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Milano/ Donna in croce, i promotori: "Abbiamo già avuto l'autorizzazione del Comune"

Giovedí 13.11.2008 19:24


"Non saremmo mai partiti con la stampa di 500 manifesti se non avessimo avuto l'autorizzazione del Comune. Il fatto è che gli uffici del settore ci hanno già autorizzato. L'assessore non mi ha detto nulla delle sue obiezioni. Ne vengo a sapere ora dalle agenzie e ne sono rimasta sorpresa". Così Stefania Bartoccetti, fondatrice di Telefono Donna, risponde riguardo alle posizioni assunte dall'assessore all'Arredo urbano, Maurizio Cadeo, e dalla maggioranza a palazzo Marino sul manifesto per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. "Abbiamo già ricevuto l'autorizzazione sugli spazi e sull'immagine - spiega - e ho già chiesto al Comune i tempi per fare avere i manifesti. Ne sono pronti 500 in formato 100 per 140. Sono stupita e non mi sembra che si un modo molto corretto di procedere: dare l'approvazione e poi presentare le obiezioni tramite la stampa. Se ci avessero detto che non si condividevano i manifesti, non saremmo andati avanti". La campagna, spiega Bartoccetti, è stata ideata dall'agenzia Arnord Worldwide Italy.

"Certo è un'immagine con un messaggio di forte impatto - dice Bartoccetti - ma la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non parla di caramelle, e in una campagna non si possono solo dare dati sul numero di violenze. Il nostro compito è di dare ascolto e voce a chi si trova a vivere questa violenze, e il loro vissuto è : mi sento in croce. Il messaggio che vogliamo dare è di profonda sofferenza: per carità, non da paragonare a quella del Cristo, ma comunque di profonda sofferenza". Nessuna intenzione, precisa Bartoccetti, "di entrare in contrasto con l'amministrazione, anche se non mi aspettavo la posizione assunta oggi dopo aver concesso l'autorizzazione".



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