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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Milan, riecco Weah: “Io Presidente, mio figlio star del PSG”
George Weah con il figlio Timothy

di Lorenzo Zacchetti

È stato il primo giocatore non europeo a vincere il Pallone d'Oro, dopo il cambiamento delle regole del premio. Ha conquistato anche il Fifa World Player, titoli in tre nazioni europee (Francia, Italia e Inghilterra), è stato capocannoniere della Champions League e più volte giocatore africano dell'anno. Ma la sua partita più importante la giocherà il prossimo ottobre: “Sì, mi ricandido come Presidente della mia Liberia. E questa volta vincerò, ne sono sicuro”.

George Tawlon Manneh Oppong Ousman Weah, questo il suo nome completo, non è certo l'unico ex milanista ad aver intrapreso la carriera politica. Gianni Rivera è stato deputato per quattro legislature. Giovanni Galli nel 2009 si è candidato Sindaco di Firenze, ma è stato sconfitto da Matteo Renzi. Kakhaber Kaladze è diventato vice-Premier in Georgia, dimostrandosi più fortunato del suo ex compagno Shevchenko in Ucraina. E Weah punta al ruolo più importante nella politica del suo martoriato paese: “Consigli da Berlusconi? Sì, certo. Gli sono riconoscente e lo stimo, ma non ha influenzato in alcun modo la mia scelta di entrare in politica. Anche Nelson Mandela mi ha fatto avere i suoi consigli e i suoi incoraggiamenti”.

A sospingere l'ex bomber c'è la straordinaria popolarità conquistata nel corso di una carriera che lo ha visto non solo affermarsi come calciatore numero uno nella storia della Liberia, ma anche come finanziatore di una nazionale decisamente sgarruppata, in un paese messo in ginocchio dalla guerra e dall'epidemia di Ebola. Oltre a comprare maglie e attrezzature e a finanziare le trasferte, Weah si è persino adattato a giocare... nel ruolo di libero, per puntellare una difesa che faceva acqua da tutte le parte. Fabio Capello, suo allenatore nel Milan, commentò così la curiosa scelta: “George in difesa? O gli altri attaccanti della Liberia sono dei fenomeni o i suoi difensori sono pessimi. Devo assolutamente vederli giocare!”.

Nato a Monrovia il 1 ottobre 1966, Weah ha avuto un'infanzia molto difficile, in una famiglia povera (che viveva in una baraccopoli) e lacerata dai conflitti tra i genitori. Intorno a lui, la violenza dilagante nei quartieri popolari lo ha costretto ad assistere fin da piccolo a rapine e omicidi. Calcisticamente si è affermato nell'Invincible Eleven, per poi trasferirsi in Camerun, dove ha giocato nel Tonnerre Yaoundé. L'occhio sempre vigile di Arséne Wenger sui campionati meno conosciuti gli ha permesso di farsi di conoscere dal calcio europeo, dove il Monaco (allora allenato appunto dall'alsaziano) lo ha portato nel 1988. In tre stagioni nel Principato ha vinto la Coppa di Francia e raggiunto la finale di Coppa delle Coppe, dove è stato battuto dal Werder Brema. Acquistato dal PSG, ha vinto il titolo della Ligue 1 (a cui si aggiunge quello vinto a tavolino per la penalizzazione del Marsiglia) e nella Champions League 1994/95 ha conquistato il titolo di capocannoniere, anche se la sua squadra è stata battuta in semifinale dal Milan. Quella partita ha rappresentato un colpo di fulmine per i rossoneri, che subito dopo lo hanno acquistato per 11 miliardi di lire.

Weah ha debuttato in A nel giorno del compleanno di suo figlio George Junior e ha segnato subito, contro il Padova. É stato il primo dei 58 gol messi a segno con la maglia rossonera, ma senza dubbio il più famoso di tutti è quello realizzato contro il Verona l'8 settembre 1996. Il suo pazzesco “coast-to-coast”, dopo aver conquistato palla nell'area di rigore del Milan, è così bello che le parole non bastano: bisogna vederlo (clicca QUI per il video).

Nel dicembre successivo ha vinto il Pallone d'Oro e a fine stagione il Milan ha festeggiato il titolo di Campione d'Italia anche grazie a 11 gol firmati dall'attaccante africano. Il secondo Scudetto del suo ciclo milanista è datato 1999: nell'anno del Centenario rossonero (celebrato anche da una maglia retrò a strisce sottili) ha contribuito al trionfo con otto gol, dei quali due nella fondamentale vittoria per 2-0 sul campo della Juventus.

Nel gennaio 2000, ormai 34enne, ha lasciato il Milan per andare in prestito al Chelsea. Per continuare a leggere la sua incredibile storia, clicca QUI

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