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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Inter - “Spillo” Altobelli: dal Mundial '82 a Al Jazeera

di Lorenzo Zacchetti

“Non ci prendono più”. Sandro Pertini è raggiante sulla tribuna d'onore del Santiago Bernabeu e non fa niente per mantenere l'aplomb istituzionale accanto al Cancelliere tedesco Schmidt e al Re di Spagna Juan Carlos. Alessandro Altobelli ha appena segnato il gol del 3-0 nella finale del Mundial '82 e la temutissima Germania Ovest è ormai definitivamente “kaputt”.

Resta solo il tempo per il gol della bandiera di Breitner, poi esplode l'apoteosi azzurra per un titolo iridato atteso addirittura da 48 anni. E' l'11 luglio del 1982 e a Madrid va in scena una delle pagine più belle nella storia del calcio italiano. Indimenticabile per chi l'ha vissuta, forse ancora più ammantata di fascino per chi ne ha solo sentito parlare o visto i filmati a distanza di tempo.

Altobelli non era stato scelto da Bearzot nell'undici titolare di quella finale, come peraltro in nessuna delle precedenti partite. Era però entrato in campo dopo soli 7 minuti di gioco, al posto di un Francesco Graziani cascato male al suolo dopo un contrasto e dolorante a una spalla.

Se Graziani, allora in forza alla Fiorentina, era ed è soprannominato “Ciccio”, il soprannome di Altobelli è, oggi come allora, “Spillo”, per via della sua impressionante magrezza (anche se questa, negli anni, è un po' cambiata...).

Nato a Sonnino, in provincia di Latina, era cresciuto nel locale vivaio nerazzurro, per poi passare al Brescia a quindi a una maglia nerazzurra ben più prestigiosa: quella dell'Inter, club del quale è stato la bandiera per tutti gli anni Ottanta, poi affiancato da Zenga, Bergomi e Beppe Baresi. Solo il leggendario Giuseppe Meazza ha segnato più di lui: 284 gol, contro i 209 firmati da “Spillo” in 466 partite tra il 1977 e il 1988. Nonostante le sue numerose realizzazioni, con l'Inter ha vinto davvero poco: due Coppe Italia (1978, con un gol nella finale al Napoli, e 1982) e uno Scudetto (1980).

Con una scelta di tempo davvero infelice, Altobelli lasciò l'Inter nell'estate del 1988, quella che poi si rivelò il preludio allo Scudetto dei record vinto dalla squadra di Trapattoni con la coppia d'attacco Ramon Diaz-Aldo Serena. A sorpresa, il capitano nerazzurro si trasferì agli storici rivali della Juventus, uno dei suoi bersagli preferiti durante la lunga militanza nerazzurra: storica la tripletta rifilata alla Vecchia Signora nell'anno del tricolore con Bersellini: finì 4-0 e la quarta rete la fece segnare all'amico Carletto Muraro, con un assist al bacio. Ai torinesi serviva un sostituto per Ian Rush, tornato a Liverpool dopo un unico anno – e veramente deludente – in bianconero.

Altobelli sembrava la scelta ideale, invece anche lui si rivelò una meteora. Complice un infortunio a metà stagione, resta al Comunale per un solo anno, con un totale di 15 gol in tutte le competizioni, tra cui spicca quello che decide il derby di andata. In quello di ritorno, le sue precarie condizioni inducono il tecnico Zoff, suo ex compagno di squadra in nazionale, a rimpiazzarlo sempre più frequentemente con l'emergente Renato Buso.

Anche in azzurro, la sua stella andava spegnendosi.

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Tags:
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