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Milano-Mosca
Mondiali 2018, Italia-Germania 4-4: gufiamo i tedeschi o la Svezia?

di Lorenzo Zacchetti

E’ inutile negarlo: il fenomeno del “tifo contro” è tipicamente italiano e, in un mondiale nel quale gli Azzurri non ci sono, non è semplice trovare una squadra da tifare in alternativa.

Particolarmente difficile è scegliere per chi simpatizzare nell’odierno scontro diretto tra Svezia e Germania, già potenzialmente decisivo per il passaggio del turno.

Da un lato ci sono gli svedesi che, proprio a Milano, ci hanno inflitto una delusione storica eliminando l’Italia di Ventura nel playoff. Oltretutto, la controversa scelta di non convocare Zlatan Ibrahimovic, ex Juve, Inter e Milan, ha alienato ai Vichinghi le simpatie dei tanti estimatori del bomber giramondo.

Dall’altro c’è una nostra rivale storica, contro la quale abbiamo scritto alcune delle pagine più epiche della storia del calcio italiano. Dal 4-3 di Messico ’70 fino al 2-1 della semifinale di Euro 2012, passando per ben due trionfi mondiali: il 3-1 nella finale di Spagna ’82 e il 2-0 di Germania 2006, quando proprio contro i padroni di casa la squadra di Lippi conquistò l’accesso alla finalissima poi vinta con la Francia.

L’ultimo scontro diretto ha però visto il successo della Germania, che nei quarti di finale di Euro 2016 si è imposta ai rigori. La “Mannschaft” è campione del mondo in carica e nel suo albo d’oro ci sono quattro titoli mondiali, esattamente come per l’Italia. Un eventuale quinto successo iridato le permetterebbe di raggiungere il Brasile in quanto a palmarès, staccandoci al terzo posto.

Al contrario di quanto successe a Italia ’90, quando il pubblico di San Siro guardava con grande affetto alla Germania del trio interista Matthaeus-Brehme-Klinsmann, un’eventuale sconfitta dei tedeschi non dispiacerebbe granché ai tifosi italiani, perché sancirebbe la precoce eliminazione della squadra di Low.

Sarebbe la terza volta consecutiva che i detentori del trofeo che tornano subito a casa, dopo le debacle dell’Italia nel 2010 e della Spagna nel 2014, nonché il quarto caso nelle ultime cinque edizioni, visto che anche la Francia, campione nel ’98, uscì al primo turno nel 2002.

La Germania trema, perché anche con un pareggio la sua situazione sarebbe molto difficile: se il Messico fa punti con la Corea, un eventuale pari con la Svezia nell’ultima partita consentirebbe a centroamericani e scandinavi di passare il turno a braccetto. Una situazione molto simile a quella del 2-2 di Euro 2004 tra Svezia e Danimarca, che consentì ai due team nordici di qualificarsi insieme, mandando a casa l’Italia di Trapattoni.

Sempre con il Trap in panchina, abbiamo avuto dei bruttissimi trascorsi anche con la Corea del Sud: impossibile dimenticare lo scandaloso arbitraggio di Byron Moreno nella partita del mondiale 2002, che segnò l’eliminazione degli azzurri.

Delle quattro squadre del Gruppo F, quindi, un occhio di riguardo averlo per il Messico, la cui bandiera ha i nostri stessi colori e la cui comunità a Milano non è numerosissima, ma è storicamente molto ben integrata. E, non va dimenticato, all’esordio a Russia 2018 la squadra di Osorio ha inflitto una sorprendente sconfitta alla Germania!

Analizziamo nel dettaglio il Gruppo F:

