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Milano
Jessica Faoro uccisa con 85 coltellate: ergastolo per il tranviere killer
Alessandro Garlaschi e Jessica Faoro

Jessica Faoro uccisa con 85 coltellate: ergastolo per il tranviere killer

Condannato all'ergastolo. Si è così chiuso il processo in abbreviato a carico di Alessandro Garlaschi il tranviere di 39 anni che il 7 febbraio scorso uccise con 85 coltellate la 19enne Jessica Faoro nell'appartamento dove l'uomo viveva in via Brioschi, alla periferia sud di Milano. Il Gup Alessandra Cecchelli ha accolto la richiesta del Pm Cristina Roveda e inflitto al tranviere la pena del carcere a vita, senza tuttavia disporre l'isolamento diurno, che invece era stato chiesto dalla pubblica accusa. Garlaschi si è presentato per la prima volta in tribunale e ha assistito alla lettura del verdetto. Presenti in aula anche il padre e alcuni amici della vittima

Il giudice milanese ha in sostanza accolto in pieno l'impianto accusatorio, riconoscendo Garlaschi colpevole di omicidio volontario pluriaggravato e vilipendio di cadavere. Accusa, quest'ultima, scattata per il tentativo del 39enne di dar fuoco al cadavere di Jessica per poi rinchiuderlo all'interno di un borsone. La difesa, rappresentata dall'avvocato Francesca Santini, aveva insistito soprattutto sul riconoscimento del "vizio totale di mente" per il tranviere, che secondo una consulenza psichiatrica di parte al momento del delitto sarebbe stato "totalmente incapace di intendere e di volere". Ma la sua richiesta dichiarare Garlaschi non imputabile e di assolverlo è stata rigettata dal giudice. In aula, al momento della lettura del verdetto, c'erano padre, madre e il fratello di Jessica, tutti parti civili nel processo insieme al Comune di Milano. Otterranno una serie di risarcimenti disposti a loro favore dal giudice: 25 mila euro a ciascuno dei genitori, 50 mila euro al fratello minore, 10 mila euro al Palazzo Marino. Stefano Faoro, padre della 19enne (pure lui è un dipendente Atm) ha commentato la sentenza con gli occhi lucidi: "E' la condanna che speravo e per questo ho detto grazie al giudice. Purtroppo è la pena massima prevista in Italia, di più non si poteva dare. Garlaschi? E' una persona inutile, un omucolo. Ma non provo sentimenti di odio per lui. Gli auguro una felice permanenza nella sua nuova residenza". Nessun commento dal fratello Andrea: dopo la lettura della sentenza è uscito dall'aula in lacrime e si è sfogato scagliando un pugno alla porta dell'aula. "Mio figlio ha tanta rabbia dentro", lo ha giustificato il padre. Molto provata anche Annamaria Natella, madre della 19enne: "E' una sentenza che ci aspettavamo. Ma questo non mi ridarà mia figlia". Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza. 

Majorino: “Soddisfazione per la sentenza”

“Accogliamo con soddisfazione la sentenza con la quale oggi il Tribunale di Milano ha condannato all’ergastolo Alessandro Garlaschi per l’omicidio di Jessica Faoro avvenuto lo scorso 7 febbraio in via Brioschi. Il nostro primo pensiero va alla giovane vittima di questa atroce violenza e ai suoi familiari ai quali ribadiamo la nostra vicinanza. Confermiamo inoltre la volontà dell’Amministrazione di costituirsi parte civile nei processi per femminicidio”. Così l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino commenta la sentenza emessa oggi dal gup Alessandra Cecchelli. “Proprio per questo – ha aggiunto l’assessore – esprimiamo soddisfazione anche per la parte di sentenza che ci riguarda più direttamente e con la quale il Tribunale di Milano ha riconosciuto al Comune il ruolo svolto nell’ambito del contrasto alla violenza sulle donne e, in particolare, nel percorso di Jessica che si è così tragicamente interrotto. Continueremo a supportare i centri antiviolenza, come abbiamo fatto in questi anni durante i quali abbiamo triplicato le risorse ad essi destinate, per sconfiggere la violenza degli uomini sulle donne. Inoltre, quando la sentenza sarà esecutiva, doneremo il risarcimento di 10mila euro che ci è stato riconosciuto come parte civile nel procedimento alla rete cittadina dei centri, per proseguire con questo impegno anche nel nome e in memoria di Jessica”.

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