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Milano
Renzo Bossi: "Basta politica, ora seguo gli animali nella nostra azienda agricola"

"Non penso alla politica e non la seguo piu': gestire un'azienda agricola e' un lavoro impegnativo, gli animali vanno seguiti sette giorni su sette". Ad affermarlo e' Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega Nord Umberto Bossi, a margine dell'udienza del processo che lo vede imputato assieme al padre e all'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito per appropriazione indebita per le presunte spese personali con i fondi della Lega Nord. Anche Belsito, per la prima volta, e' presente in aula. Entrambi sono in aula per assistere all'udienza, non prenderanno la parola. "Ho iniziato nel 2012 l'avventura nell'azienda agricola con mio fratello - ha raccontato il 'Trota' - si tratta di una bella avventura che stiamo portando avanti con tanta forza, legata alla natura, al territorio e alle nostre tradizioni".

Renzo Bossi lascio' la politica (era consigliere regionale in Lombardia) dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta 'rimborsopoli' leghista. Ora e' impegnato in un'azienda agricola a Brenta, nel Varesotto, a pochi chilometri da Gemonio, dove vive la famiglia Bossi. (AGI) (AGI) - Milano, 15 dic. - Sul merito dell'indagine, Bossi, accusato di appropriazione indebita assieme a Belsito, afferma che "le spese sono state pagate da me, non dalla Lega: ho depositato tutti i documenti che lo provano". "Sto ancora pagando alcune multe e alcune cartelle esattoriali - ha proseguito - nell'elenco di spese non ci sono le prove che il pagamento sia stato fatto dalla Lega. Ho rateizzato con Equitalia alcune multe - ha concluso - non potevano essere state pagate dalla Lega". L'udienza di oggi e' stata dedicata all'esame del consulente della Procura, Stefano Martinazzo, che ha ricostruito i movimenti contabili del partito.

Ieri l'avvocato Francesco Maiello ha invece illustrato la linea difensiva di Riccardo Bossi, fratello di Renzo: "Riccardo non si rivolgeva alla Lega per avere contributi dal partito. Le sue erano richieste fatte al padre che riversava ai suoi collaboratori perche' per lui era difficile parlare con Umberto Bossi che stava a Roma ed era sempre impegnato". Riccardo Bossi è a processo col rito abbreviato ed è accusato di appropriazione indebita. Bossi junior aveva chiesto nelle scorse udienze di essere interrogato davanti ai giudici dal pm Paolo Filippini.

"Hanno voluto farlo passare come uno che viveva sulle spalle del partito - prosegue Maiello - ma Riccardo Bossi ha sempre lavorato nella sua vita, da quando aveva 22 anni". Mentre Riccardo Bossi viene processato col rito abbreviato, che prevede l'eventuale sconto di un terzo della pena, Umberto e Renzo Bossi proseguono col dibattimento assieme all'altro imputato, l'ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito. L'indagine con al centro l'accusa di appropriazione indebita, e' l'ultimo dei filoni dell'inchiesta, che nel 2012 ha travolto Umberto Bossi, rimasto a Milano. Gli altri sono stati trasferiti per competenza territoriale a Genova. Nel dibattimento milanese i pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini contestano agli imputati oltre mezzo milione di euro di soldi pubblici, ottenuti con rimborsi elettorali, che sarebbero stati usati dalla famiglia Bossi per pagare le spese piu' varie.

"Riccardo Bossi - dice ancora Maiello, che ha depositato anche una memoria al giudice - ha chiesto soldi alla segretaria Loredana solo per il 2011 pensando fossero soldi di famiglia". "Di quei soldi - insiste il legale, non sapeva quale fosse la provenienza, pensava fossero soldi di famiglia ". "Lui non c'entra con il partito" dal quale, precisa Maiello "riceveva un emolumento di 3.200 euro al mese per sponsorizzare la Lega all'estero durante le gare automobilistiche".

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