GERMANIA
Tedeschi residenti a Milano: 1.558
Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 22°
Riferimenti associativi: A Milano ci sono numerose risorse culturali, didattiche e commerciali dedicate alla Germania, ma non c'è un vero punto di aggregazione specificatamente pensato per i tedeschi in città
Palmarès ai mondiali: La Germania è campione in carica, avendo trionfato a Brasile 2014. In totale, ha in bacheca quattro Coppe del Mondo: come l'Italia, è seconda solo al Brasile (5 titoli). In Russia partecipa alla fase finale per la 19° volta nella sua storia. Per otto volte ha preso parte alla finalissima
Il commissario tecnico: Joachim Low – Fino a Germania 2006, quando i padroni di casa furono battuti dall'Italia in semifinale, era assistente di Klinsmann. Poi ne ha preso il posto, vincendo il Mondiale del 2014 e la Confederations Cup del 2017
La stella della squadra: Toni Kroos – Vincitore della Champions League prima col Bayern Monaco e poi con il Real Madrid, è uno dei centrocampisti di più fulgido talento al mondo
La stella del passato: Franz Beckenbauer – Leggenda vivente del calcio mondiale, è stato il primo difensore a vincere il Pallone d'Oro nel 1972, nonché a fare il bis nel 1976. Oltre a vincere tutto come giocatore, si è ripetuto vincendo il mondiale anche da c.t. della Germania, nonché innumerevoli titoli col Bayern, dividendosi tra la panchina e la scrivania da dirigente
A San Siro ci ricordiamo di: Il trio interista formato da Matthaeus, Klinsmann e Brehme fu determinante nel trionfo di Italia '90. Hanno vestito la casacca nerazzurra anche Rummenigge, Sammer e Hansi Muller. In maglia rossonera ricordiamo soprattutto Schnellinger, che segnò all'Italia nel mitico 4-3 di Messico '70, e in epoca più recente Bierhoff, Ziege, Lehmann e Alexander Merkel (solo omonimo di Frau Angela).
La curiosità: Adidas e Puma, le due più importanti multinazionali tedesche dell'abbigliamento sportivo, sono nate da uno strano “derby” familiare. Adidas ha preso il nome dalle iniziali del fondatore Adolf, detto “Adi”, Dassler. Suo fratello Rudi, dopo un duro litigio, ha deciso di fargli concorrenza fondando Puma
La maglia: Adidas, storico partner della nazionale tedesca, propone una versione aggiornata della maglia indossata dai trionfatori di Italia '90, ma la banda traversale, invece che riprodurre come allora i colori della bandiera, è in varie sfumature di nero

SVEZIA
Svezia residenti a Milano: 193
Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 66°
Riferimenti associativi: Non sono note associazioni, ma gli svedesi di Milano si ritrovano abitualmente presso i locali specializzati nella cucina scandinava
Palmarès ai mondiali: Gli svedesi sono giunti alla loro 12° partecipazione alla fase finale. Il loro miglior risultato è stato a Svezia '58, quando persero la finale contro il Brasile dell'esordiente Pelè
Il commissario tecnico: Janne Andersson – Dopo aver guidato il Norrkoping alla vittoria del campionato svedese nel 2015, ha assunto il comando della nazionale alla vigilia di Euro 2016. Grazie a un netto ringiovanimento della rosa, ha conquistato la qualificazione a Russia 2018 battendo l'Italia nel playoff. Visto che la linea-verde lo ha premiato, ha deciso di non richiamare in squadra Zlatan Ibrahimovic, che invece ci sperava
La stella della squadra: Marcus Berg – Dopo la rinuncia a Ibra, è l'attaccante dell'Al Ain (Emirati Arabi) il volto più noto della squadra, anche grazie agli 8 gol segnati nelle qualificazioni. Nessuno dei 23 convocati gioca nel campionato svedese
La stella del passato: Henrik Larsson – Oltre al terzo posto conquistato al mondiale di USA '94, nella bacheca di questo grande bomber ci sono i titoli vinti con Feyenoord, Celtic Glasgow, Barcellona e Manchester United. Oggi sta facendo gavetta come allenatore
A San Siro ci ricordiamo di: Ibrahimovic ha fatto sognare entrambe le tifoserie milanesi, mentre il trio Gre-No-Li (Gren, Nordhal e Liedholm) è fortemente legato alla storia del Milan, così come la figura di Hamrin e, con molto meno successo, quelle di Blomqvist e Andreas Andersson. Tra gli interisti, spicca la figura di Skoglund (in via Lorenteggio c'è ancora un bar col suo nome), mentre hanno avuto molta meno fortuna Linskog e Bengtsson
La curiosità: La conduttrice svedese Filippa Lagerbäck, che siamo soliti vedere accanto a Fabio Fazio in “Che tempo che fa”, abita a Milano ed è spesso attiva nelle iniziative del gruppo “Genitori Antismog”. Lo scorso 2 giugno ha sposato Daniele Bossari, padre di sua figlia e acceso tifoso del Milan
La maglia: Anche in questo caso, Adidas ha voluto proporre un look vintage: la divisa della Svezia è chiaramente ispirata a quelli dei primi anni '90, a cavallo tra il mondiale giocato in Italia e gli Europei disputati proprio in casa degli scandinavi

