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Il Talebano - Provocazioni da destra

La campagna elettorale per il prossimo governo di Regione Lombardia è iniziata con il botto. Il passaggio di testimone da Maroni a Fontana è stato un colpo di scena inatteso al quale ancora il mondo della politica e del giornalismo non si è abituato.

Allo stile comunicativo moderatissimo e sornionissimo del politicissimo ex Ministro ed ex Governatore è subentrato un genuinissimo ex sindaco. Che, a differenza di Gori il quale si è messo in mano a esperti di marketing politico spendendo una barca di soldi per cercare di conquistare consensi, invece per continuare i cinque anni di Maroni sta puntando sui fatti.

E un fatto è la dichiarazione che tanto ha suscitato “scandalo” tra la stampa radical chic: quella sulla “razza bianca”, espressione molto d'impatto per evidenziare il fatto che – di questo passo – ci si stia avviando verso l'estinzione del nostro popolo e della nostra cultura e della nostra identità.

Dati alla mano, si tratta di una verità inconfutabile. Le nascite in Italia sono ai minimi storici, con saldi naturali (cioè la differenza tra numero di nati e numero di morti) costantemente negativi e un progressivo invecchiamento della popolazione. Al quale si aggiunge il problema del saldo migratorio (cioè la differenza tra emigrazioni e immigrazioni).

Questo anche nella nostra Lombardia. Dove, nell’ultimo anno rilevato (2016), il bilancio demografico è tutt'altro che rassicurante: a fronte di quasi 95mila cittadini lombardi morti, ne sono nati soltanto 81mila, con un saldo naturale negativo di quasi 13mila persone. Il numero medio di componenti di una famiglia lombarda è di 2,24 unità… significa un padre, una madre è un quarto di figlio. Cioè su quattro famiglie solo una ha un figlio. Per contro, sono diventati residenti lombardi 55mila stranieri e se ne sono andati all’estero quasi 32mila lombardi.

Chi si pone un problema di conservazione della storia, della cultura, dell’identità della nostra terra, non può non affrontare questo problema. Che necessita di risposte politiche e amministrative. A livello nazionale e a livello locale. La Regione Lombardia di Maroni (prima) e di Fontana (si spera, poi) è quella che si è battuta culturalmente e socialmente per la difesa e l’agevolazione della famiglia. Fino a utilizzare il Pirellone per lanciare questo messaggio, finendo sui media di mezzo Occidente.

La Regione Lombardia di Gori è invece quella che si riassume nelle parole dell’Assessore alle politiche sociali di Milano Majorino, che qualche giorno fa sui social ha indicato come punto di partenza di un’eventuale amministrazione regionale di sinistra proprio una politica diametralmente opposta sul tema della famiglia, a partire proprio dalla negazione di quel messaggio lanciato in mondovisione tramite Pirellone.

Quest’ultima, una visione del futuro della nostra Regione molto più radicale e molto più pericolosa rispetto all’utilizzo del termine “razza bianca”.

Vincenzo Sofo (Lega)

Tags:
la razzafontanamajorinola provocazione del talebano
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