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Milano
Salvini-Orban, tensione per il vertice a Milano. Sinistra in piazza San Babila

Salvini-Orban, oltre 1000 persone in Piazza San Babila per protestare

Migliaia di persone in strada, Corso Monforte blindato su entrambi i lati. San Babila e la Milano a favore dell'accoglienza sono pronte per contestare Matteo Salvini e Viktor Orban.  In piazza, secondo gli organizzatori, ci sono 15 mila persone: la Comunità di Sant'Egidio, l'Anpi, Acli, la sinistra con Pd, Leu, Possibile, Cgil, associazioni, Ong e centri sociali (qui la lista completa delle adesioni). "Per difendere i valori democratici e il futuro delle prossime generazioni dalla minaccia populista - scrive Laura Boldrini di Leu - che vuole riportare indietro l'Italia, distruggere l'Europa e cancellare quei diritti che hanno reso il nostro continente un faro di civilta'.#NoPasaran". La manifestazione, chiamata 'Europa Senza Muri' e organizzata dal comitato Insieme Senza Muri e dai Sentinelli di Milano, è cominciata alle 17 a poche centinaia di metri dalla sede dell'incontro, in prefettura. Fra i primi ad aderire alla manifestazione alcuni esponenti del Pd, fra cui l'assessore comunale Pierfrancesco Majorino e il segretario metropolitano Pietro Bussolati, e l'Anpi provinciale. Sulla pagina Facebook dell'evento 3.600 persone si sono segnate come partecipanti e oltre 15 mila come interessate. Una parte dei manifestanti si è staccata da piazza San Babila e si è diretta in corteo lungo corso Venezia in direzione di piazza Oberdan. Ad aprire il corteo con canti e balli un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo con la maglietta gialla e la scritta Love, Trumps, Hate. C'è anche un cartello con la scritta 'Salvini ministro dell'Inferno'. Al corteo partecipano anche gli esponenti dei centri sociali.

Non è presente, ma si è fatto sentire via Facebook, il segretario del Pd Maurizio Martina: "Orban non e' la soluzione. Orban e' il problema - ha scritto in un post - e come lui lo sono i tanti egoismi a ogni latitudine che non intendono condividere responsabilità ma solo scaricare sugli altri i problemi di questo tempo. L'Europa non offre ancora risposte forti a temi cruciali come l'immigrazione proprio per responsabilità di governi, come quello ungherese, che non sono mai stati disposti a condividere oneri e responsabilità ma in compenso sono sempre pronti a riceve regolarmente ingenti fondi comunitari. Il 95% degli investimenti pubblici in Ungheria è cofinanziato dall'Unione europea". Se Salvini pensa di copiare le politiche estremiste di Orban, prosegue Martina, "ci opporremo con tutte le nostre forze perché così si va contro l'interesse italiano. Se pensa di superare i principi della democrazia liberale a vantaggio di una politica autoritaria come quella che si fa purtroppo da quelle parti, saremo in tanti a respingere questa degenerazione pericolosa per il nostro futuro". 

Chi invece è presente in piazza è Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano: "Io sono convinto che oggi Milano darà una risposta significativa perche' questa città pensa che il progetto politico di Salvini e di Orban vada fermato. Usano la sofferenza degli immigrati per rompere l'Europa e noi non ci stiamo. Milano oggi e nei prossimi mesi sarà il punto di riferimento per indicare un'alternativa importante e per dire no all rottura dell'Europa".

I centri sociali protestano davanti al consolato ungherese

Si è invece riunita davanti al consolato ungherese un'altra parte dei centri sociali di Milano. Una ventina i manifestanti che si sono riuniti fuori dal cancello con striscioni e cartelli, imbrattando di rosso la targa del consolato, per ricordare "il sangue dei migranti morti in mare". "I vostri confini uccidono: Salvini e Orban complici di razzismo e paura" recita uno striscione mentre con un megafono i manifestanti ricordavano la politica "fascista" contro l'immigrazione che i due leader condividono.

La destra sociale con Salvini e Orban

"La destra sociale, identitaria e sovranista, accoglie entusiasta il presidente ungherese Viktor Orban, in visita a Milano, e ringrazia il ministro Matteo Salvini per il suo lavoro e impegno patriottico", si legge in un comunicato. "In vista delle prossime decisive elezioni europee del 2019, i veri patrioti sostengono la creazione di un grande fronte nazional-popolare europeo, guidato da Marine Le Pen, e, in Italia, un lista unitaria che, intorno alla nuova Lega nazionale, riunisca Fratelli d'Italia, le destre radicali, i movimenti autonomisti e identitari, e le liste civiche".

Non è preoccupato dall'asse possibile tra i due Franco Frattini: ''Non c'è nessuno rischio di deriva di stampo sovranista - ha detto l'ex ministro degli Esteri - conosco bene Orban. Si tratta dell'incontro di due leader di governo. Se poi, certo, si farà un ragionamento sulla strada verso le elezioni europee, visto che parliamo anche di due leader di partito, vedremo. Vediamo cosa succede".

Laura Comi, eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del gruppo del Ppe al Parlamento Europeo, spera addirittura che Salvini possa far cambiare idea a Orban: "Spero che anche Salvini contribuisca a quello che stiamo tentando di fare con gli amici ungheresi del Ppe, ma anche con i polacchi - ha detto la Comi - convincerli a recuperare quello che non hanno fatto, in termini di quote e di accoglienza" dei migranti salvati in mare. Lo dichiara all'Adnkronos Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del gruppo del Ppe nel Parlamento Europeo

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