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Milano
Le "Cinque giornate di Milano": 'No Expo', è massima allerta
Materiale requisito dalla Digos durante lo sgombero

Non solo jihadisti: in cima alle preoccupazioni degli apparati di prevenzione c'è in questi giorni anche la mobilitazione anti-Expo che è già stata ribattezzata richiamando il precedente storico delle Cinque Giornate di Milano: mercoledì sfilano i centri sociali e i collettivi autonomi, giovedì sarà la volta degli studenti, per poi arrivare al 'MayDay', la grande manifestazione in programma il 1 maggio, e poi ancora altri due giorni di mobilitazione, fino a domenica. Tanto basta per far alzare al massimo livello l'attenzione degli apparati di sicurezza e dell'intelligence in vista dell'inaugurazione del grande appuntamento milanese. Anche alla luce dell'intensificarsi delle attività di questi giorni e dell'operazione della Digos di martedì 28 aprile che ha portato a 26 denunce.

I cortei, hanno riferito all'Adnkronos fonti qualificate della sicurezza, "potrebbero avere un'impronta antagonista forte, in considerazione dell'importanza dell'evento e della copertura mediatica globale assicurata dagli organi di informazione di tutto il mondo". In questo senso, sono state captate "progettualità specifiche volte ad inficiare in qualche modo" la prova di efficienza che il sistema-Italia vuole dare all'esterno con l'organizzazione dell'evento.

Sotto il profilo della minaccia terroristica, "naturalmente nessun segnale viene sottovalutato", dato anche il carattere mondiale della manifestazione, ma al momento non si registrano minacce specifiche ed anche le recenti 'cartoline' fatte circolare sul web con immagini di Roma e Milano e la scritta 'siamo nelle vostre strade' vengono considerate "iniziative propagandistiche volte unicamente a creare un clima di tensione".

E proprio "il carattere global" di una manifestazione che si propone come esposizione universale "potrebbe finire per costituire un obiettivo privilegiato per tutte le frange antagoniste che si ispirano alla lotta alla globalizzazione in campo economico, lavorativo e sociale", rilevano le fonti. Tutte le eccellenze investigative nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo sono state mobilitate e altre forze fresche saranno inviate proprio in questi giorni (con qualche mugugno del sindacato di polizia Sap per lo spostamento temporaneo di investigatori da Roma a Milano). Il sito dell'Expo è stato diviso in un'ottantina di zone, ognuna con un responsabile di sicurezza assegnato.

Lo schieramento sarà imponente: in tutto più di 2.500 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, mille militari delle varie forze armate, 750 vigilantes privati. E, a vegliare dall'alto, droni in servizio 24 ore su 24. Tutta l'area, del resto, vivrà costantemente sotto l'occhio vigile delle telecamere -circa 2.500 in totale, di cui 500 fisse sulla zona espositiva e le altre dislocate in città- mentre di notte la sorveglianza sarà affidata a centinaia di militari di pattuglia lungo il perimetro dell'Expo, protetto da una recinzione alta tre metri. Diverse centinaia di operatori delle varie forze armate continueranno poi a sorvegliare gli obiettivi sensibili a rischio di attentato terroristico nel quadro dell'operazione 'Strade Sicure'.

Attenzione molto alta anche per quanto accadrà Parco di Trenno, dove si inaugurerà il campeggio internazionale No Expo, destinato ad accogliere per alcuni giorni tutti i manifestanti non residenti nell'area di Milano. Dato il carattere della manifestazione, "un ruolopotrebbero svolgerlo le componenti anarco-ambientaliste intenzionate ad attuare azioni di disturbo e di sabotaggio in chiave ecologista e no global", comprese quelle contro obiettivi economici e reti energetiche.

Vengono effettuati in questi giorni attenti monitoraggi sull'arrivo a Milano di militanti dall'Italia e dall'estero (soprattutto da Francia, Germania, Grecia, ma anche dal Sudamerica), nell'eventualità di azioni comuni con gli esponenti dei centri sociali dell'area milanese da attuare in occasione della mobilitazione dei prossimi giorni. Occhi puntati anche sulle frange più estreme del movimento No-Tav che potrebbero 'esportare' la protesta dai cantieri della Val di Susa alla Lombardia, approfittando dei riflettori puntati su Milano.

Tra gli appuntamenti dalla grande rilevanza mediatica sotto i riflettori degli apparati della sicurezza, anche la prima della Turandot alla Scala, nella serata di venerdì, proprio in concomitanza con l'inaugurazione di Expo 2015. Non è escluso infatti che l'evento possa finire per essere 'teatro' prescelto per eventuali azioni dimostrative. Il carattere internazionale dell'Expo è un altro aspetto che apparati di sicurezza e di intelligence tengono in considerazione. Non si può infatti escludere l'intenzione di mettere in atto iniziative nei riguardi delle rappresentanze dei Paesi espositori, a cominciare da Israele.

In questo senso, quanto accaduto il 25 aprile scorso a Milano con la contestazione della Brigata Ebraica da parte di un gruppo di antagonisti filopalestinesi vicini ai centri sociali, in occasione delle celebrazioni del 70mo anniversario della Liberazione, "costituisce un precedente specifico che verrà tenuto nella doverosa considerazione".

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