Milano vola anche nello spazio

Mercoledì, 24 ottobre 2007 - 09:54:00

 Di Maria Ludovica Carlesi             

Cinquanta anni fa , il 4 ottobre 1957 veniva spedito nello spazio dai russi il primo satellite artificiale, lo Sputnik, una palla del peso di 83 kilogrammi.
Al di là del giallo che ha avvolto  in un'atmosfera di mistero fino ad anni recenti l'ora del lancio e le modalità del rientro, l'operazione  fu un grande successo e mise alle corde gli Stati Uniti e la Nasa. Con lo Sputnik e successivamente con il lancio dell'italianissimo satellite Telstar nel 1962 ( finanziato totalmente con capitale privato), ebbero inizio le telecomunicazioni  e una serie di scoperte e di progressi scientifici e tecnologici che oggi fanno parte della nostra comune esperienza  quotidiana: le comunicazioni da un continente all'altro via satellite, la tecnologia legata alle celle solari, la velocissima evoluzione dei computer, tutta la tecnologia del freddo, la massiccia applicazione dell'energia nucleare a scopo di alimentazione senza la quale  le spedizioni spaziali non avrebbero avuto luogo.

L'Italia, e Milano in particolare, ha avuto nell'avventura spaziale un ruolo molto rilevante, proprio perché l'industria  ha contribuito con opere di elevatissima tecnologia e di grande finezza a tutta una serie di accessori e di strumenti che hanno reso possibili, completandoli, i progetti nazionali, internazionali ed europei. Laben, Cise, Alenia Space, Galileo Avionica, Carlo Gavazzi Space, tutte milanesi, sono il meglio dell'industria spaziale nazionale alle quali vanno ascritti successi scientifici come il braccio robotico per operare nello spazio, le celle all'arseniuro di gallio molto più efficienti di quelle comuni al silicio, la messa a punto di sistemi di carotaggio per perforare i suoli degli altri pianeti, la tecnologia legata al freddo estremo e alla pressurizzazione tanto che oggi sulla stazione  spaziale è possibile disporre di ben 600 metri cubi di area pressurizzata, praticamente un appartamento di 200 metri quadrati. 

Basti pensare che  Laben è nel Guinness dei primati per avere fornito alla missione Huygens diretta sul satellite di Saturno -Titano-  un computer che è oggi l'oggetto costruito dall'uomo che si trova più lontano dalla Terra. Insomma l'industria spaziale italiana e i progetti realizzati grazie al loro contributo - ultimo in ordine di tempo  il satellite AGILE da 365 kilogrammi  realizzato completamente a Milano per lo  studio dei raggi X e Gamma,  dell'atmosfera dei pianeti,  della formazione delle galassie, partito nell'aprile 2007 -, sono lì a dimostrare l'eccellenza in un settore d'avanguardia  che ha visto impegnati scienziati  di grandissimo prestigio come Bepi Colombo e Beppe Occhialini, forse conosciuti più all'estero che in patria. Tuttavia queste imprese non riescono a colmare il gap che ci separa  dagli Stati Uniti.

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