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Milano-Mosca
Messi rischia grosso contro la Croazia dei “milanesi”

di Lorenzo Zacchetti

L'esordio contro l'Islanda ha confermato la strana “maledizione” di Leo Messi, che ai mondiali non è mai riuscito a dimostrare tutto il suo enorme valore. Giunto alla sua quarta Coppa del Mondo, che potrebbe anche essere l'ultima della sua carriera, il quasi 31enne (li compie domenica) è tornato a vedere i fantasmi con il pareggio con l'Islanda, deciso dal suo rigore sbagliato. “E’ stata tutta colpa mia: senza quell’errore sarebbe stata un’altra partita e avremmo vinto”, ha ammesso il craque del Barcellona.

A sole 24 ore dallo stratosferico esordio dell'eterno rivale Cristiano Ronaldo, che invece ha incantato il mondo con una tripletta da extraterrestre, la deludente prestazione del numero 10 ha affossato il morale dei tifosi argentini, piuttosto numerosi anche a Milano, e ha offerto un notevole vantaggio alla Croazia, che grazie alla vittoria sulla Nigeria si è portata a +2 sulla Selecciòn in quello che è un vero e proprio girone di ferro.

Per questo, lo scontro diretto di Novgorod diventa decisivo: un'eventuale sconfitta dell'Argentina rappresenterebbe il via libera per il passaggio del turno della squadra di Modric, complicando non poco la situazione di Messi e compagni.

Tutti gli occhi sono puntati sul c.t. Jorge Sampaoli, la cui scelta di non convocare Mauro Icardi, preferendogli gli juventini Higuain e Dybala, gli ha senza dubbio alienato le simpatie dei tifosi interisti.

Simpatie che vanno automaticamente alla nazionale croata, dove invece militano due beniamini nerazzurri come Perisic e Brozovic. La pattuglia milanese della squadra a scacchi si è arricchita proprio alla vigilia del mondiale con Strinic, passato dalla Sampdoria al Milan. I rossoneri sono rappresentati anche da Biglia, nella rosa dell'Argentina, ma la Croazia allinea anche altre vecchie conoscenze del calcio italiano: Badelj (Fiorentina), Mandzukic (Juve) e Pjaca (juventino anche lui, anche se nella scorsa stagione era in prestito allo Schalke).

L'Islanda, al suo esordio iridato, è la seconda scelta di molti italiani delusi dalla nazionale azzurra, come dimostra il sondaggio della Gazzetta dello Sport. Ma da questo punto di vista non va sottovalutata nemmeno la Nigeria, che già a USA '94 seppe intercettare la simpatia del pubblico neutrale con il suo gioco spettacolare e che ha qualche legame storico con i due club milanesi.

Analizziamo il dettaglio del Gruppo D:

ARGENTINA

Argentini residenti a Milano: 462

Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 43°

Riferimenti associativi: In varie città italiane vi sono associazioni di riferimento della comunità argentina. A Milano, invece, vi sono varie associazioni con una maggioranza di soci argentini, ma che si caratterizzano più per lo scopo culturale, sociale e/o sportivo, più che identitario

Palmarès ai mondiali: Campione del Mondo nel 1978 e nel 1986, la “Selecciòn” in Russia darà la caccia alla coppa per la 17° volta nella sua storia

Il commissario tecnico: Jorge Sampaoli – Ha vinto la Coppa America 2015 sconfiggendo proprio l'Argentina ai calci di rigore. Nel 2017 è stato chiamato a guidare la nazionale del suo Paese, che si trovava in inaspettate difficoltà nel qualificarsi per questo mondiale. Missione compiuta

La stella della squadra: Lionel Messi – Cinque volte Pallone d'Oro, è protagonista di un'eterna sfida con Cristiano Ronaldo per il titolo di miglior calciatore del mondo. Ai mondiali, tuttavia, non è mai riuscito ad esprimersi al massimo delle proprie possibilità e la finale persa quattro anni fa con la Germania è stata una cocente delusione

La stella del passato: Diego Armando Maradona – Protagonista assoluto del trionfo iridato nel 1986. A Italia ’90 è stato beffato dal dubbio rigore trasformato da Brehme e a USA '94 dall'esame antidoping che gli è valso una lunga squalifica

