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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
I 62 anni di Rummenigge: i trionfi nel Bayern e l'affetto dell'Inter
Karl-Heinz Rummenigge

di Lorenzo Zacchetti

Lunedì 25 settembre ci saranno 62 candeline sulla torta di “Kalle” Rummenigge, uno dei nomi più blasonati del calcio tedesco (e mondiale) di ogni tempo. I tifosi più giovani lo conoscono come potente ed efficiente dirigente sportivo: dal 1991 lavora per il Bayern Monaco, del quale è stato per oltre dieci anni vicepresidente e in seguito amministratore delegato, carica che ricopre ancora oggi.

Oltre a gestire una delle più importanti società professionistiche del mondo in ogni suo aspetto (dal calciomercato alla comunicazione), Rummenigge da un anno è nell'esecutivo della Uefa e ha diretto anche l'ECA (European Club Association) per quasi dieci anni: dalla sua fondazione nel 2008 fino a questa estate. Solo la sua decisione di non ricandidarsi (“credo che le cariche debbano sempre essere transitorie”) ha permesso ad Andrea Agnelli di subentrargli lo scorso 5 settembre, in quello che è stato letto come un successo diplomatico della Juventus e del calcio italiano nel contesto internazionale.

Bisogna avere qualche anno in più per ricordarsi della vita precedente di Karl-Heinz Rummenigge, uno dei più forti giocatori stranieri arrivati in Italia durante i gloriosi anni Ottanta.

Vincitore di due Palloni d'Oro consecutivi nel 1980 e 1981, con la nazionale tedesca l'attaccante ha vinto gli Europei '80 (disputati proprio in Italia), per poi perdere due finali mondiali di seguito: quella di Spagna '82 contro gli azzurri di Bearzot e quella di Messico '86 contro l'Argentina di Maradona.
 
Nell'indimenticabile sfida di Città del Messico, decisa da un gol di Burruchaga a sei minuti dalla fine, “Kalle” segnò l'ultimo dei suoi 45 gol con la “Mannschaft”, nell'ultima delle sue 95 presenze.

A livello di club, l'attaccante nato a Lippstadt ha legato le sue fortune a quelle del Bayern Monaco, nel quale ha giocato dal 1974 al 1984. Nell'arco di dieci anni davvero indimenticabili, Rummenigge ha vinto due Coppe dei Campioni consecutive (1975 e 1976), la Coppa Intercontinentale, due campionati e due Coppe di Germania, laureandosi per tre stagioni capocannoniere della Bundesliga e nel 1981 anche della Coppa dei Campioni.

Nella massima competizione europea del 1982 il suo Bayern ha sfiorato l'ennesimo successo, perdendo la finale con l'Aston Villa due mesi prima di perdere anche quella del Mundial contro l'Italia.

Dopo l'ultima delle sue affermazioni come cannoniere in Germania, nel 1984, è stato acquistato dall'Inter di Pellegrini, dove ha ritrovato Beppe Bergomi: il giovane difensore lo aveva efficacemente marcato nella storica finale di Madrid, pur essendo solo un diciottenne al cospetto del più forte attaccante europeo dell'epoca!

Dopo essere stato molto vicino alla Fiorentina di Pontello, Rummenigge è diventato un idolo della San Siro nerazzurra, che ancora oggi lo ricorda con grande affetto nonostante l'assenza di vittorie nel suo triennio italiano.

Anche per Rummenigge, che ancora oggi parla un eccellente italiano, non aver centrato lo Scudetto con la maglia dell'Inter rappresenta “un grande rimpianto” di una carriera davvero stratosferica. Pur se ostacolato dai frequenti infortuni soprattutto di tipo muscolare - anche a causa di una possanza fisica notevole - “Kalle” è rimasto nella storia interista per alcuni fantastici gol come quello allo Sportul Studentesc nel suo debutto in Coppa Uefa (che permise di ribaltare la sconfitta dell'andata), quello nel 4-0 alla Juventus del novembre 1984 e diversi altri per un totale di 24 centri tra i quali spicca... un gol che non è mai stato tale!

Nei sedicesimi di finale della Coppa Uefa 1984/85 i nerazzurri hanno battuto a San Siro i Rangers Glasgow per 3-0. La partita è passata alla storia sia per l'insolito impiego da parte dell'Inter della maglia da trasferta pur giocando davanti ai propri tifosi, sia per l'improvvido annullamento della stupenda rete segnata da Rummenigge in rovesciata, su cross di Altobelli.

Guarda il gol e leggi il resto della storia cliccando QUI

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