Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Renzi in Regione per il "Patto Lombardia" da 11 miliardi: "Un giorno di gioia"

Il premier Matteo Renzi a Palazzo Lombardia per la sigla del Patto da 11 miliardi di euro di investimenti assieme a Roberto Maroni

maroni renzi
Roberto Maroni e Matteo Renzi

E' il giorno delle firme per il "Patto Lombardia": Matteo Renzi è stato a Palazzo Lombardia per siglare assieme a Roberto Maroni l'accordo che il presidente della Regione ha fortemente voluto, con 11 miliardi di euro per interventi prioritari nei campi delle infrastrutture, dei trasporti, del post Expo. "Il Patto per la Lombardia - aveva spiegato ieri ai cronisti Maroni - è un’iniziativa che ho preso io dopo il Patto per Milano, dicendo: “Caro presidente del Consiglio, hai fatto il Patto per Milano, non puoi non farlo per la Lombardia, adeguando le risorse, due miliardi e mezzo per Milano, almeno dieci per la Lombardia". Il premier e il governatore lombardo hanno siglato l'intesa che prevede un "investimento totale pari a 10 milioni e 745mila euro" in "molte opere" attraverso stanziamenti governativi ma anche fondi dell'Unione europea.

RENZI: "E' UN GIORNO DI GIOIA" - "E' un giorno di gioia". Cosi' Matteo Renzi ha accolto la firma del Patto per la Lombardia. Il presidente del Consiglio ha espresso "soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo" e lodato lo strumento dei Patti, sperimentati prima nel Mezzogiorno, poi a Milano e in Lombardia e, domani, a Venezia e Genova. Sono "opportunita' interessanti", ha sostenuto, prima di firmare l'intesa, che vale quasi 11 miliardi, insieme al governatore lombardo, Roberto Maroni. Un "metodo straordinario che funziona in tutto il Centronord. Se la Lombardia prende per mano il Paese e ci porta verso il futuro - ha concluso, invitando i lombardi a "implementare velocemente" l'intesa - sara' fondamentale per dare speranza ai nostri figli".

SIPARIETTO RENZI-MARONI SUL REFERENDUM - Siparietto tra Matteo Renzi e Roberto Maroni sulle prospettive del post referendum, a margine della firma del 'patto per la Lombardia'. Il governatore lombardo ha sostenuto di essersi fatto promotore di un'accelerazione per raggiungere l'intesa perche' "non si sa cosa succedera' dopo il 4 dicembre". "'Quand l'e' ura porta a ca'', si dice dalle mie parti ('Quando e' ora porta a casa')", ha detto Maroni. Pronta la replica del premier, che, nel suo intervento ha detto: "Appena Roberto Maroni ha visto l'espressione governo tecnico, si e' buttato a firmare".

MARONI A SALA: "ALLOGGI POPOLARI, COLLABORIAMO" -  Roberto Maroni ha chiesto a Giuseppe Sala di riavviare la collaborazione tra Regione Lombardia e Comune di Milano sul tema degli alloggi popolari. Rivolgendosi direttamente al sindaco di Milano, seduto in prima fila a Palazzo Lombardia per la firma del 'patto per la Lombardia', il governatore lombardo ha proposto di riprendere "il confronto sulla gestione delle case popolari di Milano e Citta' metropolitana, che si era interrotto con l'amministrazione Pisapia". "Avevamo separato i nostri percorsi, ma nell'interesse dei cittadini - ha continuato Maroni - dobbiamo metterci a lavorare ad una gestione comune, unitaria ed efficiente del sistema case popolari, che merita la nostra attenzione".