A San Siro ci ricordiamo di: Javier Zanetti è sicuramente il più amato dei tanti argentini che hanno giocato nell'Inter. Tra questi, ricordiamo anche Cambiasso, Veron, Cruz, Samuel, Burdisso, Solari, Passarella, Simeone, Kily Gonzales, Milito, Vivas e ovviamente l'attuale capitano Icardi e Lisandro Lopez. Nel Milan c'è Musacchio, ultimo capitolo di una tradizione che ha visto la militanza rossonera di Combin, Redondo, Borghi, Chamot, Ayala, Coloccini, Carniglia e pochi altri giocatori significativi. C'è anche chi ha vestito entrambe le maglie, come Angelillo, Crespo, Guglielminpietro e Silvestre

La curiosità: Oltre ad essere vicepresidente dell'Inter, Zanetti è anche un imprenditore nel settore della ristorazione. Il suo “Botinero”, in via San Marco, è uno dei locali milanesi nei quali è possibile degustare la carne alla griglia nella tipica tradizione argentina

La maglia: E' stata disegnata da Adidas per celebrare i 125 anni dell'AFA, la federcalcio argentina. Le classifiche righe verticali biancocelesti sono solo leggermente modificate da un innovativo effetto pixel. Sul fianco destro c’è un marchio in rilievo composto da una corona d’allora e dal numero 125, a sancire la celebrazione della federazione calcistica argentina nata nel 1893

 

 

CROAZIA

Croati residenti a Milano: 389

Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 46°

Riferimenti associativi: L’Associazione Culturale Comunità Croata di Milano è stata fondata nel 1999

Palmarès ai mondiali: Dopo la diaspora dell'ex Jugoslavia nei primi anni Novanta, ha esordito a Francia '98, conquistando una medaglia di bronzo che è tuttora il suo risultato più prestigioso. E' alla sua quinta esperienza nella fase finale

Il commissario tecnico: Zlatko Dalic – Lo scorso ottobre è subentrato ad Ante Cacic e ha portato la Croazia agli spareggi, poi vinti contro la Grecia

La stella della squadra: Luka Modric – Alla soglia dei 33 anni e al suo terzo mondiale, il playmaker del Real Madrid ha esperienza da vendere, oltre ad un tocco di palla e una visione di gioco che farebbero comodo a qualunque squadra del pianeta

La stella del passato: Davor Suker – Ha giocato nel Real Madrid (oltre che nell'Arsenal e nel Siviglia) anche il bomber protagonista di Francia '98, dove fu capocannoniere. I suoi 45 gol con la maglia a scacchi rappresentano un record ancora imbattuto

A San Siro ci ricordiamo di: Zvonimir Boban è stato il primo croato nella storia del Milan ed anche, di gran lunga, il migliore. Dopo di lui, ci sono stati giocatori interlocutori come Smoje, Pasalic e Kalinic, convocato per questo mondiale. Vedremo come andrà il neoacquisto Strinic. Simic e Brncic hanno giocato sia nel Milan che nell'Inter, dove oggi militano Brozovic e Perisic. In passato, hanno vestito il nerazzurro anche Kovacic e Livaja. Solo il primo fa parte della rosa di questo mondiale

La curiosità: La cravatta, capo di abbigliamento irrinunciabile per molti milanesi, si deve ai croati. Benché in uso fin dai tempi degli antichi romani, la sua versione moderna deriva infatti dall'uniforme dei legionari croati in servizio in Francia durante la Guerra dei Trent'anni (1618-1648). Il termine “cravatta” deriva dalla pronuncia francese di “croates”

La maglia: I celebri scacchi che contraddistinguono la maglia croata sono molto più grandi che nelle precedenti versioni della maglia e leggermente seghettati sui bordi. Il retro della casacca, firmata Nike, è invece tutto bianco, per dare miglior visibilità a nomi e numeri. Scelta molto discutibile.

 

NIGERIA

Nigeriani residenti a Milano: 629

Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 37°

Riferimenti associativi: La comunità nigeriana a Milano non ha un riferimento associativo riconosciuto dal Comune

Palmarès ai mondiali: Le “Super Aquile” disputano il mondiale per la quinta volta nella loro storia. Nel 1994, 1998 e 2014 sono arrivate agli ottavi, mentre nel 2002 sono uscite al primo turno, in un girone nel quale – allora come oggi – c’era l’ingombrante presenza dell'Argentina

Il commissario tecnico: Gernot Rohr – Il tecnico tedesco ha alle spalle una solida esperienza nel calcio africano, avendo lavorato in Gabon, Niger e Burkina Faso. Assunto dalla Nigeria nel 2016 ha conquistato la qualificazione al mondiale con una giornata di anticipo, prima squadra africana a staccare il biglietto per la Russia

