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Olimpiadi 2026, la spaccatura Alto Adige-Veneto rilancia Milano
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Olimpiadi 2026, la spaccatura Alto Adige-Veneto rilancia Milano


Con la spaccatura tra Alto Adige e Veneto sul progetto Zaia di portare i Giochi tra le Dolomiti, crescono inevitabilmente le quotazioni di Milano come possibile citta' da candidare per le Olimpiadi invernali del 2026. Il capoluogo lombardo, come hanno fatto intendere gli stessi membri del Cio anche ai recenti Giochi di PyeongChang, partirebbe in pole position. L'ipotetica logistica dell'impiantistica sarebbe quella di svolgere gli sport del ghiaccio a Milano, con eventuale appoggio di Torino, e quelli della neve in Valtellina (Bormio-Santa Caterina Valfurva). Il collegamento tra la pianura e le montagne dovra' essere garantito con un treno ad alta velocita'. La stessa soluzione verra' presa nel 2022 con Pechino che sara' collegata con Harbin.

Il presidente del Coni Giovanni Malago' sul tema Olimpiadi invernali del 2026 e' sempre stato cauto. Il numero uno dello sport italiano ha sempre detto che bisognava attendere le elezioni del 4 marzo e quindi la formazione di governo. Quest'ultimo aspetto non si e' ancora verificato. I Giochi olimpici invernali in Italia del 2026 sono per il momento in frigorifero. Inizialmente si era parlato di una candidatura congiunta con l'Austria, poco dopo tramontata, poi e' spuntata l'ipotesi di aggregare Bolzano alla candidatura di Innsbruck ma il popolo tirolese di Olimpiadi non ne vuole sapere. Quella che sarebbe stata la terza Olimpiade nelle terre d'Oltrebrennero e' stata bocciata con un referendum nell'ottobre scorso. L'Alto Adige, che cullava il sogno di diventare olimpico gia' con Innsbruck, dopo la proposta del governatore Luca Zaia di candidare le Dolomiti ai Giochi del 2026 ha fatto subito dietrofront. Il presidente altoatesino Arno Kompatscher ha stoppato la candidatura di Bolzano per i Giochi affermando che "le regole attuali del Comitato olimpico internazionale non consentono di organizzare dei Giochi sostenibili". Kompatscher ha anche aggiunto di "non escludere di mettere a disposizione singoli impianti di gara gia' esistenti sul nostro territorio a sostegno di candidature avanzate da altre Regioni confinanti ma a patto che non vengano richiesti investimenti straordinari e faraonici". Il governatore dell'Alto Adige ha aggiunto che "se le regole resteranno queste sara' sempre piu' difficile che le Olimpiadi invernali possano avere un futuro in Europa".

I Giochi invernali della neve saranno decisi nel 2019 in occasione della 134esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale che si terra' a Milano. Il giorno dell'assegnazione sara' il 10 settembre. Attualmente la carta olimpica non consente ad una Nazione che ospita la sessione del Cio di candidarsi anche per l'Olimpiade che dovra' essere assegnata. In epoca di forti cambiamenti anche nel Cio, e lo si e' visto con la doppia storica assegnazione dei Giochi estivi di Parigi 2024 e Los Angeles 2028, e' possibile che questa clausola venga a cadere forse gia' nell'ottobre prossimo durante la 113esima sessione a Buenos Aires. Ai recenti Giochi di PyeongChang hanno partecipato nelle vesti di osservatori perche' interessati ad una eventuale candidatura del 2026, quattro delegazioni, Sion (Svizzera), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia) e Calgary (Canada). Hanno ipotizzato una candidatura nuovamente l'Austria con Graz e Schladming, la Norvegia con Lillehammer ed il Kazakistan.

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