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Milano
Maltempo: dalla Valtellina al Cremonese, grandine e allagamenti

Maltempo: dalla Valtellina al Cremonese, grandine e allagamenti

Mentre la Valtellina sta facendo i conti con piogge intense che stanno provocando frane e smottamenti, e' partita la conta dei danni delle bombe di grandine che nelle ultime ore si sono abbattute su buona parte della regione, dalla Bergamasca al Cremonese, dal Bresciano a Varese, Lecco e Como. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia che ha disegnato la prima mappa regionale della devastazione provincia per provincia, sottolineando come i chicchi di ghiaccio abbiano colpito frumento, mais, orzo e ortaggi, mentre negli alpeggi e' andato distrutto il foraggio per le mucche che dovevano salire sui pascoli. In Valtellina le forti piogge stanno allagando campi e pascoli, ingrossando fiumi e torrenti. "Qui e' un disastro - racconta Carlo Ratti, imprenditore agricolo di Gordona in Valchiavenna - Ci sono stati diversi smottamenti e piccole frane, che hanno invaso le carreggiate, rendendo difficile raggiungere i pascoli. Intanto i campi si stanno riempiendo d'acqua". Nel Cremonese - precisa la Coldiretti - nelle ultime ore una violenta grandinata si e' abbattuta sul territorio casalasco tra i comuni di Gussola, Torricella del Pizzo, Scandolara, Motta Baluffi, Cingia de' Botti e Torre de' Picenardi. I danni maggiori sulle coltivazioni prossime al raccolto come frumento, orzo e piselli. La tempesta ha spezzato anche le pianticelle di pomodoro e mais, le zucche e gli ortaggi in campo. Nella Bergamasca - continua la Coldiretti Lombardia - la grandine ha colpito la Valle di Scalve, dove e' andato distrutto il primo raccolto di fieno. Prati imbiancati nella zona di Schilpario, dove in questi giorni avrebbero dovuto pascolare le mucche che invece cosi' non potranno trovare l'erba di cui cibarsi. Anche nella zona di Gazzaniga, in Valle Seriana, un forte vento ha spianato il frumento in campo e la violenta grandinata che e' seguita lo ha distrutto. 

Danni si contano anche nel Bresciano: in Vallesabbia campi allagati e prati completamente distrutti. Grandine anche sulla zona di Brescia citta' e sul lago di Garda. In Vallecamonica, oltre all'erba medica, sono andati persi mirtilli e zucchine. A nord di Leno e di Ghedi colpito il mais. Ortaggi in pieno campo, fiori e strutture danneggiati anche nelle province della Lombardia settentrionale: la grandine ha colpito l'arco alpino e prealpino, interessando le valli che collegano il Varesotto al Lecchese. "Stimiamo una perdita dell'80 per cento di piccoli frutti - spiega Chiara Canclini, produttrice agricola di Stazzona, in provincia di Como - Colpiti soprattutto lamponi, more e mirtilli". Meli, peri e peschi vittime del Maltempo nelle valli che collegano il Verbano al Varesotto, con perdite ingenti. Nel Lecchese, a Merate la grandinata violenta ha stirato l'erba, abbattendosi anche su orzo e frumento. "Raffiche di vento fortissime e chicchi molto grossi hanno centrato il fieno nei prati - conferma l'allevatore meratese Alessandro Mapelli - compromettendo gran parte del raccolto.". Secondo un monitoraggio della Coldiretti nazionale le ultime tempeste di ghiaccio e acqua hanno fatto salire di un metro nelle ultime 24 ore il livello del Po al Ponte della Becca a Pavia ed esondare il lago di Como. Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello Maggiore che secondo l'analisi della Coldiretti ha raggiunto un grado di riempimento al 111%, quello di Garda al 97% e quello di Como che e' al 90% ha addirittura allagato una corsia del Lungolario. La grandine - continua la Coldiretti - e' l'evento piu' temuto dagli agricoltori in questo momento perche' provoca danni irreparabili alle coltivazione mandando in fumo un intero anno di lavoro. Dall'inizio del 2019 - spiega Coldiretti - in Italia sono state registrate ben 86 grandinate, piu' di una ogni due giorni, con un balzo del 48% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo i dati Eswd, la banca dai degli eventi estremi in Europa. Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che - conclude la Coldiretti - si manifesta con una piu' elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d'acqua i cui effetti si fanno sempre piu' devastanti. 

Frana in Valle Camonica, evacuate 68 persone

Il Maltempo non ha dato tregua in provincia di Brescia nelle ultime 24 ore e la tempesta che si e' abbattuta in Valle Camonica ieri sera ha fatto evacuare 68 persone a Mazzunno di Angolo Terme, tutte residenti tra via Bregno e via Lorenzetti, per il pericolo rappresentato dalla colate di fango, detriti e acqua dalle pareti della montagna sovrastante. Tutta colpa del 'fortunale' che si e' abbattuto attorno alle 17.30 sulla zona portando anche grandine che ha completamente distrutto i vigneti a Nord del lago d'Iseo fino alla media Valle Camonica. Ad Angolo l'emergenza maggiore con la valanga di detriti, fango, massi e ciottoli di diverse dimensioni misti ad una cascata continua di acqua che si e' riversata sull'abitato di Mazzunno dal Monte Altissimo direttamente a ridosso delle case. E' stato indispensabile un intervento immediato da parte del sindaco che, gia' in allerta per il Maltempo, stava monitorando diverse criticita' del territorio. Il 'primo cittadino' ha dovuto emettere l'ordinanza di evacuazione per 68 persone, che hanno trascorso la notte negli alberghi della localita' termale o presso parenti. L'accesso a Mazzunno da questo mercoledi' mattina e' regolamentato e controllato dalla Protezione civile Ana del paese, con la supervisione dei vigili del fuoco del distaccamento di Darfo Boario Terme che si trovano sul posto anche con pale meccaniche per rimuovere fango e detriti dalle strade. Il Parco delle Terme di Angolo, trasformato in un lago limaccioso, per ora e' impraticabile. In tarda mattinata il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Brescia, Rosalia Restuccia, ha effettuato un sopralluogo di persona per verificare ulteriori misure di intervento. Intanto Coldiretti ha inviato i suoi tecnici per stilare il bilancio dell'ennesima calamita' naturale che sembra aver azzerato la produzione di vino in tutta la valle.

