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Heroes. Dove sono finiti gli idoli
Walter Zenga e l'Inter: ritorno al passato per il mitico “Uomo Ragno”
Walter Zenga (foto: La Presse/Photoshop

di Lorenzo Zacchetti

Walter Zenga torna a San Siro da allenatore del Crotone. L’ultima volta al Meazza è stata meno di un mese fa, contro il Milan, e non è andata granché bene.

Oltre a una sconfitta beffarda, decisa da un rimpallo tra il portiere Cordaz e Bonucci, che ha firmato il suo primo gol rossonero quasi senza accorgersene, Zenga ha subito dei cori offensivi, che hanno preso di mira anche sua madre.
 
"L'accoglienza di San Siro? Perché dovrei aspettarmi un'accoglienza diversa? Sono interista, sono contento di essere interista”, ha detto Zenga a fine partita. “L'unica cosa che trovo di dubbio gusto è che mia madre è morta, ma non mi interessa. Mi fischino, facciano quello che vogliono. Mi dà ancora di più soddisfazione aver fatto parte di un'era in cui alcune persone vengono riconosciute come avversari. E' sempre più brutta l'indifferenza".

Ci sarà decisamente un altro clima al cospetto dei tifosi dell’Inter, che in Zenga tuttora riconoscono “L’Uomo Ragno” dei tempi d’oro.

L’attuale allenatore del Crotone è infatti stato un simbolo nerazzurro, sia per le grandi parate che gli hanno consentito di essere nominato miglior portiere del mondo per tre anni di fila, dal 1989 al 1991, ma soprattutto per un’autentica fede interista che gli ha permesso di passare dalla Curva Nord, dove si recava ogni domenica come tifoso, al rettangolo di gioco, sempre mantenendo quell’anima da ultrà per la quale ancora oggi gli appassionati nerazzurri lo riconoscono come loro simile.

La straordinaria carriera di Zenga avrebbe potuto coronarsi con il mondiale di Italia '90, ma in quell'occasione gli fu fatale il suo unico errore del torneo: nella semifinale contro l'Argentina, un malinteso con il compagno di club Riccardo Ferri permise a Caniggia di infilare la porta azzurra, fino ad allora inviolata, aprendo la strada a un successo perfezionato ai calci di rigore, con i penalty che per l'Italia furono falliti da Donadoni e Serena.

Una fine davvero sfortunata per la nazionale del compianto Azeglio Vicini, che nelle “notti magiche” aveva saputo far sognare tutti i tifosi italiani.

Può darsi che Zenga abbia ripensato a quell'episodio contro l'Argentina anche durante l'ultimo Milan-Crotone, nel quale Cordaz (anch'egli tifoso interista e cresciuto nel vivaio nerazzurro) ha pagato a caro prezzo l'unico errore di una partita ricca di grandi interventi.

Al cospetto di un San Siro pieno di tifosi interisti, prevarranno sicuramente i ricordi felici. Quelli vissuti dal ragazzino che, a parte i prestiti formativi a Salernitana, Savona e Sambenedettese, ha vissuto 23 anni tra i pali della squadra del suo cuore, vincendo uno storico Scudetto, due Coppe Uefa e una Supercoppa italiana.

Ma come si colloca Walter Zenga in un'ideale classifica dei portieri più forti di tutti i tempi? Scoprilo leggendo la graduatoria stilata dal sito specializzato eurocalcio24.com

Tags:
inter crotonewalter zenga

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