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Milano
Musei, tanto incenso pochi soldi. Il buio oltre le lodi sperticate
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di Mr.Cultural Buddy Fox

Ci si avvicina all’Epifania e come da tradizione arrivano i Re Magi: Baldassarre in particolare porta l’incenso. Che pare proprio - per fare un motto di spirito - sia quello più largamente usato nel mondo culturale milanese e lombardo (e non solo). Di incenso si usa e abusa nella narrazione delle performance dei principali musei della città. Siamo ormai abituati a leggere delle mirabolanti imprese di queste stupende strutture, numeri sempre in crescita, visitatori a non finire e successi planetari. Tonnellate di incenso. Tanto fumo, e arrosto? Che cosa c’è dietro questi mirabolanti successi? La curiosità è ovviamente rivolta ai numeri. Con cosi tanti visitatori chissà come sono messi bene i bilanci di queste realtà, moderne imprese della cultura. Allora diamo un occhio ai bilanci.

Partiamo dal Museo della Scienza e della Tecnologia di cui ovunque si narrano le mirabolanti gesta, grandi mostre, interessanti attività per famiglie e straordinarie nuove sale. Ecco però che nel 2016 viene registrata una perdita di oltre 300.000€, stessa musica per la Triennale che proprio nel 2016 ha ospitato il grande evento “XXI Triennale” che doveva essere quasi un proseguo del successo di Expo2015 ma che ha portato il museo a perdere oltre 300.000€. Idem per il Poldi Pezzoli che perde, solo, 40.000€. Fin qui, seppur con qualche perplessità, niente di strano, anche le migliori aziende possono avere anni no e infatti ad onor del vero sia il Museo della Scienza e della Tecnologia che la Triennale negli anni precedenti avevano registrato utili. Il dato davvero interessante è però costituito dalla composizione del conto economico di tutte queste realtà ossia, da dove vengono i soldi ? E qui che la magia ha inizio ma la formula è la più banale di tutte e sia chiama “Contributi”. Il Museo della Scienza e della Tecnologia ne registra oltre 4 milioni nel 2015 e oltre 3 milioni nel 2016, la Triennale quasi 5 milioni nel 2016 e oltre 3,5 nel 2015, il Poldi Pezzoli alla voce Contributi e Liberalità segna 1 milione per anno.

E la biglietteria si potrebbe chiedere qualche ingenuo? Per la Triennale rappresenta quasi 2 milioni nel 2016 e meno di 900 mila euro nel 2015 dichiarando che solo un terzo circa dei visitatori è pagante. Per il Museo della Scienza siamo sua una media per anno di 6 milioni di euro, per il Poldi Pezzoli poco più di 300 mila euro nel 2016 e 400 mila nel 2015. La domanda quindi che scaturisce immediatamente è, ma se venissero tolti i contributi, largamente pubblici, che fine farebbero queste realtà ? Anche negli anni in cui vengono prodotti utili, se venisse tolta la voce Contributi saremmo in una via senza uscita.

Si potrebbe obiettare che siamo i soliti che auspicano tagli alla cultura e tutto ciò che ne consegue. Nulla di tutto ciò, crediamo sicuramente nell’importanza degli investimenti pubblici in cultura – nelle prossime settimane parleremo delle Domeniche gratuite al museo – ma crediamo anche che la cultura possa e debba diventare un’industria capace di stare sui mercati perché anzitutto ha il più bel prodotto del mondo; sembra però che si abbia paura o fastidio a dire che i Musei devono diventare imprese economiche. Sappiamo bene che tra i desiderata e la realtà c’è un grande divario frutto anche di decenni in cui non ci si era nemmeno posti lontanamente il problema dell’auto finanziamento di queste realtà; oggi almeno se ne parla e molti cercano strade per arrivarci. Forse però ci sarebbe bisogno di meno incenso e di più coinvolgimento dei privati e delle persone. I privati perché apportino idee e investimenti per rendere i Musei imprese e non strumenti di auto-celebrazione, escludiamo dai privati ovviamente quelle realtà che dai Musei prendono in quanto fornitori di servizi e non danno - anche di questi c’è ne occuperemo nelle prossime settimane. Le persone perché si rendano conto che come qualsiasi altro servizio di cui si beneficia - dal cinema al ristorante ad un volo - anche il Museo necessita di un congruo biglietto per non dipendere da contributi, largamente pubblici, per stare aperti. Cosa otterremmo con tutto ciò ? Crediamo diversi benefici, nuove imprese capaci di creare benessere culturale ed economico e una maggior cultura nel pubblico che si sentirebbe partecipe della cura e sviluppo del patrimonio artistico e culturale del Paese.

p.s. Sempre per parlare in termini d'impresa, chissà se qualche impresa privata del settore ritenesse concorrenza sleale i benefici che queste realtà hanno...

Bilancio Poldi Pezzoli 2016 

Bilancio Museo Scienza e Tecnologia 2016 

Bilancio Triennale 2016 

Tags:
musei milanomusei lombardiamusei pochi soldi







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