I Hate Milanessa

di Mrs. Milano

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I Hate Milanessa
Vicini da incubo: le cinque categorie che ogni milanese teme di incontrare

Vicini da incubo: le cinque categorie che ogni milanese teme di incontrare

Gli affitti continuano a salire, una casa più grande costa troppo e bisogna adattarsi a quello che c’è. E come se la vita domestica non fosse già abbastanza difficile, ci si mettono pure i vicini. Si perché che tu viva dentro Area C o nel cuore di Quarto Oggiaro, che tu sotto casa abbia la quiete di un’isola pedonale o l’inferno della circonvalla, a Milano la costante è una sola. Sarai sicuramente vittima di un vicino di merda!

1) La Coppia Problematica

Hanno una carriera da sballo, terziario avanzato per lui e libera professione per lei, o viceversa. Sono belli, giovani, alla moda, sempre vestiti con classe e fanno un mucchio di cose interessanti. Nei loro profili Instagram alternano foto in giacca e cravatta in riunioni importanti ad altre in cui, sorridenti e rilassati, si godono una seduta rigenerante alla Spa dell’hotel di lusso. Il mondo intero, insomma, li invidia: loro lo sanno e ne godono apertamente.

Il problema è che in realtà fanno una vita di merda.

Hanno cominciato ad odiarsi sei mesi dopo il matrimonio e da allora si detestano visceralmente. Dicono che non hanno figli per via della carriera, la verità è che piuttosto che mischiare il proprio codice genetico con l’altro si accoppierebbero perfino col serpente del giardino dell’Eden.  Ogni giorno litigano come belve furiose, e a volte trascendono in vere e proprie risse con lanci di piatti e stoviglie.

Fanno un casino infernale e a rimetterci siete voi, che venite svegliati nel cuore della notte da urla beduine tipo “Mi hai rovinato la vita bastardo” o “te lo chiedo in ginocchio: vattene, maledetta”.

L’unica cosa da fare, se proprio non potete trasferirvi, è mettervi di buzzo buono, sedurne uno dei due a seconda della vostra sessualità di riferimento e poi aspettare che lui o lei molli il partner per trasferirvi a casa sua.  In quel modo, finalmente, potrete riposare in pace.

2) I figli del Mulino Bianco

Persone squisite.

Allegre, disponibili, alla mano, hanno sempre una parola buona per tutti. Cattolici di ferro, la domenica mattina vanno tutti insieme a messa – papà, mamma e i due figlioletti con i capelli a caschetto, educatissimi ed irreprensibili, impegnati in parrocchia come chierichetti.

Il problema è che durante la settimana, quando i genitori lavorano e detti figli con i capelli a caschetto restano in casa con la baby-sitter, si trasformano in  due banditi della Magliana.

Tirano pallonate col pallone di cuoio, si inseguono in spericolati inseguimenti su macchinine giocattolo, ruttano Fruttolo, si menano tirandosi addosso i libri di scuola, e spaccano tutto quello che possono spaccare solo per il gusto di farlo. La povera donna che dovrebbe prendersi cura di loro viene ridotta all’impotenza dai due chierichetti, tramite minacce verbali e a volte fisiche, usando i tomi del Vangelo e della Bibbia come corpi contundenti.

Furbi come narcotrafficanti, si ricompongono sempre prima dell’arrivo dei genitori, che non si spiegano come mai la baby-sitter scappi in lacrime senza neanche accettare il pagamento. Qui c’è da rassegnarsi: contro la Mala dei figli del Mulino Bianco non c’è nulla da fare.

3) Il Calzolaio Bastardone

Pensavate che la società post-industriale, i centri commerciali, Amazon e tutto il resto avessero ucciso le care vecchie botteghe di una volta, quei piccoli negozietti che davano ad ogni quartiere la propria unica identità? Pensavate che alcuni, romantici mestieri del passato fossero ormai definitivamente scomparsi dalla circolazione?

Facevate bene. Il mondo è cambiato e ora assomiglia a un incubo distopico. Tranne che per quel bastardone del calzolaio che vive sotto casa vostra, e che ogni mattina alle sette inizia a martellare suole di scarpe buttandovi giù dal letto, festivi compresi. Discuterci è completamente inutile: il calzolaio bastardone, ultraottantenne, è sordo da entrambe le orecchie. Infatti il suo martellare è in realtà il suo modo di comunicare con gli altri superstiti della tribù dei calzolai, che come indiani cherokee sopravvivono ancora in qualche anfratto della città.  E se pensate che per liberarvi di lui vi basti aspettare la sua dipartita, vi sbagliate di grosso: i calzolai sono una razza antica, strettamente imparentata con quella elfica, che vive una media di circa centosettantacinque anni. Auguri.

4) Il Padrone di Casa Logorroico

Questo è probabilmente il peggiore. Qui infatti non parliamo soltanto di rumori molesti. Qui parliamo di un individuo molesto, affetto da una psicopatologia simile a quella che spinge alcune persone ad andare ai giardinetti per aprirsi l’impermeabile davanti agli sconosciuti e offrirsi ai loro occhi in posa adamitica.

Il Padrone di Casa Logorroico fa la stessa cosa: si apposta nella tromba delle scale e appena vi vede uscire... zac! Come un pederasta vi salta alle spalle e vi inizia a importunare con frasi sulle mezze stagioni, sul cambio di ora legale, sul Natale o su qualunque altra minchiata di circostanza gli venga in mente.

Scollarselo di dosso è molto difficile, perché è pur sempre il padrone di casa e un pugno sul muso potrebbe compromettere seriamente il vostro status di inquilino. Col tempo vi dovrete abituare ad uscire di casa muniti di tappi per le orecchie, in modo da far fronte alle sue intemerate e limitare – almeno parzialmente - i danni.

5) Gli universitari fuori sede

Gli stereotipi, si sa, sono quasi sempre sbagliati e sarebbe il caso di lasciarli una buona volta da parte. Basta con questa storia dei meridionali caciaroni, tutti abbuffate e melanzane alla parmigiana come fosse una sagra di paese perenne! Se non che, gli universitari fuori sede che vivono sotto di voi sono esattamente così. Ogni tre giorni organizzano una cena con trenta persone, ognuna delle quali si presenta con il piatto tipico della sua città natale il cui effluvio raggiunge perfino il vostro salotto, con voi che magari siete a dieta e cercate di farvi bastare un’insalatina.

E poi chiacchiere, urla e pizzica sparata a manetta fino alle tre di mattina. In questo caso, avete due possibilità: o scendete e vi unite a loro, che – vista la nota ospitalità dei meridionali - saranno ben lieti di accogliervi; oppure uscite di casa e andate direttamente a dormire sulla 90. Nonostante gli scippi e i borseggi, troverete sicuramente maggiore quiete.

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