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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Thomas Helveg: Milan, Inter e... La carriera del danese continua
Thomas Helveg

di Lorenzo Zacchetti

Nel cuore di un calciomercato che suscita sensazioni decisamente differenti tra i tifosi del Milan e quelli dell'Inter, nella nostra rubrica sugli ex idoli rossonerazzurri ricordiamo uno dei tanti giocatori che hanno vestito entrambe le maglie.

C'è stato infatti un periodo nel quale le due squadre milanesi collaboravano in maniera piuttosto assidua sul fronte del mercato, soprattutto attraverso scambi utilissimi per corroborare il bilancio attraverso le plusvalenze. Sul piano tecnico, l'esito di questi scambi è stato alterno, come dimostrano vicende quali quelle di Seedorf, Pirlo, Ganz, Moriero e molti altri...

Un caso davvero particolare è quello di Thomas Helveg, arrivato al Milan nel 1998 dall'Udinese, insieme ad Alberto Zaccheroni e Oliver Bierhoff. Pur giocando in rossonero, il danese era stato ceduto all'Inter e lasciato al Milan in prestito, con Cyril Domoraud come contropartita.

Lo scorso 24 giugno Thomas Helveg ha ricevuto gli auguri del club rossonero per i suoi 46 anni. Un tweet carico di riconoscenza per il giocatore che ha conquistato “uno Scudetto, una Coppa Italia e una Champions League”, anche se poi la sua carriera è continuata altrove, a partire proprio dai rivali cittadini.

Al Milan Helveg era arrivato dopo cinque stagioni a Udine nelle quali si era affermato come uno degli esterni destri più forti del campionato: partendo dalla difesa o dal centrocampo, le sue percussioni e i suoi cross al centro esaltavano il gioco aereo di Oliver Bierhoff, anche lui arrivato da Udine per esportare a San Siro il progetto-Zaccheroni.

Vincitore dello Scudetto al primo tentativo, il tecnico romagnolo rimase in auge fino al 2001, quando Silvio Berlusconi decise di esonerarlo dopo l'eliminazione in Champions League, scaturita dal pareggio casalingo col Deportivo La Coruña. Già in precedenza, l'allora patròn rossonero aveva fortemente criticato l'allenatore, definendolo “Un tessitore che ha buona tela, ma non la sa tessere”.

Una battuta altrettano velenosa segnò la fine della carriera rossonera anche per Helveg. In occasione del derby dello stesso anno, finito 2-2, Berlusconi da Berlino commentò la prestazione del danese con una frecciata tanto crudele quanto sottile: “Helveg? Mi ha ricordato la favola del leone sordo...”.

Ma cosa voleva dire Berlusconi con quella frase strana? Scoprilo cliccando QUI

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