventus, pareggiando al 90° il vantaggio di Del Piero. Eppure, “Spadino” continua a giocare solo a sprazzi, specializzandosi nell'arte di sfruttare al meglio i pochi minuti a sua disposizione. Accade anche in Coppa delle Coppe, dove un suo gol consente di passare il turno contro lo Sparta Praga. La corsa finisce solo in semifinale, contro il Barcellona di Ronaldo, ma ormai la Fiorentina è tornata tra le grandi del calcio italiano e si fa onore anche in Europa.

L'arrivo di Malesani non modifica le gerarchie interne, anche perchè nella rosa viola arrivano ulteriori concorrenti come Domenico Morfeo, che si aggiunge a Luis “Lulù” Oliveira. Nella stagione 1997/98 Robbiati si deve accontentare di 25 scampoli di partita e segna solo tre gol, ma quello contro la Juventus è uno dei più belli della sua carriera e rappresenta la ciliegina sulla torta della vittoria viola per 3-0.

L'anno seguente la Fiorentina, passata nelle mani di Trapattoni, si presenta come seria contendente per lo Scudetto. Robbiati è chiuso da mostri sacri come Batistuta ed Edmundo in attacco e Rui Costa sulla trequarti. Anche dopo la cessione di Morfeo al Milan nel corso del mercato di gennaio, “Spadino” fatica a trovare spazio: a fine stagione, il suo bilancio è di un solo gol realizzato.

Inevitabile, a quel punto, cercare fortuna altrove.

La storia di Anselmo “Spadino” Robbiati CONTINUA QUI
 

 

 

 

 

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