I Hate Milanessa

di Mrs. Milano

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I Hate Milanessa
Le cinque tipe da evitare a Milano
Le cinque tipe da evitare a Milano

Vista l’offensiva di I Hate Milanessa, e i messaggi di lettori maschili che pretendevano una classifica “riparatoria”, sono costretto ad intervenire per rispondere alla mia contro-parte femminile. Ecco una lista di donne che si incontrano a Milano con cui usare molta cautela.

LA MILF RIFATTONA
A Milano per essere milf non è necessario essere madri: qui da noi la milfitudine è più un’attitudine, uno stato dell’anima. Si aggira inquieta al Bobino, al Gattopardo, ma ormai anche al Plastic, dove cerca invano i suoi vent’anni gridando a squarciagola con la Strixia e trova, invece, gli acciacchi dei suoi trenta abbondanti, specie quando il giorno dopo accusa dolori al nervo sciatico -  e non c’è tisana detox che tenga. Porta sul viso i segni delle mille battaglie notturne e dei tanti “ritocchini” che nel corso degli anni si è data, illudendosi che il tizio sbronzo di Negroni che ieri le ha detto “Al massimo te ne do 25!” non stesse scherzando. Il suo iper-attivismo notturno - che la porta a far da spola, in una sola serata, tra tre, quattro o anche cinque locali diversi - è motivato dal desiderio atavico e comprensibilissimo di trovare un uomo con cui accasarsi e procreare. Ma il ticchettio del tempo, inesorabile, è la sua rovina: un tempo inaccessibile Regina, oggi è più accessibile di un parcheggio sulle strisce blu nella Milano deserta ad agosto: così, per effetto di un’elementare legge di mercato, finisce per cadere nella trappola della sua contro-parte maschile, il cinquantenne maiale, che la usa come diversivo per sfuggire al tran-tran della vita familiare. E mentre il tempo passa ancora, a ritocchino si aggiunge ritocchino, le gocce di Xanax scorrono copiose in gola e, per sfuggire alla propria condizione esistenziale, non le rimane altro che fare un viaggio a Lourdes.

L’appuntamento
Dallo psicoterapeuta.

LA DIPENDENTE INDIE
Nata negli anni ottanta ma sessantottina dentro, era quella che alle elementari diceva che la sua canzone preferita era Bella Ciao. Oggi ascolta anche De André, Guccini, lo Stato Sociale e al Carroponte non si perde un concerto indie che sia uno. Legge Murakami, compra libri di Wallace che poi non legge ma che ci tiene a mettere in bella mostra sul comodino; al sabato pomeriggio passeggia in piccole librerie di quartiere alla ricerca di scrittori minori. È di casa allo Spazio Oberdan; fa finta di non conoscere le Serie TV - anche se di nascosto non si perde una puntata di Game of Thrones. Ha studiato economia o giurisprudenza in Cattolica o Statale, perché voleva fare l’attivista e salvare il mondo: nei primi anni Duemila diceva che mai e poi mai avrebbe lavorato in ufficio. Ora eccola alla scrivania, dipendente di una multinazionale o di una piccola/media impresa italiana, pronta a fare carte false per un aumento di 50 euro mensili e incazzata nera se osano rifiutarglielo, senza nemmeno il conforto delle canne perché ora se fuma le vengono gli attacchi di panico. Trascorre le giornate a lamentarsi, a fantasticare di cambiare lavoro, anche se non ha mai avuto il coraggio nemmeno di mandare un CV. La sua salvezza è Facebook, dove passa le giornate uggiose mettendo “parteciperò” ad ogni evento di truck food, festival gratuito o ridanciano mercatino urbano.

L’appuntamento
A Macao o al Leoncavallo, dove è di casa dal 2001. Altrimenti cena low cost al Brutto Anatroccolo, l’Arci Bellezza o la Cooperativa San Filippo Neri. Preparatevi a pipponi esistenziali e armatevi di molta, molta pazienza.

LA TABBOZZA DI PERIFERIA
Passa la maggior parte della giornata su Trenord, ma a chiunque le chieda “dove abiti?” lei risponde con fierezza “Milano”. Parrucchiera, segretaria, o nei casi più estremi cassiera, ha la sua Santa Protettrice in Ilary Blasi, cui si ispira per il look iper-curato: unghie laccate e capelli cotonati, mèche o tintura fatta in casa, come se gli anni ‘90 non fossero mai finiti. Segue pagine come Sesso, Droga e Pastorizia e Welcome to Favelas; nelle situazioni più complicate bestemmia come vostro nonno allo stadio. È sempre indecisa sul nuovo tatuaggio da farsi: meglio una rosellina sul seno o un ideogramma cinese che significhi “ciò che non uccide fortifica”? La sua lettura preferita è l’Oroscopo; al mercoledì – crollasse il mondo – è fissa al corso di Latino-Americano dove ha avuto una storiella con quasi tutti i partecipanti. È capace di bere quattro, cinque Long Island per sera: a parte il rischio per il portafoglio, sussiste anche il problema della vostra incolumità, perché quando beve diventa molesta, litiga con i malcapitati passanti, origlia le discussioni delle altre coppie e interviene prendendo le parti della ragazza, minacciando di prendere “a manate” il tipo. Se poi avete la sfortuna di farle un torto se la prende con voi, e non si fa problemi a tirarvi uno schiaffone bene assestato sui denti. A letto è una forza della natura, non necessariamente nel senso positivo del termine.

