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Milano
Maroni: "Chiudo con la politica. Viva Salvini premier, polemica chiusa"

Maroni chiude la polemica con Salvini: "Solo uno sfogo personale"

 

Roberto Maroni considera "chiusa" la polemica con Matteo Salvini. "E' stato uno sfogo personale", ha spiegato, al suo arrivo alla Croce Rossa di Milano per una visita.

Maroni: "Non mi occupo più di politica, viva Salvini premier"


"Nessuno e' indispensabile. Diciamo che io mi sono sfogato, l'altro giorno" ha chiarito Maroni, che, in un'intervista al 'Foglio', aveva accusato Salvini di "metodi stalinisti" nei suoi confronti dopo la rinuncia a correre per un secondo mandato a Palazzo Lombardia. "Adesso e' chiusa la vicenda, lo sostengo lealmente come candidato premier e adesso mi occupo della Regione, per sostenere Attilio Fontana. Considero chiusa questa vicenda. Mi sono un po' sfogato perche' mi sono sentito trattato un po' male". Chiamera' Salvini? "Si' certo - ha risposto - siamo entrambi milanisti, fede rossonera, considero chiusa questa vicenda spiacevole. Poteva essere gestita meglio da entrambe le parti. Adesso impegno sulla Regione, abbiamo delle partite da chiudere, la piu' importante e' quella sull'autonomia, per lasciare al mio successore una Lombardia speciale. Questo sara' il mio impegno da qui in avanti. Basta con le polemiche, non mi occupo piu' di politica perche', come ho detto me ne libero, me ne vado, lascio e cosi' sara'". Maroni ha smentito di essere al lavoro per creare una fondazione. "Ho altre cose in mente, altri progetti fuori dalla politica - ha spiegato - sono molto felice di questa scelta, perche' e' una vita nuova. Mi spiace di queste polemiche che non ho voluto io ma per me pagina chiusa. Viva Salvini premier." Niente altri sassolini nelle scarpe? "No, basta. Assolutamente. E' stata una cosa sul piano umano, non sul piano politico. Poi e' stata interpretata, come sempre con retroscena, patti segreti, tutte stupidaggini. E' stato uno sfogo umano, ci sta. Sfogato, fine, basta. Si torna a lavorare come prima a sostegno di Salvini premier, perche' questo fanno i leghisti e io sono della Lega".

La polemica di ieri: "Io leninista trattato con metodi stalinisti da Salvini"


"Io sono una persona leale. Sosterrò il segretario del mio partito. Lo sosterrò come candidato premier. Ma da leninista, non posso sopportare di essere trattato con metodi stalinisti e di diventare un bersaglio mediatico solo perché a detta di qualcuno potrei essere un rischio": queste erano state le parole usate da Maroni in una intervista a Il Foglio. "Consiglierei al mio segretario - continua - non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin. Ricordate? L'estremismo è la malattia infantile del comunismo. Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo è la malattia infantile della politica".

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roberto maronimatteo salvinisalvini stalinista


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