La Velina

Di Paola Bacchiddu

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La Velina
Sorpresa! A Sesto una parte degli islamici ha votato per il centrodestra...

Non si è ancora ripreso dalla batosta dei ballottaggi alle amministrative, che il Pd deve fare i conti con una dura presa d'atto della realtà. Uno dei simboli della sconfitta del partito sul territorio nazionale è indubbiamente la “rossa” Sesto San Giovanni, quella “Stalingrado d'Italia”, icona della classe operaia, che ha visto prevalere, col 60 per cento delle preferenze, il nuovo sindaco di Forza Italia Roberto di Stefano, dopo ben 72 anni di ininterrotta amministrazione del centrosinistra.

Una bella botta per la sindaca uscente del Pd Monica Chittò. Ma al di là delle valutazioni globali, si sa che il diavolo si nasconde nei dettagli. Se si va a scavare nelle pieghe dei numeri della vittoria, infatti, si fanno scoperte sorprendenti.

Le solite veline, che tutto sanno e nulla comprendono, riferiscono ad Affaritaliani.it Milano che la vexata quaestio della costruzione di una moschea, uno dei punti del programma elettorale di centro-sinistra e uno dei cavalli di battaglia del candidato di centrodestra, non ha scontentato solo gli elettori sestesi.

Pare infatti che le comunità islamiche di minoranza, non rappresentate dall'Ucoii (Unione delle Comunità islamiche italiane) e dal Caim (Coordinamento Associazioni islamiche di Milano e Monza) non abbiano gradito il progetto di un luogo di culto dove a decidere sarebbero state solo le associazioni più ricche e vicine ai Fratelli Musulmani.

La cosa si sarebbe tradotta, nelle settimane che hanno preceduto il voto, nella richiesta di incontri con i consolati dei paesi di provenienza e i candidati sindaci, proprio per chiarire meglio la questione. Ma la risposta deve essere stata un po' tiepida, da parte del centro-sinistra. Tanto che senegalesi, marocchini, tunisini, somali, maliani ed egiziani non rappresentati dai Fratelli Musulmani, avrebbero deciso di votare in massa il candidato di centro-destra Di Stefano, poi eletto sindaco, che avrebbe dato loro rassicurazioni in merito.

Una bella doccia fredda per il partito democratico, che sulla questione “moschea” continua a registrare una certa temperatura (eufemisticamente parlando). Tutti ricordano la polemica scoppiata a Milano sul bando comunale approvato nella precedente giunta Pisapia, e poi bloccato in seguito a proteste e ricorsi giudiziari. Polemica che creò non poche fratture interne al partito e anche una tiepida cautela sul da farsi da parte del nuovo sindaco Beppe Sala. A proposito, il progetto sventolato in campagna elettorale dall'assessore Majorino, rieletto nell'attuale giunta, che fine ha fatto?

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