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Milano
Bresso, in arrivo 500 profughi. Majorino: "Al solito Roma non ci ha avvertito..."

Un esercito di cinquecento profughi attesi all'aeroporto di Bresso: l'avanzare dell'Is in Libia porta sempre più persone a scegliere di affrontare i rischi della traversata dalle coste africane per giungere in Italia. Ed i centri d'accoglienza del sud sono già al collasso. Per questo è stato avviato un ponte aereo verso le strutture del nord, per distribuire i migranti in tutte le Regioni. E anche la Lombardia dovrà fare la propria parte. Ad accogliere questi primi 500 saranno gli operatori della Croce Rossa che a Bresso, vicino al piccolo scalo militare, hanno allestito le tende e le strutture di prima necessità già montate nell’autunno scorso. La prefettura è stata allertata dal Viminale e sono in corso tutte le operazioni per distribuire i migranti nelle strutture presenti in tutte le province lombarde. Nel milanese ne resterà più o meno un terzo. Ma il vero boom potrebbe esserci in primavera.

Ed è polemica per il mancato coordinamento. Così l'assessore alle Politiche sociali di Milano Pierfrancesco Majorino a Repubblica: «Non ci hanno avvertito. Come al solito da Roma nessuno pensa che condividere le informazioni in anticipo su questi flussi aiuterebbe l’amministrazione a gestire meglio l’accoglienza, anche se mi pare di capire che in questo caso se ne occuperà direttamente la prefettura, e non noi». Nel frattempo, su proposta del consigliere Pd Alessandro Giungi, presso la stazione Centrale sarà allestito un presidio medico-sanitario.

“Rimaniamo davvero senza parole di fronte all’arroganza di alcuni burocrati. A pochi giorni dalle assurde dichiarazioni del prefetto Mario Morcone, capo dipartimento immigrazione del Viminale, che accusava le regioni più accoglienti d’Italia di non aver fatto abbastanza per affrontare il problema dell’immigrazione, ecco che vengono mandati a Milano 500 immigrati provenienti da Eritrea, Sudan e dai Paesi sub sahariani": queste le parole dell'assessore con delega all'Immigrazione della Regione Lombardia Simona Bordonali in merito all’arrivo in Lombardia di 500 immigrati. Bordonali prosegue: "Intendiamo ribadire con forza che la Regione Lombardia non accetta ordini né tantomeno considerazioni politiche da parte dei burocrati dello Stato. Riteniamo che prima di imporre le proprie decisioni, il Viminale debba condividere tutte le ipotesi e le possibili soluzioni con le Regioni e gli Enti locali interessati, come avveniva quando ministro dell’Interno era Roberto Maroni. Siamo dunque disposti a sederci al tavolo con il Governo in caso di necessità, ma chiediamo immediatamente il rispetto dei ruoli e delle competenze da parte di tutte le istituzioni e dei funzionari statali".

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