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Milano

Ha fatto molto discutere la scelta del governo di non prorogare il blocco degli sfratti. In prima linea sulla vicenda il  senatore milanese del Pd Franco Mirabelli, che ha vinto la prima parte della battaglia: “Il ministro Lupi viene giovedì in commissione. Chiederemo che nessuno venga lasciato in mezzo alla strada. Ma per gli abusivi nessuna pietà…”

Senatore Franco Mirabelli, il governo ha deciso di non prorogare il blocco degli sfratti. Gli assessori alla casa delle grandi città sono insorti. Intanto a Milano l’emergenza abitativa è sempre più forte…
Vorrei fare una premessa. Il governo ha deciso di non prorogare il blocco degli sfratti che andava avanti dal 2007. Tuttavia questo blocco non riguardava tutti gli sfratti, ma solo la parte più debole degli affittuari. Questo deve essere chiaro: non venivano bloccati tutti gli sfratti, che in questi anni viceversa sono aumentati, ma solo quelli a carico delle fasce più deboli, gli over 65 a basso reddito o disabilità. Stiamo parlando di migliaia di famiglie.

Che adesso rischiano di essere sfrattate.
Esatto. Che adesso rischiano di essere sfrattate. 

Quindi è contro il governo?
Non sono contro il governo. Il governo ha fatto una scelta legittima, nell’interesse degli inquilini e di chi affitta casa.  Ma è giusto l’allarme degli assessori dei grandi comuni, per i quali il rischio di lasciare migliaia di persone in mezzo alla strada è concretissimo. 

Lei ha subito detto che bisognava intervenire.
Ho chiesto prima di tutto che il ministro venisse in commissione a riferire. Il primo risultato è che lo farà giovedì alle 8.30. Noi gli porremo una questione: giusto non prorogare il blocco degli sfratti, ma adesso come ci facciamo carico dei bisogni delle famiglie più disagiate?

Come si fa?
Secondo me questo lo si fa in due modi. Il primo è quello di dare risorse e strumenti operativi ai comuni. Gli strumenti possono essere i più vari. Per esempio si possono usare i fondi sull’emergenza abitativa, che vadano direttamente ai comuni senza passare per le regioni. Se noi pensiamo che una parte dei 400 milioni che vengono messi a disposizione per sistemare gli alloggi possono essere usati direttamente dai comuni per dare risposte a questa emergenza, già abbiamo una parte della soluzione. 

Il secondo modo?
Il secondo modo per dare risposta è stabilire un principio: bisogna graduare gli sfratti. E sfrattare solo nel momento in cui lo Stato può già dare una alternativa. Se non si fa così si crea una emergenza sociale. 

Non teme che questa proposta dia fiato a chi gli sfratti non li vuole, per esempio nei confronti degli abusivi?
No, non dobbiamo confondere. Io ho fatto il relatore nel decreto sull’emergenza abitativa e ho fatto alcuni emendamenti accettati che penalizzano pesantemente gli occupanti abusivi. Non solo accelerando gli sfratti ma stabilendo che non possono avere gli allacciamenti di luce e gas, per esempio, Lungi da me il legittimare le occupazioni abusive. Ma per chi è davvero in difficoltà, e non è un abusivo, non si può accettare che venga messo in mezzo alla strada.

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