Forza Italia di Bergamo è in rivolta contro il candidato per la Provincia, il leghista
Ettore Pirovano. Tanto che un senatore, tre consiglieri provinciali e 26 sindaci della zona hanno preso carta e penna per chiedere a
Silvio Berlusconi in persona di far saltare la candidatura, concordata con
Umberto Bossi, dell'ex sindaco di Caravaggio e capogruppo al Senato del Carroccio durante il quinquennio 2001-2006. Il Motivo? "Pirovano - scrivono gli azzurri - ha annunciato subito un cambio di linea programmatica e di classe dirigente piuttosto che proseguire l'azione politica e amministrativa di Valerio Bettoni (attuale presidente della Provincia, non più ricandidabile perché giunto al secondo mandato ndr...).
Ettore Pirovano non ci sta e sceglie
Affaritaliani.it per replicare agli azzurri in subbuglio: "Berlusconi?
Quando riceverà la lettera si farà una risata sapendo chi è il mittente. Nel 2004 Bettoni ha mandato a quel paese Berlusconi: ne sono testimone personale e il Cavaliere se lo ricorda benissimo". Il mio programma? "Riportare al centro l'ente provinciale nascosto dal protagonismo di Bettoni"
Forza Italia l'accusa di voler azzerare i risultati dell'amministrazione Bettoni. E' così?
"Innanzitutto non è Forza Italia ad aver scritto la lettera. Sono alcuni componenti dell'attuale giunta, alcuni sindaci, tra i quali qualcuno ha fatto marcia indietro, l'attuale presidente della Provincia e forse Pagnoncelli, coordinatore di Fi".
Fatta questa premessa...
"Non ho alcuna intenzione di modificare le cose bene fatte. Non è mio sport abituale andare a cercare gli scheletri negli armadi. Se uno si trova le ossa tra i piedi deve capire da dove vengono senza andarle a cercare. Mi sembra logico, però, arrivando in Provincia con una nuova alleanza tra Pdl e Lega, avere nuovi membri della giunta tenendo presente che gli assessori devono avere un rapporto fiduciario col presidente che li nomina. Questo ho detto e forse è stato frainteso nonostante le mie spiegazioni molto chiare. Una cosa però non capisco...".
Quale?
"Come l'attuale presidente dopo due mandati non riesca a rassegnarsi al fatto che la legge gli impedisca di ricandidarsi".