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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Il cuore di Stefanio Eranio, ex Milan, batte solo per il Genoa

Milan-Genoa non è “solo” una classica tra due delle squadre più antiche del nostro calcio, ma anche un crocevia di destini e relazioni privilegiate a livello societario. Durante l’era- Berlusconi, tra i rossoneri di Galliani e i rossoblù di Preziosi c’è stato un febbrile scambio di giocatori. La lista comprende Kucka, Niang, Suso, Bertolacci, Antonelli, Cerci, El Shaarawy, Taarabt…

E, anche oggi, i rapporti tra i due club paiono decisamente cordiali. Un’alleanza davvero solida, paragonabile per volume di scambi solo a quello che alcuni fa esisteva tra Milan e Inter e che portò a una ridda di cambi di maglia tra “cugini”, con buona pace dei tifosi più tradizionalisti.

Anche in passato sull’asse Milan-Genoa si sono spostati numerosi giocatori. Ripensando al momento più bello nella storia europea dei liguri, ovvero l’epica sfida col Liverpool nella Coppa Uefa del 1991/92, erano ben sei i protagonisti in qualche modo legati alla maglia rossonera.

Cominciamo da Osvaldo Bagnoli, che tutti ricordano come allenatore del Grifone e dell’Inter, ma che aveva cominciato la sua carriera da calciatore proprio nel Milan, a metà anni Cinquanta. In campo c’erano altri due ex rossoneri come Mario Bortolazzi e Fulvio Collovati, più tre giocatori che sarebbero traslocati a San Siro solo qualche anno dopo: il portiere Simone Braglia, che nella stagione 1997/98 sarebbe andato a fare il terzo dietro Rossi e Taibi; Christian Panucci, che invece dal ’93 in avanti avrebbe vissuto un ciclo ben più importante in rossonero; ed infine Stefano Eranio, il primo del gruppo ad imboccare l’A7 in direzione Milano.

Già nell’estate del 1992, Eranio si era messo a disposizione del Diavolo con la sua corsa instancabile sulla fascia destra. Comprato per 9 miliardi di lire con la prospettiva di prendere il posto di Tassotti, vista la longevità sportiva del collega si è messo in luce qualche metro più avanti, come ottimo esterno di centrocampo. Nonostante una serie di fastidiosi infortuni, a causa dei quali ha giocato “solo” 98 partite, il suo quinquennio milanese lo ha visto conquistare una Champions League, una Supercoppa Europea, tre Scudetti e tre Supercoppe nazionali.

Pur segnando contro la Svizzera il gol decisivo (al 90° minuto!) per la qualificazione degli Azzurri al mondiale 1994, Eranio non è partito per gli USA a causa della rottura del tendine di Achille. Nel 1997, chiusa l’esperienza milanista, ha seguito le orme di molti suoi colleghi, che all’epoca andavano a cercare fortuna nel campionato inglese. Acquistato dal Derby County, che lo ha anche nominato capitano, il centrocampista genovese ha però subito una grave frattura che lo ha costretto a lasciare il calcio già nel 2001, a 34 anni.

In seguito ha lavorato come osservatore del Derby e poi come giocatore e allenatore in seconda della Pro Sesto, allora militante in C2. Non pago del doppio ruolo, in quel periodo ha condotto anche la trattativa di acquisto del Genoa da parte del presidente sestese Luca Pasini, ma l’ìpotesi non è andata in porto.

A partire dal 2004 ha allenato i Giovanissimi Nazionali del Milan e poi la scuola calcio della Masseroni Marchese, società milanese allora facente parte della galassia rossonera (ora è in orbita Juventus). Nel 2013 è subentrato a Luca Chiappino sulla panchina del Genoa Primavera, ma dopo soli due mesi è stato a sua volta esonerato e la panchina è andata a Ivan Juric, attuale tecnico della prima squadra.

Come molti suoi colleghi, ha lavorato anche in televisione, ma per lui c'è stata davvero una brutta esperienza. Leggi tutta la sua storia, cliccando QUI

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stefano eraniomilangenoa

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