La Velina

Di Paola Bacchiddu

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La Velina
Parisi, il patto Salvini-Alfano. Il Carroccio è in rivolta. Velina

Lo scontento della base leghista, dopo la visita di Alfano al Marriot di Milano, a fianco di Parisi, sembra non arrestarsi. Anzi, si è tramutata in furia e ha contagiato anche parte della dirigenza. Tanto più che il leader Matteo Salvini continua a tacere. Le solite veline, che tutto sanno e poco capiscono, hanno riferito ad Affaritaliani.it Milano che Salvini non risponderebbe più al telefono neppure ai suoi, subissato dalle proteste.

Ma perché il segretario della Lega sembra avere cambiato idea così repentinamente? Pare che nulla sia casuale, perché in ballo, sul piatto, c’è qualcosa di molto più grosso: la tenuta della coalizione di centrodestra in regione Lombardia, dopo lo scandalo delle mazzette nella sanità. Molti sono pronti a scommettere che l’attuale giunta abbia i giorni contati: con l’imprenditrice Paola Canegrati, in carcere, pronta a collaborare, in Regione molti tremano. Già in queste ore pare stia facendo rivelazioni in grado di travolgere nomi importanti in Forza Italia, come Affaritaliani.it Milano aveva anticipato ieri.

Sarebbe quindi stato, in tutta fretta, un accordo tra Berlusconi e Alfano, con buona pace di Salvini: Ncd non sfiducerà Maroni in Regione (si voterà a marzo, con la mozione già annunciata delle opposizioni) e in cambio Salvini non si opporrà alla presenza del partito centrista e del suo leader nazionale Alfano, nelle amministrative milanesi.

Pare che i collateralismi del pasticcio lombardo siano giunti a toccare perfino le latitudini romane: ieri i militanti leghisti nella capitale denunciavano l’immprovvista frenata ai lavori di organizzazione dei gazebo, lanciati da Salvini per sondare nel suo elettorato l’effettivo gradimento del candidato sindaco Bertolaso. E anche una strana convergenza di dichiarazioni alle agenzie - prima Giorgia Meloni, poi Giovanni Toti - all’indirizzo di Salvini, per invitarlo a chiudere in fretta la questione Bertolaso, sembrava più che una coincidenza.

E nel baillame, intanto - mentre in città spuntano come funghi mega cartelloni elettorali con la faccia e il nome di Stefano Parisi - si parla anche di nomi per le liste: sembra già decisa, accanto alle candidature dei big, anche quella dell’ex senatore Enrico Pianetta, vice Presidente Seniores di Forza ItaliaLombardia, fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Certo non un volto giovane come si era riproposto l’ex premier, pochi giorni fa, quando aveva parlato di ragazzi brillanti da mandare avanti.

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