
Pietro Maso |
Pietro Maso, l'uomo che uccise nel 1991 entrambi i genitori per impossessarsi dell'eredità, lavorerà con la qualifica di operaio in una ditta milanese, dopo che il tribunale di sorveglianza gli ha concesso il regime di semilibertà. Nel provvedimento di sei pagine dei giudici, si specifica l'attivita' lavorativa che Maso svolgera', non appena gli adempimenti burocratici gli permetteranno di riassaporare la liberta'. Il tribunale sottolinea il ruolo decisivo che ha rivestito nella crescita di Maso la figura di don Guido Todeschini, il prete che ha affiancato il detenuto negli anni trascorsi nel carcere di Opera.
Tra i fattori considerati significativi di una maturazione di Maso, i giudici accennano anche alla modalità con cui l'uomo si è rapportato con la stampa, non mostrando quel protagonismo che lo aveva caratterizzato in passato. I giudici fanno poi risaltare la sua partecipazione a numerose attività in carcere e il percorso di studi che lo ha portato a conquistare il diploma di ragioniere nel giugno di quest'anno. Le relazioni redatte dalle equipe di psicologi che lo hanno seguito costantemente avrebbero poi dimostrato il superamento di quel disturbo narcisistico della personalità di cui il giovane soffriva quando massacro' i suoi genitori.