Filippo Penati lancia un'opa sull'elettorato leghista. E lo fa, inserendo nella Lista per il presidente che appoggerà la candidatura alle Provinciali di Milano del prossimo giugno, Philippe Daverio. Il critico d'arte, dal 1993 al 1997 ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura del comune di Milano in quota al Carroccio nella giunta guidata da Marco Formentini. Daverio, nato in Francia a Mulhouse il 17 ottobre 1949, è anche un noto giornalista, conduttore televisivo e critico d'arte. Attualmente conduce la trasmissione Passepartout, ma la popolarità l'ha raggiunta nel 1999- 2000 come inviato speciale della trasmissione Art'è su Raitre. Per Daverio, qualora Penati venisse riconfermato a Palazzo Isimbardi, si prospetta il ruolo di assessore alla Cultura. Un posto che ad oggi ricopre Daniela Benelli, il cui lavoro fin dal 2004 è stato comunque proficuo ed apprezzato dai colleghi e dallo stesso Penati. Proprio per questo anche per lei si sta pensando ad un ruolo di primo piano alla scadenza del suo mandato.
La scelta di Penati si inserisce in una strategia che il presidente della Provincia persegue da molto tempo: rosicchiare i voti all'elettorato di Centrodestra, mettendo così nel mirino soprattutto la Lega, che in Lombardia fa incetta di voti. Proprio per fare breccia nella base del Carroccio, Penati ha condotto battaglie che sono risultate indigeste anche agli stessi alleati di partito. Su tutte si può ricordare quella della tolleranza zero nei confronti dei campi rom abusivi e dei clandestini. Quella di Penati è stata una linea di condotta che ha portato Barbara Pollastrini a definirlo "leghista di sinistra" e ad allontanare irrimediabilmente l'ala radicale della sua coalizione (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) con la quale aveva vinto le elezioni del 2004. Ma l'ex sindaco di Sesto San Giovanni si è spinto ancora oltre, cercando "aperture" a destra: è proprio di questi giorni la richiesta al Caroccio di un'alleanza territoriale per difendere gli aeroporti milanesi. Richiesta respinta al mittente dai vertici leghisti, ma sempre sul tavolo. Certo, il rapporto Penati-Lega non è solo rose e fiori, tra tentativi di accordo e bastonate reciproche.
 Philippe Daverio sul palco della Scala (foto Marco Brescia – Teatro alla Scala)
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Proprio il numero uno di Palazzo Isimbardi, non più di due settimane fa, ha infatti escluso alleanze elettorali col partito del Senatur definendolo reazionario. Insomma, una volta usa il bastone, un'altra la carota. In quest’ottica Philippe Daverio rappresenta la testa di ponte per riuscire a scalfire il roccioso elettorato leghista. In più, Daverio si porta dietro una fetta della cultura milanese, della finanza, della filantropia degli sponsor che danno alla lista del presidente un tocco glamour e avvicinano il Pd ad un mondo che ha sempre guardato con diffidenza a sinistra