MESSICO
Messicani residenti a Milano: 250
Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 59°
Riferimenti associativi: L'Associazione per la Cultura Messicana in Italia ha sede a Brescia
Palmarès ai mondiali: In Russia sta disputando la sua 16° fase finale. Il suo massimo risultato sono i quarti di finale, raggiunti nelle due edizioni che ha organizzato in casa propria: quelle del 1970 e del 1986
Il commissario tecnico: Juan Carlos Osorio – L’allenatore colombiano ha ottenuto vari successi alla guida del Nacional di Medellin (che fu avversario del Milan di Sacchi in una storica finale Intercontinentale). Dal 2015 allena il Messico, che ha portato alla qualificazione con tre giornate d’anticipo, dominando il girone centroamericano
La stella della squadra: Javier Hernandez – “El Chicharito”, oggi in forza al West Ham, ha un passato con superclub come Real Madrid e Manchester United. E’ giunto al suo terzo mondiale ed è il capocannoniere nella storia della nazionale “Tricolor”
La stella del passato: Hugo Sanchez – Anche nel suo caso, la fama internazionale è prevalentemente legata alla militanza nel Real Madrid, nonché al gesto tecnico della rovesciata, del quale era un rinomato specialista. Ha giocato i mondiali del 1978, 1986 e 1994 ed è stato c.t. messicano dal 2006 al 2008
A San Siro ci ricordiamo di: Pedro Pineda – Quella del primo messicano nella storia del Milan è una storia decisamente particolare. Sul finire della stagione 1991/92 il campionato che si vantava (a ragione) di essere il più bello del mondo, liberalizzò il numero di stranieri ingaggiabili da ciascuna squadra, fermo restando il limite di schierarne in campo solo tre. Il Milan di Capello ne approfittò tesserando tre giovani talenti: il croato Boban, il brasiliano Elber e, appunto, il messicano Pedro Pineda, allora solo ventenne. Quest’ultimo però non è riuscito ad ambientarsi e non ha mai giocato nemmeno una partita in rossonero. Girato in prestito al Chivas, non è più tornato non solo nel Milan, ma nemmeno nel calcio che conta. Ha continuato a giocare in Centro America, smettendo nel 2004
La curiosità: Nell'antica lingua nahuatl (del popolo azteco), “Messico” significa “nell'ombelico della luna”
La maglia: Oltre al colletto e alle iconiche strisce di Adidas sulle spalle, il verde che domina la casacca viene spezzato dagli inserti laterali in una tonalità più chiara. Sul retro è stampato il motto “Soy Mexico”

COREA DEL SUD
Sudcoreani residenti a Milano: 643
Posizione nella classifica delle comunità straniere a Milano: 36°
Riferimenti associativi: Centro Ricerche Culturali fra Corea e Italia (CRICCI)
Palmarès ai mondiali: Giunta alla sua decima fase finale, la Corea del Sud nel 2002 ha raggiunto un incredibile quarto posto. Anche grazie ad arbitraggi molto discutibili
Il commissario tecnico: Shin Tae-Yong – E’ stato ingaggiato nel luglio del 2017 dopo l’esonero del tedesco Uli Stielike (che da giocatore fu avversario dell’Italia nella finale del 1982). Ex centrocampista, Tae-Yong ha guidato l’Under 20 coreana e anche il Seongnam Ilhwa Chunma, con cui ha vinto la Champions League asiatica
La stella della squadra: Ki Sung-Yueng – Sei stagioni nella Premier League inglese e due Coppe del Mondo (quella in Russia sarà la terza) hanno fatto del giocatore dello Swansea un simbolo della nazionale della quale veste anche la fascia di capitano
La stella del passato: Hong Myung-Bo – Ha preso parte a quattro mondiali consecutivi, dal 1994 al 2006, traguardo che nessun calciatore asiatico aveva mai raggiunto. È stato anche c.t. della nazionale
A San Siro ci ricordiamo di: Nessun sudcoreano ha mai giocato con i club milanesi, che tuttavia hanno affrontato da avversario Ahn Jung-hwan del Perugia. Il suo presidente, Luciano Gaucci, lo cacciò dopo il golden-gol che eliminò l'Italia dal mondiale 2002. Come se segnarlo fosse stata una colpa...
La curiosità: La Corea del Sud ha una discreta conoscenza delle sue rivali nel girone. Ha già incontrato la Germania tre volte, la Svezia quattro e il Messico addirittura 12!
La maglia: In un mondiale nel quale Nike ha scelto lo stile minimalista, proprio con la Corea l'azienda americana ha dato il massimo della semplicità: maglia completamente rossa, senza alcun fregio ad eccezione dello stemma federale, e calzoncini blu notte

LE PARTITE DEL GRUPPO F IN TELEVISIONE:

Sabato 23/6 17.00 Corea del Sud-Messico (Italia 1)
Sabato 23/6 20.00 Germania-Svezia (Italia 1)
Mercoledì 27/6 17.00 Corea del Sud-Germania (Italia 1)
Mercoledì 27/6 17.00 Messico-Svezia (Canale 20)

Tags:
mondiali 2018girone f

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