Milano/ Prostituta ammalata di tbc contagia i clienti. Ora è psicosi in città: potrebbe essere un'epidemia. La ricerca: dalla Cina le squillo low cost

Giovedì, 24 luglio 2008 - 09:25:00

DALLA CINA ARRIVANO
LE PROSTITUTE LOW COST


Soltanto 15-20 euro per una prestazione sessuale. La comparsa delle prostitute cinesi sulle strade ha reso ancora meno costoso il sesso a pagamento a Milano. Lo dice Valerio Pedroni, operatore di Segnavia, equipe di strada dei Padri Somaschi: “Hanno dai 35 ai 40 anni.  Fuggono da esperienze di duro lavoro nelle miniere del nord della Cina o in manifattura. A differenza delle altre, sono arrivate in Italia sapendo perfettamente  quello che avrebbero fatto. Il loro progetto migratorio è a breve termine: guadagnare il più possibile e fare ritorno a casa”.

La prostituzione cinese non è certo nuova a Milano.  Se in passato, però, avveniva soprattutto in appartamento o dietro la copertura dei centri massaggi, “da un paio d'anni - dice Valerio Pedroni - il fenomeno si è spostato anche fuori, entrando in diretta competizione con il mondo della prostituzione nigeriana che finora praticava i prezzi più bassi”.

La prostituzione “bianca” in appartamento richiede oggi 100 euro; il prezzo delle nigeriane è di 50 euro sulle strade di Milano e di 30 euro in provincia. Con le cinesi sulla strada si scende anche a 15 euro. Le lucciole orientali hanno un'età più avanzata rispetto alle altre: se le nigeriane o le europee dell'Est vanno dai 20 ai 23 anni e le uruguaiane hanno in media 25 anni, “per le cinesi l'età sale anche a quarantanni, anche se volte è davvero difficile capirlo”.

“A gestire le cinesi - dice Valerio Pedroni - è un'organizzazione più leggera”, che sceglie le vie più defilate di Milano. Questo per dare meno fastidio e dare meno nell'occhio, ma soprattutto per  non entrare in conflitto con le potenti organizzazioni criminali che controllano le strade principali della città.

"Un paio di giorni fa ci e' arrivata la segnalazione di una prostituta romena gravemente ammalata di tbc. Temo, considerato il numero di rapporti che le prostitute hanno ogni giorno, che abbia contagiato altre persone. Vista la gravita' del caso, temo peraltro che abbia altre patologie". Lo ha riferito l'assessore comunale alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, a margine della presentazione della campagna "Mai bere e guidare".

"Nell'ambito del progetto 'Immigrazione sana - ha spiegato Landi - abbiamo ricevuto la telefonata di una giovane collega prostituta di questa donna romena. Ci ha spiegato che sputava sangue. La prostituta ora e' stata presa in cura".

"Mi preoccupa - ha spiegato Landi - la diffusione del contagio, che avviene per via aerea. Qesto nuovo caso di tbc e' emblematico rispetto al problema della prostituzione: e' sempre piu' urgente intervenire sul piano sanitario, ad esempio con un certificato sanitario come io propongo da tempo. Ci sono malattie che stanno tornando a diffondersi, come la sifilide, e il problema crescera' se non si regolamenta il fenomeno della prostituzione: ci sono piu' di 1500 prostitute di strada rilevate in citta', oltre a quelle di cui no sappiamo nulla, e il problema e' molto grosso. Intendo segnalare ai ministri Carfagna e Maroni la necessita' di affrontare urgentemente il problema: non sono favorevole ai centri dell'eros e ai quartieri a luci rosse, ma e' necessario uscire da questa omerta', per cui e' come se si neghi l'esistenza del fenomeno della prostituzione. Sono preoccupato perché il progetto di legge del governo e' scomparso dall'agenda del consiglio dei ministri. Ma ci sono altre due proposte, una di An e una dei radicali, che sottolineano l'importanza del controllo igienico sanitario sulla prostituzione".

OPERA SAN FRANCESCO - "Non sappiamo da quanto tempo e' malata, e se va bene riusciremo a contattare l'un per cento delle persone con cui e' entrata in contatto. I casi comunque ci sono e sono documentati. Non si tratta di tbc latente". Lo riferisce suor Anna Maria Villa, medico e responsabile del Poliambulatorio dell'Opera San Francesco che ha raccolto la segnalazione della prostitura romena ammalata di tbc polmonare e l'ha presa in cura.

Senza poter riferire dettagli sull'identita' della donna, con tbc conclamata "quello che ora e' importante - dice suor Anna - e' che si segnali il fatto che il rischio di essere contagiati dalla tbc in citta' non e' piu' circoscritto, non e' piu' un problema di pochi. Questa donna non dira' mai, ne' puo' in gran parte dire, i contatti che ha avuto, e potremo individuarne solo una minima parte. Non ha senso nemmeno parlare dell'ordine di grandezza del numero di contatti, decine o piu', ne' di una zona della citta' in particolare in cui la prostituta e' stata. Basti pensare al caso dell'anno scorso in cui ad essere ammalato di tbc e' risultata una persona che lavorava nella gastronomia di un supermercato. Noi curiamo le persone piu' esposte - dice suor Anna - ma questo caso evidenzia ancora una volta che sul problema della tbc deve riattivarsi la vigilanza della del sistema sanitario: i medici di base innanzitutto".

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