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Per Milano candidato moderato. Gallera: “Regione? No rimpasto"
Giulio Gallera

Per Milano candidato moderato. Gallera: “Regione? No rimpasto"

Gestisce quasi 19 miliardi di soldi pubblici, ovvero la partita più grossa della politica regionale: la sanità. Attività che svolge dal suo ruolo di Capodelegazione di Forza Italia. Nonostante la crisi degli azzurri e lo strapotere della Lega. Per Milano 2021? “Ci vuole una figura moderata” dice ad Affaritaliani.it Milano. Magari proprio come lui? “Presto per dirlo...”

Assessore Gallera, si è parlato di un possibile rimpasto di giunta più volte, soprattutto all’indomani degli appuntamenti elettorali. Cosa vede all’orizzonte?

La compagine di governo e di maggioranza a Palazzo Lombardia è molto solida, sta lavorando bene, e affronta temi importanti, come la svolta epocale nella sanità con la gestione della cronicità. E’ buono anche tutto ciò che stiamo facendo nel campo dei trasporti, e tra poco ci sarà da organizzare la sfida delle Olimpiadi. La squadra è affiatata e il presidente Attilio Fontana ha più volte detto che non ha intenzione di operare un rimpasto. Noi, dal canto nostro, siamo soddisfatti e contenti della guida e del lavoro che svolgiamo ogni giorno. Condividiamo quindi l’idea che si debba continuare così: con questa fotografia dei pesi e delle persone. 

Dalla Regione passiamo a Milano. Il 2021 si avvicina e i partiti, soprattutto quelli di opposizione, già parlano di trovare il candidato sindaco. Qualcuno, sia dai banchi di Palazzo Pirelli, sia da quelli di Palazzo Marino scalpita…lei come la vede?

A Milano c’è bisogno di una persona che sia animata da una grandissima tensione civile, civica e amministrativo, perché quello di sindaco è un lavoro molto pesante, anche fisicamente. Mi stupisce un po’ che a distanza di due anni Giuseppe Sala abbia più volte dichiarato di poter essere l’uomo giusto per guidare il Paese, quasi cercasse delle alternative a questo, che è il lavoro più bello del mondo. Per quello che vedo io, il primo cittadino di Milano ha una missione internazionale, perché questa è una grande capitale del mondo e d’Europa: deve avere uno sguardo che vada molto oltre, attrarre capitali internazionali, riaffermare e implementare l’immagine della città nel mondo. Dall’altra parte però, con la stessa intensità, deve avere la forza di occuparsi dei quartieri periferici, dei tanti problemi di degrado e insicurezza, che rimangono. Perché se ci preoccupiamo solo del centro, come mi sembra che anche per attitudine personale stia facendo questo sindaco, i problemi al di fuori della cerchia dei Navigli rischiano di aggravarsi. Ora leggo che a metà del mandato Sala ribadisce una ‘ossessione’ per le periferie: forse vuol dire che il problema non è stato affrontato prima. 

Però quello delle periferie è un mantra della Lega. Ed effettivamente forse in questo momento anche loro sono alla ricerca di una figura di mezzo come quella che lei descrive…

Premetto una cosa: ancora è presto per parlare di questo argomento. Ma dobbiamo prendere atto del fatto che, rispetto al quadro nazionale, Forza Italia ha migliorato il suo risultato proprio a Milano. Anche in questo periodo difficile per il partito, in città abbiamo ottenuto due punti in più rispetto alla media nazionale. La Lega invece, anche alle ultime politiche, ha preso a Milano un risultato nettamente inferiore se confrontato con quello generale e regionale. Anche alle Europee i cittadini hanno premiato il Pd, forse perché la cittadinanza milanese non si riconosceva in alcuni accenti. In conclusione penso che per Milano ci voglia un moderato, che sia in grado di intercettare questo sentimento. Che interpreti anche il ruolo di punto di riferimento per la borghesia imprenditoriale, verso la quale la Lega non riesce a sfondare. Dall’altro lato però è necessario che il futuro sindaco sappia parlare di sicurezza e degrado. 

Deve essere di Forza Italia?

Il problema non è la bandierina o l’etichetta, ma il trovare una persona che riesca a dialogare con tutti. Che sappia andare in un quartiere popolare a interpretare i bisogni delle famiglie in difficoltà, ma che si trovi anche a suo agio a passeggiare in un di Baggio o del Corvetto. Con la stessa agilità poi deve sapere sedere al tavolo dell’alta borghesia milanese o a quello della grande finanza. Può essere anche un civico. Non penso però che Forza Italia debba avere timori reverenziali di nessun tipo. Abbiamo il diritto di presentare le nostre candidature e abbiamo tutta la legittimità per farlo. 

Esiste all’interno dell’Area moderata qualcuno che guarda con interesse a Sala e forse preferirebbe sostenere lui nel 2021, se si ricandidasse?

No. Lo escluderei. Sarebbe grave. Oggi Sala è un sindaco fortemente connotato politicamente, non a caso si vede come leader della sinistra e ha più volte detto che non è mai stato di centro destra. Non solo: nei fatti la sua è una politica da leader locale di sinistra, come dimostrano le cene al Parco Sempione sponsorizzate da Majorino. Il centro destra è totalmente un’altra cosa. Anche solo nei progetti sullo sviluppo del territorio, che reputo totalmente insistenti, non vedo un afflato di centro-destra. Quindi, a noi tocca essere pronti e farci trovare con un candidato di centro destra da contrapporre a Sala. 

Perché non lei, allora?

Io amo la mia città: ci ho lavorato per 20 anni, ho fatto il consigliere comunale, poi in regione ho ricoperto con amore il mio ruolo, ma fra due anni chissà dove sarò. Sono sempre stato a disposizione della mia città e sono un servitore della comunità. Ma a oggi, davvero, questo discorso è prematuro…

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