Coppie milanesi la sera di San Valentino - Affaritaliani.it

I Hate Milanessa

di Mrs. Milano

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I Hate Milanessa
Coppie milanesi la sera di San Valentino
Coppie milanesi a San Valentino

Milano è la città d’Italia che meno si presta alla vita di coppia: tra lavoro e palestra, weekendini a Santa e a Courma, ristorantini dim-sum e mexican-chic, chi ha ancora voglia di sopportare il peso esistenziale della vita di coppia a Milano?

Eppure, come Halloween è l’unica notte dell’anno in cui i fantasmi sono autorizzati a tornare sulla Terra, San Valentino è l’unica notte in cui improvvisamente si materializzano migliaia di coppiette, pronte a intasare i ristoranti – pardon, i ristorantini -  e i locali milanesi della movida.

Eccone alcune davvero esemplari

I “piutost che nient l’è mej piutost ”

Li incontrate in uno di quei ristoranti in offerta su Groupon o su una delle tante promo online dal titolo “speciale San Valentino – menu innamorati – secondo di pesce + contorno + vino 19,99 euro”. Da fuori sembrano un quadro di Hopper: mangiano l’orata in silenzio, seduti a tavola l’uno di fronte all’altro, controllando di continuo il profilo Instagram sui rispettivi cellulari.

Usciti da li, lasceranno una recensione risentita su trip-advisor perché il pesce “non era fresco”, e poi andranno a letto sperando di addormentarsi il prima possibile, e non dover inventarsi l’ennesima scusa per evitare un coito che ormai evitano da quando l’Italia vinse i Mondiali. 

Perché stanno insieme? Perché ci stanno dai tempi dell’Università o addirittura da quelli del liceo, l’abitudine è troppo grande e ora che i trenta scollinano nei quaranta rimettersi in gioco sarebbe troppo faticoso o umiliante o tutte e due le cose insieme. 

Avanti così dunque, un San Valentino dopo l’altro, un agosto dopo l’altro, un Natale dopo l’altro, sperando che il Tempo passi sempre più in fretta.

I “two gust è megl che uan”

Quale migliore occasione che il giorno di San Valentino per sperimentare cose nuove?
E’ quello che pensano che quei due tizi seduti di fianco, lui con scarpa bianca stile Tony Renis, lei con lo smalto blu e degli orecchinazzi grossi come maracas.

E’ solo un’impressione o ci stanno guardando? E questa bottiglia di champagne chi l’ha ordinata? Caro, ma quel signore mi ha fatto l’occhiolino!

Eh si, San Valentino è il giorno preferito degli scambisti di tutta Italia, che affamati come sparvieri pattugliano i ristorantini alla ricerca di coppie da coinvolgere in un dopo-cena piccante. Certo, in media hanno 60 anni suonati e delle rughe lungo le quali potreste giocarci a biglie, ma volete mettere il gusto perverso del proibito?  No, eh?

Beh, comunque sia, una volta che vi puntano fate attenzione, perché tendono a essere parecchio insistenti e se usciti dal ristorante, sulla via di casa, vi fermate troppo ad un semaforo è possibile che facciano irruzione sulla vostra macchina,  con le braghe calate, dicendo – facendo finta di niente – “oh scusate, anche noi abbiamo una macchina simile... ma già che siamo qui...”.

I comitiva

Di loro sapete due cose: che stanno insieme da quando li conoscete e che non li avete mai visti uscire loro due da soli. E anche per San Valentino non fanno eccezioni: vai di bella tavolata con schieramento maschi contro femmine: le donne sedute da una parte del tavolo a parlare della dieta arancione letta sull’ultimo numero di Cosmopolitan e gli uomini dall’altra a dire cose tipo  “con la Var non puoi neanche più chiamarlo calcio” oppure “dite quello che volete, ma per le Audi restano le auto più affidabili” (salvo quando poi escono cinque minuti “ a fumare” e tornano ridendo come pazzi...).

Sono quelli che farebbero di tutto pur di non stare con il partner e quindi si costruiscono una specie di comunità itinerante, come una compagnia di un circo, con cui vanno ovunque e a cui non potrebbero mai rinunciare.

