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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Da “mela marcia” ad ambasciatore di stile: la pazza storia del Pitbull Davids

 

di Lorenzo Zacchetti

E’ stato senza ombra di dubbio uno dei centrocampisti più forti della sua epoca, a cavallo tra gli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio. Inoltre, Davids è tuttora ben scolpito nella memoria dei tifosi per vari motivi: la sua acconciatura rasta, i suoi iconici occhiali da sole (che per primo ha lanciato sui campi da calcio) e, non ultimo, per aver indossato le tre maglie più amate in Italia: quelle di Milan, Inter e Juventus.

A portarlo in Serie A sono proprio i rossoneri, prendendolo a parametro zero subito dopo la finale di Champions persa dal suo Ajax contro la Juventus. Il suo primo periodo a San Siro, però, dura molto poco. Il suo ambientamento nello spogliatoio è decisamente difficile per via degli attriti con i “senatori” della squadra e passa alla storia la dichiarazione di Costacurta, che parla della necessità di liberarsi dalle “mele marce”.

Infatti, dopo soli quattro mesi in rossonero, il Milan decide di cederlo ai rivali storici della Juventus per nove miliardi di lire durante il mercato di gennaio e la scelta si rivela… drammaticamente sbagliata. In bianconero, Davids dimostra di meritare il soprannome di “Pitbull” datogli a suo tempo da Louis Van Gaal, giocando con un incredibile mix di forza fisica e capacità tecniche: accanto a Zizou Zidane, forma una delle coppie più forti del mondo.

Con la Juve, vince tre Scudetti, due Supercoppe italiane e un trofeo Intertoto, ma perde due finali di Champions. L’ultima proprio contro il Milan, a Manchester.

Ogni volta che ritrova i rossoneri, fa scintille. Epica la sua scazzottata con Cosmin Contra, durante quella che doveva essere una semplice “amichevole” estiva. Si narra di episodi simili anche nella sua vita privata: da una celebre lite stradale nei suoi primi giorni milanesi alla denuncia ricevuta da parte dell’ex modella Sarah Hagens (madre di suo figlio Gyatso), vicenda nella quale comunque Edgar viene assolto.

Durante i sette anni torinesi, gli capitano anche altre due sventure. La prima è legata al glaucoma, una malattia agli occhi potenzialmente molto pericolosa, che lo costringe a giocare con i già citati occhiali protettivi, che diventano una sorta di marchio di fabbrica. La seconda riguarda il dopingpositivo al nandrolone, Davids viene squalificato per cinque mesi, nonostante lui si giustifichi attribuendo la causa ai farmaci assunti per curare la sua malattia.

Dopo alcuni dissidi con Lippi, nel 2004 viene dato in prestito al Barcellona, dove ritrova il suo amico Kluivert. Oltre ad aver giocato insieme nell’Ajax, i due erano anche cresciuti insieme nel difficile quartiere di Nieuwendam, nel nord di Amsterdam, dove il Pitbull nato a Paramaribo (Suriname) si era trasferito col padre, scaricatore di porto, e la madre, che per far quadrare il bilancio familiare faceva le pulizie.

A fine stagione lo compra l’Inter, ma…

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