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Milano
Milano, l’arte di Paolo Polli entra nella Rsa Quarenghi

Portare l’arte all’interno delle Rsa. Il percorso iniziato da Coopselion insieme all’associazione Cultura&Solidarietà guidata da Francesco Vivacqua va avanti e coinvolge l’artista Paolo Polli, da decenni uno dei nomi più apprezzati del panorama artistico nazionale e internazionale.

Polli, che ha realizzato oltre 150 personali in giro per il mondo, ha deciso di esporre all’interno della Rsa Quarenghi di Milano per far arrivare il suo messaggio a un pubblico che di solito è escluso dal grande circuito dell’arte.

In occasione dell'installazione delle sue opere all'interno della struttura milanese Polli è stato accolto da Alberto Meneghini, capo area Lombardia di Coopselios, che si è detto particolarmente soddisfatto di questa iniziativa: "L’esposizione sta andando molto bene, siamo contenti per due ragioni: per i cittadini che hanno la possibilità di entrare in contatto con una realtà di solito chiusa come quella della Rsa e per gli ospiti che possono godere del linguaggio universale dell’arte. Contemporaneamente questa iniziativa ci aiuta a rompere un tabù che vede questi luoghi associati solamente alla sofferenza. Ma non è necessariamente così e questa nostra iniziativa lo dimostra". Meneghini sottolinea anche la "funzione positiva dell’arte sugli anziani che si mettono a guardare le opere e grazie ad esse vengono stimolate le associazioni di idee e i ricordi legati anche agli eventi e alle esperienze passate”. Una vera e propria “arteterapia” che Coopselios sta portando avanti  e che conta di replicare anche in altre strutture del gruppo.



Maestro Pollio come mai anche lei ha voluto esporre le sue opere in una Rsa?
Portare l’arte e la contemporaneità in questi luoghi mi è sembrata una cosa molto intelligente, non è sufficiente dire “queste persone hanno fatto la loro vita”. Bisogna far arrivare l’arte alla portata di tutti”.

Come descriverebbe la sua arte?
La mia arte è arte a tutto tondo, parte dalla pittura a olio per passare all’iperrealismo immaginario e arrivare alla contemporaneità. E' un percorso lungo 50 anni con tante tappe, da Pechino a Mosca, senza dimenticare la Biennale di Firenze e Venezia. Ci sono oltre 4mila opere mie in giro per il mondo.

Chi è l’artista per Paolo Polli?
L’artista vero, quello che vuole arrivare, non deve mollare, è l’unico modo per emergere. Alla base ci deve essere un vero contenuto, poi i critici ti possono abbassare o alzare, ma si tratta di una visione personale, il vero artista deve andare a spada tratta verso il pubblico.

Cosa si sente di dire a un giovane artista?
Di non mollare alla prima sconfitta, come pure non adagiarsi al primo successo. E’ un lavoro che va fatto in maniera continuativa perché se uno sceglie di fare l’artista deve averlo nel Dna, vuol dire cercare il nuovo, cercare quello che non ha mai fatto nessuno, un modo personale di esprimersi.

Tags:
milanoartepaolo pollirsa quarenghicultura&solidarietà


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