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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Da Maradona a Mertens: Inter-Napoli e la lunga corsa di Bagni
Salvatore Bagni

di Lorenzo Zacchetti

Il Napoli che sogna lo Scudetto e l’Inter che, oltre a festeggiare i 110 anni, lotta per tornare in Europa. Lo scontro diretto dell’11 marzo ci riporta con la memoria al periodo più bello del calcio italiano, quello a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, e alla carriera di Salvatore Bagni.

Nato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, Bagni aveva debuttato con il Carpi, per poi esplodere nel Perugia. Giusto quarant’anni fa, nella stagione 1977/78, l’allora ventenne emergente aveva esordito in Serie A con la maglia dei Grifoni. Ancora più esaltante era stata la stagione successiva, con la squadra allenata da Ilario Castagner seconda dietro la Juventus e senza perdere nemmeno una partita in tutto il campionato: nessuno nella storia del campionato italiano era mai riuscito ad arrivare imbattuto alla fine!

Nel 1981 Bagni si è trasferito all’Inter, compiendo un doppio salto davvero impegnativo da Perugia a Milano e dal Curi a San Siro. Ma il vero cambiamento è stato di ordine tattico:  impiegato come ala destra fin dagli esordi, l’emiliano è stato letteralmente reinventato da Rino Marchesi come mediano, ruolo del quale Bagni si è affermato come uno dei migliori interpreti non sono in Italia, ma anche in campo internazionale.

In tre anni con l’Inter, ha totalizzato 82 presenze e 12 gol, vincendo la Coppa Italia nella stagione 1981/82. Purtroppo per lui, appendersi sul petto la coccarda non è bastato a convincere Enzo Bearzot ad inserirlo nella lista dei convocati per il mondiale in Spagna: Salvatore Bagni, che aveva debuttato in azzurro nel “Mundialito” del 1981, si  è dovuto accontentare di applaudire al trionfo dei suoi compagni di nazionale davanti alla TV.

Nel 1984, dopo una lite con il Presidente Ernesto Pellegrini, ha lasciato l’Inter e ha accettato l’invito di Marchesi di raggiungerlo a Napoli, dove nel frattempo era stato ingaggiato come allenatore. In quella fatidica estate del 1984, l’ingaggio storico dei partenopei non è stato però ne’ quello del tecnico, ne’ quello del mediano, ma ovviamente quello del leggendario Diego Armando Maradona. Con l’arrivo del “Pibe de Oro” dal Barcellona, è nata la squadra che nella stagione 1986/87 ha vinto il primo Scudetto nella storia del Napoli, abbinandovi anche la Coppa Italia.

Nel campionato successivo, gli azzurri parevano destinati a confermarsi campioni d’Italia, ma la sconfitta nello scontro diretto al San Paolo col Milan di Sacchi ha favorito la rimonta rossonera. Circolano molte versioni sulle motivazioni del crollo del Napoli in quel finale di campionato, tra le quali quella riguardante una presunta ribellione contro il tecnico Ottavio Bianchi, che sarebbe stata guidata da un gruppo formato dal portiere Garella, insieme a Giordano, Ferrario e allo stesso Bagni. Solo chi ha vissuto all’interno dello spogliatoio può dirsi certo di sapere la verità, mentre è un fatto che al termine della stagione tutti e quattro abbiano abbandonato il Napoli. Bagni si è trasferito all’Avellino, in Serie B, dove ha disputato l’ultima stagione della sua carriera.

Sposato con Letizia Turchi, ha avuto tre figli: Elisabetta, Gianluca e Raffaele. Quest’ultimo è tragicamente scomparso nel 1992, a soli tre anni, in un incidente stradale. Come se il destino non l’avesse già messa sufficientemente alla prova, la famiglia ha poi dovuto subire anche il tremendo ricatto da parte di ignoti che hanno sequestrato la bara del bambino dal cimitero di Cesenatico, chiedendo 300 milioni di lire per restituirla. Nonostante si fosse parlato della loro disponibilità a pagare il riscatto, i Bagni non hanno più avuto notizie in merito.

A cavallo tra gli anni ’90 e il Duemila, Bagni ha iniziato a lavorare come commentatore sportivo per Rai, Mediaset e Sky. I suoi contributi sono sempre stati particolarmente apprezzati anche per via dell’enorme patrimonio di conoscenze sui singoli protagonisti del calcio internazionale. La sua sconfinata passione per il calcio lo ha portato a giocare a livello amatoriale fino ai 55 anni, ma soprattutto a girare il mondo all’instancabile ricerca di nuovi talenti. Ha collaborato con Lazio, Napoli, Salernitana e Bologna, per poi mettersi in proprio e selezionare promesse per i club italiani insieme al figlio Gianluca, agente Fifa.

Pur facendo scouting in ogni angolo del pianeta, sarà davvero difficile trovare qualcuno in grado di arrivare ai livelli del mitico Maradona, del quale Bagni è tuttora molto amico. Anzi, lui stesso si è definito “il suo unico amico”, ricordando il supporto dato all’ex compagno nei momenti più difficili della sua vita turbolenta.

I tifosi del Napoli che sognano di festeggiare nuovamente il tricolore ripensano con affetto a quegli anni magici, ai quali ci si ricollega anche per la trasformazione tattica che ha fatto esplodere il talento di Dries Mertens.

L’attaccante belga ha infatti beneficiato del cambio di ruolo esattamente come era accaduto a suo tempo a Bagni e a diversi altri giocatori entrati nella storia del calcio.

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