I Hate Milanessa

di Mrs. Milano

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I Hate Milanessa
I cinque tipi da evitare a Milano
I cinque tipi da evitare a Milano

Ecco i cinque tipi che devi assolutamente evitare a Milano, selezionati da I Hate Milanessa. E se li hai incontrati...

IL PR
Account in agenzia pubblicitaria per professione, il PR diventa tale per “vocazione”. Con i PR infatti funziona un po’ come con i preti: o hai la vocazione, oppure stare dietro ai fedeli, radunarli ogni settimana in Chiesa o nella sua variante laica della discoteca, è un lavoro troppo stressante. Attivo nel mondo digital, dove dice di lavorare come freelance o startupper, ha però lo stesso accento inglese di Aldo Biscardi. Veste solo di bianco e nero, come fosse una divisa, spesso indossa occhiali da hipster o da sole e cappellino, così da creare un effetto VIP.

L’appuntamento
Non conta dove e ora, che siate fuori a colazione, cena, al Rollover, in Balera, o a fare una semplice passeggiata sui Navigli o Isola (il suo habitat naturale): più che badare a voi, lui si ferma con tutti a fare chiacchiere senza significato, estranei compresi. Allo stesso modo, viene preso da inarrestabili attacchi di “salutite” e inizia a salutare tutti: il cassiere al bar (“Ciao capo!”), la cameriera al ristorante (“Ciao cara, sei top!”), il vecchietto che legge il giornale sulla panchina (“Allora? Come andiamo, zio?”) e perfino la pantegana che fa pilates sul bordo del Naviglio (“Milano non è Milano senza di te!”). Alle feste lui è l'unico che non si diverte: sempre affannato a correre tra un saluto e l’altro, un cocktail da scroccare e da offrire, un biglietto da visita e l’altro. Del resto, lui quando esce, in realtà, lavora, è chiaro? La-vo-ra!

L’ARTISTA / INTELLETTUALE
Ha studiato filosofia, sociologia, filologia, tuttologia, oppure “belle arti” a Brera. Visto il destino di precariato a cui tali studi conducono in Italia, è afflitto da un oscuro male di vivere nel quale ama crogiolarsi, guardandosi bene dal compiere gli sforzi necessari per cominciare a guadagnare e mantenersi da solo. Infatti si scopre sempre che è di buona famiglia, da cui dipende in tutto e per tutto fino almeno ai 40, spacciandosi come scrittore, artista e simili e sperando di far colpo sulle 20enni de Le Trottoir. Dopo i 40 anni, però, tutto cambia: ereditato il patrimonio di famiglia, può finalmente vivere di rendita senza sensi di colpa, raggiungendo così, grazie all’acquisto di una Porsche e di un completo Boggi, la pace esistenziale.

L’appuntamento
Con la tipa lui non esce. Mai. Le serate ideali sono a casa a vedere un film di Truffaut, oppure in silenzio a leggere un libro, o al cinema d’essai - Mexico, Beltrade, Anteo - dove ha l‘abbonamento all’ultimo spettacolo, perché costa meno.  Dopo averlo frequentato un po’, potrete trovarlo al buio con lo sguardo fisso nel vuoto a riflettere e, mi raccomando, non osate disturbarlo mentre scrive, disegna o pensa, perché ricordate che non sta cazzeggiando: sta pensando, cosa che per lui è lavoro!

IL METROSEXUAL
Lavora o dice di lavorare nella moda: se siete fortunate, modello; se siete sfortunate, wannabe stilista o - peggio - wannabe fashion blogger.  Poliglotta: parla inglese (of course!), italiano (male) e la lingua d’origine, perché spesso è uno straniero venuto a Milano in cerca di fortuna, stabilmente o anche temporaneamente per la settimana della moda.  Veste sempre secondo una moda molto presunta, usa molto il vintage, abiti di seconda mano, bizzarri, perché avere il proprio stile è un must, o forse, semplicemente, perché neanche lui ha un euro. 

L’appuntamento
Di solito scegliete voi il posto, purché sia alla moda e international – tra i preferiti Straf, Blanco, Rita. Lui si lascia trasportare, è molto curioso, interessato alle novità e alle sperimentazioni, un vero e proprio open-minded…  Talmente aperto, ma così aperto, che all’inizio potrete non capire la sua reale inclinazione sessuale e, rassegnatevi, non lo capirete mai e forse neanche lui!

IL CARRIERISTA / SALUTISTA
Ex Bocconiano o simili, è avvocato, consulente, libero professionista. Lui non lavora per vivere, lui vive per lavorare e per questo non ha mai tempo, 12 ore di sbattimenti al giorno compreso il weekend.  Rigorosamente in abito di giorno, in stile minimal di sera e per il casual Friday (per lui massima espressione di libertà della settimana). Spesso colleziona cose noiose tipo gli orologi, è ossessionato dal tempo e dalla necessità di massimizzare ogni istante di vita: non è raro che interrompa i momenti più intimi per rispondere alle mail.

L’appuntamento
Se riesce a dedicarvi qualche minuto della giornata, ape o dopo cena al Radetzky sono un ottimo compromesso, ma nel weekend non si bada a spese: sushino d’anguilla al Nobu e poi Armani Privé. A volte parte per la tangente e abbraccia la temuta svolta salutista: palestra o corsetta in pausa pranzo o alle sei del mattino pre-ufficio; biciclettina per andare a lavoro, così arriva più velocemente e non perde tempo nel traffico; cibo sano; no alcol. Il che vuol dire che di sera vi fa andare in bianco e uscire con lui è una noia mortale.

IL MASCHIO DEL SUD
Essendo siciliana, posso vantare a riguardo una certa conoscenza.  Spesso Bocconiano, ma mai carrierista perché per lui prima di tutto, anche del lavoro, ci sono gli affetti: mamma, papà, nonna, i zii, cugini, fidanzati dei cugini, parenti acquisiti in genere, amici d’infanzia, di tennis, di briscola e naturalmente la fidanzata, ovvero voi, che siete diventate tali anche se lo avete conosciuto cinque minuti fa.  A Milano si muove in branco, mai con qualcuno che provenga da Roma in su; la sua settimana ruota attorno alla partita di calcetto del mercoledì; si riconosce non solo dall’accento, ma anche dall’abbigliamento, con loghi a vista grandi quanto le lettere grosse dell’oculista, e spesso dal profumo Acqua di Giò, il preferito dal vero maschio del Sud.

L’appuntamento
Una bella cena, rigorosamente a casa, spesso in coincidenza del famoso “pacco” amorevolmente spedito da mamma e pieno di prodotti tipici, cucinati dalla sorella o dalla cugina, che vive a Milano e che poi si occupa di sparecchiare insieme a voi, mentre lui – agonizzante sul divano per l’abbuffata – russa davanti la TV. Se sopravvivete, occhio al secondo appuntamento: vi invita di nuovo a cena o a pranzo a casa, ma questa volta.... sorpresa! Ecco spuntare il fratello, i genitori, i nonni, i parenti, gli amici, tutti pronti per le presentazioni ufficiali... Benvenute in famiglia!

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