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Operazione Parco Sud della Dia/ Tremano insospettabili e politici

Martedí 03.11.2009 19:52

«Per la prima volta abbiamo nell'associazione degli imprenditori che hanno fiancheggiato il gruppo. Questo è un aspetto pericoloso». Così il procuratore capo di Milano Manlio Minale è intervenuto durante la conferenza stampa per l'operazione 'Parco sud' che ha portato a 17 ordinanze di custodia cautelare nei confronti del clan della 'ndrangheta Barbaro-Papalia e di alcuni imprenditori che si sono trasformati in complici dell'organizzazione. «I Barbaro hanno diffuso il veleno, hanno messo delle esche colte da alcuni imprenditori che così si sono inseriti nel gruppo». Un clan, quello dei Barbaro-Papalia già colpito nell'estate scorsa dall'operazione 'Cerberus' e che si conferma essere un clan attivo «nel mondo dell'imprenditoria -spiega il procuratore capo- ma che mantiene legami nella droga e nelle armi». Si tratta di una «terza generazione spuria perchè ancora legata alle estorsioni, ma capace di operare nel mondo dell'imprenditoria, della droga, e di operare con la casa madre dando ospitalità ai latitanti e disponendo di un notevolissimo arsenale di armi». Un gruppo che secondo il procuratore capo è «ancora nel passato ma con una patente di imprenditoria». Un clan, in definitiva, che mantiene i settori storici della 'ndrangheta (droga, armi e estorsioni) ma che sa guardare agli interessi del mondo della finanza e dell'imprenditoria

BOCCASSINI - «L'imprenditoria sana deve capire che può stare con lo Stato o contro lo Stato e che ha il dovere di denunciare l'intimidazione». Così il pm di Milano, Ilda Boccassini è intervenuta durante la conferenza stampa dell'operazione 'Parco sud' che ha portato all'esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare a carico di affiliati del clan della 'ndrangheta Barbaro-Papalia e di imprenditori che da possibili vittime si sono trasformati in complici. «Magistratura e forze dell'ordine hanno una linea di durezza nei confronti di posizioni borderline perchè non si possono accettare violenze per propri tornaconto personali. Che un imprenditore si avvantaggi di un regime di violenza per propri fini affaristici non può accedere in uno stato di diritto», ha concluso il pm che ha collaborato insieme al pool antimafia per mettere a segno gli arresti.

BORSA CON ESPLOSIVO - C'è anche un borsone contenente materiale esplosivo ritrovato in un cantiere della Tav ad avvalorare il coinvolgimento con la cosca Barbaro-Papalia di alcune società che si occupavano del movimento terra nei lavori di realizzazione della linea ad alta velocità. Il borsone sequestrato conteneva, tra gli altri materiali esplosivi, una bomba a frammentazione dello stesso tipo utilizzato per compiere un attentato a un imprenditore del settore edilizio e del movimento della terra. All'interno, inoltre, sono state trovate alcune pistole. Secondo il procuratore della Repubblica Manlio Minale, inoltre, la presenza di società contigue all'ndrangheta nei lavori del raddoppio della linea Milano-Mortara, affidato a grossi gruppi imprenditoriali, è collegato solo all'attività di movimento terra in cui vengono impiegati sempre i soliti imprenditori calabresi.

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