La Velina

Di Paola Bacchiddu

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La Velina
Pisapia alle prese con il Def e Mdp. Seregno, se parla il sindaco… Velina

PISAPIA
“Mi si nota di più se sto col Pd o se non ci sto?”. L’eterno indecisionismo politico dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che  - da quando si è accreditato nel ruolo di pacificatore del centro-sinistra - alterna momenti di vicinanza a dure prese di distanza sia dal partito democratico che da Mdp (sempre in lotta tra loro) - sembra non riguardare solo la generale strategia politica. Le scadenze di voto parlamentari e quelle elettorali si avvicinano pericolosamente. E quando ci sono da prendere decisioni concrete sembra proprio non andare meglio. L’ultima azione che ha generato parecchi malumori nei suoi riguarda il voto al Senato sul Def, la nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. Le solite veline che tutto sanno e poco capiscono, infatti, riferiscono ad Affaritaliani.it Milano che i suoi attendono da giorni una linea da prendere sulla votazione a Palazzo Madama. Si sa, infatti, che i margini della maggioranza sono assai risicati e che si va alla conta per capire se il provvedimento sarà boicottato dalla minoranza dissidente di sinistra. Ma a chi chiede una decisione, ad oggi, si risponde con il silenzio.

TERREMOTO A SEREGNO
Sembra che il terremoto politico e giudiziario che sta scuotendo Seregno sia solo la punta dell’iceberg di un sistema molto più grande ed esteso anche al di fuori del piccolo comune. La procura, infatti, dopo l’arresto del sindaco di Forza Italia Edoardo Mazza, sottoposto ai domiciliari perché coinvolto nel filone d'inchiesta della Procura di Monza, relativo anche a presunte interferenze di un imprenditore legato alla 'ndrangheta nelle elezioni comunali, starebbe indagando su altri esponenti politici della  Lega. Le solite veline che tutto sanno e poco capiscono, infatti, riferiscono ad Affaritaliani.it Milano che dopo lo scandalo sui giornali, Salvini e Berlusconi, furibondi, abbiano costretto assessori e consiglieri a dimettersi. Il timore potrebbe essere infatti che il sindaco di Seregno inizi a parlare e a collaborare con i magistrati, aiutandoli a scoperchiare un sistema colluso – tra politica e ‘ndrangheta- che potrebbe riversarsi pericolosamente sulle prossime elezioni regionali lombarde, creando non pochi danni all’attuale governatore Maroni, che era appena uscito dai suoi guai giudiziari (più o meno). E il post-renziano Giorgio Gori, candidato per il Pd, sarebbe il primo a beneficiarne.

CENTRODESTRA 
Accordo sì o accordo no? Nonostante la reciproca mal sopportazione tra il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, ritornato più grintoso che mai, e quello della Lega Matteo Salvini, la realpolitik potrebbero condurli a un accordo dopo le elezioni della prossima primavera. Le solite veline che tutto sanno e poco capiscono, infatti, riferiscono ad Affaritaliani.it Milano che il rischio della convergenza tra grillini e leghisti, dopo le urne, per contrastare le larghe intese tra Berlusconi e Renzi potrebbe essere sventato. I sondaggi interni, infatti, premierebbero il ritorno della coalizione di centro-destra al governo del Paese. E anche nei corridoi Rai si mormora che alla fine prevarrà questa ipotesi… Insomma, tutto e il contrario di tutto. Ma alla fine il rasoio di Occam prevarrà, si dice in giro.

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