M5S: "RENZI FAREBBE ANCHE UN PATTO CON IL DIAVOLO" - "Renzi, in questo momento, farebbe un patto anche col diavolo, pur di convincere le persone a votare si' al referendum. Il Patto per la Lombardia non e' nient'altro che un annuncio vuoto e privo di valore, ma la sostanza e' che Renzi sta tagliando i fondi statali in Legge di Stabilita' per la sanita', il trasporto pubblico, le scuole, i disabili, le case popolari, la sicurezza, il dissesto idrogeologico, le strade e i ponti che cadono a pezzi. Non e' ammissibile poi, che nel 2016 si promettano ai lombardi altri 2 miliardi e 700 mila euro per Pedemontana, autostrada inutile al pari di Bre.be.mi., mentre poi per le vere priorita' ci sarebbero, peraltro solo a parole, le briciole". Cosi' Iolanda Nanni, capogruppo del M5S Lombardia, commenta l'accordo siglato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

CREMONESI (SEL): "ORA MARONI NON HA PIU' SCUSE" - “Maroni non ha più scuse per nascondere ogni suo fallimento dietro presunti tagli del governo. Adesso i soldi ci sono e vedremo se saprà spenderli davvero nell’interesse dei lombardi. Certo fa sorridere che a inizio settimana abbia per l’ennesima volta rilanciato un referendum sull’autonomia, per cui è disposto a sprecare addirittura 46 milioni di euro, mentre oggi si sia presentato con il cappello in mano a ricevere fondi da Roma. Per quanto ci riguarda, vigileremo affinché gli accordi portino risultati concreti e siano rispettati da entrambe le parti: non si tratti per Renzi di un po’ di campagna elettorale in vista del referendum e per Maroni del semplice tentativo di recuperare consenso a un’azione di governo regionale che definire stanca è un eufemismo”. Lo dichiara Chiara Cremonesi, consigliera e coordinatrice regionale di Sel.
 

SANGALLI (CONFCOMMERCIO): "OTTIMO RISULTATO" - Il presidente di Confcommercio e Camera di Commercio Milano Carlo Sangalli ha salutato positivamente la firma: "Il Patto per la Lombardia, come il Patto per Milano, è un ottimo risultato dell’alleanza intelligente tra istituzioni a beneficio del territorio e di tutto il Paese. In una fase ancora difficile per la nostra economia queste importanti risorse rappresentano, in particolare, una reale opportunità per il mondo delle imprese che chiede infrastrutture sempre più efficienti, una burocrazia snella e un fisco ragionevole".

FOCUS: ECCO COME SARANNO UTILIZZATI GLI UNDICI MILIARDI - Quasi undici miliardi di euro tra fondi regionali, governativi e comunitari per opere e infrastrutture in Lombardia. "Avevamo chiesto 10 miliardi, e' arrivato qualcosa in piu', ben venga", ha detto il governatore sottolineando che "non si tratta di ipotesi di investimento, ma risorse che gia' ci sono: derivano da tante fonti, del governo, della Regione, dell'Ue, e andranno a finanziare molte opere importanti". Alcuni di questi, ha spiegato, "hanno una particolarita': sono fondi 'indistinti', ossia le opere che andranno a finanziare verranno concordate con il territorio e con gli stakeholder". Tra i fondi indistinti l'esponente leghista ha citato: 47 milioni per la messa in sicurezza degli itinerari regionali; 379 per interventi sulla rete viaria di interesse regionale; 2 miliardi e 741 milioni per il sistema Pedemontana (arrivati grazie a un emendamento alla legge di bilancio); 10 milioni per interventi di depurazione dei laghi prealpini; 110 milioni per le politiche abitative. E infine 380 milioni per il nuovo campus dell'Universita' statale. "Ci sono le risorse per farlo - ha assicurato Maroni - Vogliamo essere un'eccellenza nel dopo Expo da tutti i punti di vista. E questo e' un'eccellenza straordinaria". Alla firma del patto erano presenti, tra gli altri, il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti (che ha lavorato alla stesura del patto, in raccordo con la Regione), e i sindaci di Milano e Bergamo, Giuseppe Sala e Giorgio Gori.


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