800 evacuati nel lecchese

Sono 800 le persone evacuate a Dervio, comune di Lecco colpito dal maltempo la scorsa notte. La prefettura ha predisposto l'evacuazione ed è stato aperto il Centro Coordinamento Soccorsi per la gestione dell'emergenza, a causa del superamento delle quote massime dell'invaso della diga di Pagnona, successivamente revocata. Segnalati inoltre allagamenti diffusi nei Comuni di Premana, Pagnona, Primaluna, dove sono esondati i tre torrenti di Valle Molinara, Valle Noci, Valle del Fus. Disposte evacuazioni anche in alcuni Comuni della Valsassina. Lo rende noto la sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia, la cui attività è coordinata dall'assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, che preannuncia anche un'attenuazione dei fenomeni per le prossime ore. A Cortenova segnalati fenomeni franosi lungo l'asta del torrente Rossiga e interrotta la Strada Provinciale 65 tra Cortenova e Parlasco per la caduta di un albero. Interrotta anche la Strada Provinciale 62 a Introbio e la circolazione ferroviaria tra Bellano e Delebio, in provincia di Sondrio. 

Stato di emergenza in Lombardia

Si aspetta la conta dei danni con le segnalazioni da tutte le province e poi la Regione Lombardia chiedera' lo stato di emergenza. Lo ha annunciato Pietro Foroni, assessore al territorio e protezione civile della Regione Lombardia. "I comuni avranno 7 giorni di tempo per segnalare alla regioni il danno subito e vista la portata di questo maltempo siamo intenzionati a chiedere al governo lo stato di emergenza - ha detto l'assessore - , prima pero' ovviamente dobbiamo attendere le varie indicazioni da parte dei comuni". Il maltempo ha colpito ieri sera parte della provincia di Brescia e Bergamo, in particolare la zona della Valcamonica. Questa mattina invece l'emergenza si e' registrata in provincia di Lecco e di Sondrio. A Dervio la situazione piu' critica con un programma di evacuazione per 800 persone. "La situazione in gran parte dei casi e' in netto miglioramento - assicura Foroni - , e anche nei prossimi giorni non sono previsti fenomeni temporaleschi". Quanto al comune di Dervio, il piu' colpito, l'assessore spiega che "al momento "sono state evacuate circa 350-400 persone, a causa dell'allarme relativo alla diga. L'Enel poco fa ha segnalato che l'allarme e' stato revocato. Quindi adesso tocchera' al prefetto, dopo i necessari accertamenti dire se queste persone possono rientrare nelle abitazioni". Nel dettaglio dunque gli sfollati "sono 350/400 sulla diga e altri 200 in localita' Primaluna. E altri 70 per quanto riguarda, sempre in provincia di Brescia, localita' Angolo Terme". 

Tornano nelle loro abitazioni gli evacuati del Lecchese

I cittadini di Dervio, nel Lecchese, evacuati questa mattina per motivi di sicurezza dopo l'ondata di maltempo che ha colpito la zona, possono fare rientro a casa. "Enel - spiega la Protezione Civile della Regione Lombardia - dopo la verifica tecnica, che ha dato esito positivo, ha comunicato alla Prefettura di Lecco il 'cessato allarme' sia per la diga Pagnona, sia il per rischio idraulico a valle. E' dunque iniziato il rientro della popolazione evacuata nelle abitazioni"

Lecco, MIT scrive all'Enel

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato all'Enel, gestore della diga di Pagnona, in provincia di Lecco, una missiva in cui si chiede con urgenza una relazione sugli eventi e i danni riportati all'impianto, nonché "di trasmettere le ricevute di consegna dei messaggi di allertamento inviati, o di motivare le ragioni delle mancate comunicazioni previste dal Documento di Protezione Civile". Al Mit non risulta pervenuta alcuna comunicazione alla casella Pec della dg competente del Mit riguardante le emergenze né alla casella ordinaria di posta certificata, né risulta essere stato ricevuto alcun fax. Solo a partire dalle ore 13.51, con fax, l'Enel ha comunicato la fine della fase di vigilanza rinforzata e di preallerta per il rischio diga, si sottolinea dal Mit. Il Ministero ha seguito" per tutta la giornata di oggi l'evolversi della situazione nella diga di Pagnona, in provincia di Lecco, a seguito degli eventi meteorologici che hanno colpito la zona. Un dirigente preposto del Mit ha effettuato una visita ispettiva straordinaria accertando l'integrità strutturale dell'invaso, ed informandone il prefetto".

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