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Dopo tre legislature è difficile pensare che Mantini – dice Ezio Casati segretario del PD metropolitano –
possa scoprire di non riconoscersi con il progetto del centro-sinistra.” Il passaggio all'Udc di qualche ora fa è l'atto conclusivo di un percorso di autonomia dal PD iniziato da tempo. Pierluigi Mantini che due giorni fa aveva votato no al federalismo in contrasto con la linea astensionista del suo partito, è passato oggi nelle file del partito di Casini.
Il PD non sta attuando alcuna deriva a sinistra. Gli argomenti usati dal deputato ex PD sono una scusa palese ma grossolana per giustificare la sua uscita, il partito di Franceschini non si è mai discostato dal progetto riformista.
“Anche noi non nutriamo alcun rancore per Mantini – continua Casati - ma gli chiediamo di agire fino in fondo con la stessa coerenza che ha dettato il suo passaggio. Prima considerare ogni altro progetto politico noi auspichiamo che si dimetta dal suo incarico di parlamentare. E' stato votato perché in una lista bloccata del PD e oggi, nell'UDC, non può essere riconosciuto da chi lo aveva votato un anno fa in un altro schieramento.”