Superata una certa età, molti di loro si trasformano in “Two Gust”, e iniziano a scambiarsi i partner come se nulla fosse. Altri si deprimono e fanno la fine dei “Piutost che nient”. Altri invece passano la vita così, con la comitiva che si allarga, includendo figli, nipoti, genitori, zie, zii, cugini e perfino portinai o collaboratrici familiari: qualunque cosa pur di non restare soli con il partner.

I profilo congiunto

A San Valentino non li incontrerete da nessuna parte, perché loro rimangono a casa con il pargolo appena sfornato, a bombardarvi i social di selfie per mostrare a tutto il mondo quanto siano felici ed appagati con la loro vita familiare.

La realtà è che, tra un selfie e l’altro, litigano alla morte tirandosi addosso piatti e stoviglie assortite, accusandosi reciprocamente di aver rovinato la vita all’altro, facendo di continuo la valigia promettendo di non vedersi mai più.

Poi però, le urla del pargolo e, soprattutto,  il pensiero delle rate del mutuo hanno la meglio. Una Tennent’s allungata con trenta gocce di Xanax, un selfie abbracciati con l’occhio umidiccio e via: make a selfie, fake a life. Fino a quando lo Xanax non scende, e si ricomincia a gridare.

Gli ironici

Sono quelli che hanno la tradizione di uscire sempre a cena la sera di San Valentino e che però lo fanno perché è una tradizione ironica, mica come gli altri che ci credono sul serio. Sono anche quelli che guardano Sanremo e che però lo guardano con ironia, mica come gli altri che lo guardano sul serio, che si mettono il maglione con le renne a Natale e che però se lo mettono con ironia, mica come gli altri che lo mettono sul serio, dove lui si fa crescere la barba lunga ma la porta con ironia, mica come gli altri che la portano sul serio e lei al giovedì sera fa il corso di burlesque ma lo fa con ironia, mica come le altre che si spogliano sul serio.

Di fatto, sono due poveri pirla che usano l’ironia per illudersi di sfuggire alla banalità che li caratterizza e da cui non scapperanno mai e questa – purtroppo per loro – è una cosa maledettamente seria.

I “Mi saluti il Conte, anzi... il Bisconte!”

Come da storica battuta di Ezio Greggio, sono quelli che approfittano di San Valentino per liquidare con una scusa la moglie o il marito e vedere l’amante.

Ma perché vedere l’amante proprio il giorno di San Valentino? Semplice: in questo modo, l’amante sarà appagata/o dall’aver avuto a disposizione il partner in occasione della notte degli innamorati, e per un mese sarà disposta/o a restare nell’ombra senza creare problemi (“eh no eh, siamo stati insieme perfino a San Valentino, questo week end mi fai andare a Ortisei dai suoi genitori senza rompermi i coglioni, ziopovero!”)

Li riconoscete subito perchè, pur avendo un’età, mettono in piedi insopportabili teatrini a base di smancerie tipo bacia-mano, regali consegnati prima del dessert, interi mazzi di rose rosse comprate dai Bangla e nei casi più disperati, perfino il venti euro allungato allo strimpellatore per suonare una serenata d’amore. Terribili.

Gli Strappamutande

Si sono conosciuti su Tinder mezz’ora prima e davanti a un drink bello carico tipo Long-Island e a un antipastino leggero tipo due foglie di insalata, ridono sguaiatamente a sciocche battute rompighiaccio, parlando della nonna e del colore preferito solo per tirare almeno le 21 e 20 e correre a casa a ciulare.

La notte di San Valentino, infatti, Tinder diventa un territorio di frontiera, una savana selvaggia popolata da leoni e leonesse in libera uscita, pronti a sbranare la preda in un sol boccone, a volte addirittura nel parcheggio davanti al ristorante o direttamente nel bagno del locale, quando ancora il cameriere deve venire a prendere la comanda.

Ocio ad essere d’intralcio sulla via dei servizi, perché nella foga trascinano nel rituale di accoppiamento qualunque cosa trovino sul loro cammino, e non sono rari rapporti multipli dove il terzo incomodo è giocato da una fetta di millefoglie o da una pallina di profiterole impunemente lasciata sopra al carrello dei dolci.

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