La stella della squadra: John Obi Mikel – Oggi gioca in Cina con il Tianjin Teda, ma la sua lunga esperienza con la maglia del Chelsea rappresenta un patrimonio prezioso anche per i suoi compagni di squadra

La stella del passato: Rashidi Yekini – Capocannoniere in due Coppe d'Africa e miglior realizzatore nella storia della Nigeria, è diventato famoso a USA '94, ma poi non è riuscito ad imporsi nel calcio europeo. E' scomparso prematuramente nel 2012, a soli 48 anni, dopo aver reso noto di soffrire di alcuni disturbi neurologici

A San Siro ci ricordiamo di: Nwanko Kanu è senza dubbio il nigeriano più importante nella storia dell'Inter, seguito da Obafemi Martins e Joel Obi, convocato per questo mondiale come giocatore del Torino. Nel Milan c'è lo strano caso di Nnamdi Oduamadi, ancora sotto contratto dopo una sola presenza in nove anni, mentre è stato piuttosto anonimo il transito di Mohammed Aliyu Datti e Taye Taiwo. Il pittoresco Taribo West, difensore e nel contempo pastore pentecostale, ha vestito sia la casacca nerazzurra che quella rossonera

La curiosità: Il cinema nigeriano è al secondo posto nel mondo (dopo quello indiano) per numero di produzioni, con un abbondante vantaggio su quello americano. Il termine “Nollywood” è nato proprio per indicare questa florida industria, dalla crasi tra “Nigeria” e “Hollywood”

La maglia: Nike ha scelto un design molto diverso rispetto a quello delle altre squadre sponsorizzate in questo mondiale, per rispecchiare la cultura “energica” della Nigeria. Nel look vintage non è difficile vedere un richiamo anche al mondiale del '94, nel quale le “Super Aquile” stupirono i tifosi di tutto il pianeta

 

ISLANDA

Islandesi residenti a Milano: 17

Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 129°

Riferimenti associativi: Non ci sono associazioni di islandesi a Milano, ma esistono vari riferimenti per chi, nella nostra città e in Italia, ama questo Paese. Ad esempio: Associazione Amici dell'Islanda (Islanda.it)

Palmarès ai mondiali: Dopo il suo entusiasmante esordio agli Europei del 2016, in Russia ha fatto il suo debutto assoluto nella fase finale della Coppa del Mondo strappando il pareggio contro l’Argentina

Il commissario tecnico: Heimir Hallgrimsson – Ex dentista, è stato protagonista dell'incredibile ascesa della nazionale islandese, che in soli cinque anni è salita dal 131° al 22° posto del ranking Fifa. Se prima lavorava in coppia con lo svedese Lars Lagerback, ora è responsabile unico delle sorti della simpatica squadra del nord Europa

La stella della squadra: Gylfi Sigurdsson – Il centrocampista dell'Everton da cinque anni a questa parte si aggiudica il premio di miglior calciatore islandese e nel corso delle qualificazioni ha firmato quattro gol e altrettanti assist per i compagni

La stella del passato: Eidur Gudjohnsen – In un'epoca nella quale la sua nazionale non aveva alcuna possibilità di essere competitiva, teneva comunque alta la bandiera islandese vincendo titoli con le maglie di PSV Eindhoven, Barcellona e Chelsea

A San Siro ci ricordiamo di: Al contrario di Emil Hallfredsson (Reggina, Verona e oggi Udinese), Birkir Bjarnason (Samp e Pescara) e Hordur Magnusson (Spezia, Juve Primavera e Cesena), nessun islandese ha mai militato nei club milanesi

La curiosità: Con soli 334.000 abitanti, l'Islanda è il Paese più piccolo ad essersi mai qualificato per la fase finale dei mondiali. Per pareggiare il numero degli islandesi, basterebbe sommare i residenti del Municipio 6 e del Municipio 7 (circa 150.000 e 180.000 rispettivamente)

La maglia: A vestire i “Vichinghi” è un'azienda italiana: Errea. La maglia scelta per il mondiale 2018 ha il fondo blu, con una grafica sfumata dal bianco al rosso sulle spalle in stile anni '90

 

LE PARTITE DEL GRUPPO D IN TELEVISIONE:

Giovedi 21/6 20.00 Argentina-Croazia (Canale 5)

Venerdì 22/6 17.00 Nigeria-Islanda (Italia 1)

Martedì 26/6 20.00 Islanda-Croazia (Canale 20)

Martedì 26/6 20.00 Argentina-Nigeria (Italia 1)

 

 

Tags:
messi rischia grossocroazia

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