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Milano
Processo Maroni, l’ex governatore in aula. La difesa: trattamento ad personam
Roberto Maroni

Processo Maroni, l’ex governatore in aula. La difesa: "trattamento ad personam

A Roberto Maroni e' stato riservato un "trattamento ad personam". Lo ha detto l'avvocato Domenico Aiello, difensore dell'ex governatore della Lombardia tra gli imputati nel processo milanese con al centro presunte pressioni indebite per far ottenere un viaggio a Tokyo e un contratto di lavoro a sue due ex collaboratrici ai tempi del suo incarico come ministro dell'interno. Aiello, durante la sua arringa, per sostenere cio' ha ricordato che non e' stata impugnata dalla procura generale l'assoluzione in appello dell'ex dg di Expo Cristian Malangone e coimputato. "Il ragionamento e' stato - e' la sintesi dell'opinione del legale - 'salvo Malangone e me la prendo con Maroni e Ciriello'", anche lui sotto processo. "Ditemi voi se questo non e' un trattamento ad personam. Le cose che ho sentito anni fa su Berlusconi erano robaccia. Questo - ha concluso - e' un trattamento ad personam".

 "Il messaggio di Ciriello a Malangone non ha nessun carattere ultimativo". Nella sua arringa, l'avvocato Domenico Aiello si e' soffermato anche su uno dei 'nodi' da interpretare per i giudici chiamati a decidere su Roberto Maroni, con riferimento al reato di induzione indebita. Il messaggino che si scambiano il 28 maggio del 2014 Giacomo Ciriello, braccio destro di Maroni, e Christian Malangone, stretto collaboratore di Giuseppe Sala e all'epoca dg di Expo. Ciriello chiede di far partecipare Paturzo alla missione a Tokyo ("Christian, il Pres ci tiene acche' la delegazione per Tokyo comprenda anche la societa' Expo (attraverso la dott.essa Paturzo. Puoi parlarne con Sala o autorizzare la missione? Grazie.)". "Non c'e' nessun carattere ultimativo, come richiede il reato - ha argomentato Aiello - lo dimostrano l'uso del verbo servile e del punto interrogativo, oltre che del grazie."

Aiello ha anche contestato l'affermazione di Fusco che ha definito "rigoroso il controllo interno delle spese di Expo". "Non l'ha detto Crozza ma il pm - ha ironizzato il legale - Taccio quello che non si puo' dire perche' sono stato liquidatore della societa'. Gli appalti, le piante erano spese rigorose? Ritengo che se Sala non ci fosse stato, Expo non si sarebbe fatta, ma con un minimo di coerenza non si puo' dire che il controllo delle spese fosse rigoroso. Vi ho portato le prove che centinaia di persone hanno viaggiato in business, una e' stata mandata a Dubai in business solo per portare un documento".

Il fatto poi "che Sala non abbia autorizzato la partecipazione della Paturzo non significa nulla, bisogna capire perche' non lo aveva fatto. In quel momento era suo interesse non far fare passerelle alla Regione, poi lo abbiamo visto dopo perche', poi e' entrato in politica". La sentenza del processo a carico di Maroni, Ciriello, Carluccio e Gibelli e' prevista il 18 giugno quando sono previste le repliche del pm, le controrepliche e la camera di consiglio. 

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