L’appuntamento
Non bisogna stupirla, odia le sorprese, bisogna assecondare le sue passioni: accompagnarla a lavoro o riaccompagnarla a casa; andare al saggio di danza del ventre; cena sushi all-you-can-eat o ape sui Navigli. Potete perfino scoprire con lei le bellezze esotiche della periferia, che è ben servita e costa meno, così dopo qualche mese potrete prendere casa e trasferirvi li tutti assieme, inclusi i figli avuti dai numerosi ex con nomi tipo “Alan” o “Jonathan”.

LA PASSIONARIA ARANCIONE
Si muove solo in bicicletta, d’inverno si presenta con cappottoni grigi o marroncini davanti a cui avrebbe esitato anche Achille Occhetto, d’estate sfoggia pantaloni di flanella e canottiere larghe in modo da deludere le attese del vostro occhio da maledetti maschilisti impenitenti. È la versione milanese e 2017 della “Faccio Cose Vedo Gente” di Morettiana memoria. Lavora nel settore pubblico tramite alcune buone entrature di famiglia, anche se non si capisce bene cosa diavolo faccia. Sul cellulare ha i numeri di giornalisti famosi e politici di sinistra rampanti che cita in continuazione, ma con fare apparentemente casuale. È molto preoccupata delle sorti dei migranti, cui dedica sentiti post su Facebook che scrive sorseggiando latte di kamut dalla sua casa situata entro la Cerchia dei Bastioni; si batte per la riqualificazione della periferia, che secondo lei comincia in piazza Cinque Giornate; si nutre di bacche e di letture de “l’Amaca” di Michele Serra. Quando fa l’amore per eccitarsi vi obbliga a sussurrarle nell’orecchio l’articolo 18 e quando vi dice “famolo strano” lo fa leggendo lo statuto della CGIL al posto del kamasutra.  Se finito l’atto sessuale vi confida, imbarazzata, “mi hai fatto sentire come a Genova 2001” preparatevi, perché non vi mollerà più. Evitate di affezionarvi troppo perché comunque finisce sempre che vi molla per lo scrittore impegnato pieno di soldi.

L’appuntamento
Cinema Anteo, Lacerba, La Santeria. E non dimenticate, prima di uscire, di ripassare Pasolini. Con certa gente niente funziona meglio di una citazione ben assestata del buon vecchio Pier Paolo.

LA PROFESSIONISTA IN CARRIERA
La professionista lavora, lavora, lavora e guadagna, sicuramente più di voi, altrimenti non potrebbe permettersi le numerose cene settimanali - almeno 5 giorni su 7 - dove mangia e beve per tre, ma poi divide alla romana con le altre amiche, che si accompagnano a lei per aumentare la propria autostima.  Le cene vengono spesso precedute da aperitivi in tailleur o in pantaloni very aggressive con tacco di ordinanza, che voi di fianco sembrate appena scappato da un cpt. Beve come una spugna per sfuggire allo stress. Ogni tanto, per staccare, va in discoteca: Plastic, Byblos o varie altre, a seconda della voglia della serata; lei, ovviamente, non si diverte, l’unica cosa che le piace davvero è pensare di essere quella che guadagna di più.  Di famiglia borghese, ci tiene ad avere uno stipendio fisso per credere di essere autonoma dai genitori, che in realtà le hanno appena comprato casa – mobili di Cargo inclusi. Da single sostiene di non volere figli, scoppia a ridere solo all’idea del matrimonio tradizionale e dice che gli uomini sono tutti stronzi come il suo ex e che il segreto della vita è divertirsi. Da fidanzata, dopo tre settimane, inizia a guardare con malcelata invidia le mamme che spingono i passeggini e si chiude a doppia mandata in bagno per spiare i cataloghi di abiti da sposa che nasconde nella scatola del phon. Spesso si getta in sessioni di shopping compulsivo di abiti costosi e di marca che subito indossa con orgoglio, sperando di incrociare il suo ex sulla via di casa per farlo morire di sensi di colpa.

L’appuntamento
Se non siete molto ricchi, uscire con lei è un problema: è molto esigente e ci tiene a cenare in posti costosi e alla moda: Canteen, Potafiori, da Giacomo (qui provate a chiedere una rateizzazione). Ama andare in giro a fare shopping, anche questo altamente rischioso per le vostre finanze, perché compra in Via della Spiga. Certo, ha l’appartamentino di proprietà, ma il mutuo lo dovrete aprire lo stesso al primo Natale insieme per comprarle il regalo.

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