Speciale Elezione Ordine Avvocati

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Speciale Elezione Ordine Avvocati
Ordine degli Avvocati di Milano: come mai la data delle elezioni è slittata?
Toga al palazzo di giustizia

Ordine degli Avvocati di Milano: come mai la data delle elezioni è slittata?

di Debora Bionda

I Consigli degli Ordini degli avvocati sono scaduti in tutta Italia a fine dicembre ed entro gennaio si sarebbero dovute svolgere le elezioni per eleggere in Consiglio in carica per il prossimo quadriennio. Allora come mai le elezioni di uno dei più numerosi consigli d’Italia, quello di Milano (con 25 eletti), non si sono ancora svolte?

È proprio il caso di dire che gli avvocati sono stati “vittime” della legge. Il 17 dicembre 2018 Milano ha fissato le elezioni nei giorni 29-30-31 gennaio 2019, data che cadeva subito dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’appello.

L’11 gennaio, però, le elezioni sono state differite di due mesi, al 26-27-28 marzo 2019. E di conseguenza slitta dal 15 gennaio al 12 marzo anche il termine per presentare le candidature che da regolamento devono arrivare entro le ore 12 del quattordicesimo giorno antecedente le elezioni.

La solita mossa “all’italiana” per fare fuori gli scomodi e dare modo agli “alleati” di candidarsi? No, questa volta (per fortuna) brogli e magheggi elettorali non c’entrano.

Mettetevi comodi, dobbiamo fare un passo indietro e aggiungere tasselli fondamentali alla vicenda.

Primo tassello. L’ultimo aggiornamento alle regole sulle elezioni dei Consigli degli ordini risale alla legge 12 luglio 2017, n. 113. In particolare, nell’articolo 3 (Elettorato attivo e passivo), comma 3, si legge che «...i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi. La ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero di anni uguale agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato». Questo principio era peraltro già affermato nella legge professionale 247/2012, in modo però meno chiaro. Non si faceva infatti riferimento a mandati “consecutivi”. Prima del divieto del doppio mandato delle leggi del 2012 e del 2017, non esistevano vincoli alla ricandidatura. Il proposito di questa norma è chiaro: puntare verso un continuo rinnovo. Siamo in Italia, sappiamo bene quando sia diffusa la tendenza a tenere ben stretta la propria seggiola. Evidentemente anche i consiglieri dell’Ordine si affezionavano al loro ruolo, che, va da sé, a fronte dell’impegno profuso, possono godere del prestigio che una carica simile conferisce.

Secondo tassello. Lo scorso anno il Consiglio nazionale forense con sentenza 80/2018 si era pronunciato sull’elezione di un consigliere di Agrigento avvenuta nel 2017, e aveva affermato il principio secondo cui la non rieleggibilità dopo due mandati consecutivi andava calcolata a partire dalla data della riforma (quindi dal 2017) senza tener conto degli eventuali mandati precedenti. Ma che c’entra ora il Cfn? C’entra, c’entra. Il Cnf è la massima rappresentanza istituzionale dell’avvocatura e ha potere decisionale sui ricorsi, che in materia elettorale possono essere presentati sia da un avvocato escluso dalla candidatura, da un candidato o da un avvocato che ritenga illegittima una candidatura o un’elezione. Le sentenze sono impugnabili solo in Cassazione. Vien da sé che i Consigli dell’Ordine degli Avvocati hanno dato per acquisita e valida la non retroattività del divieto di doppio mandato. E invece la Cassazione ci ha messo lo zampino.

Terzo tassello. Il 19 dicembre 2018 la Cassazione (con sentenza 32781/2018), interviene proprio sul ricorso precedente, andando contro la decisione del Cnf e affermando l’esatto opposto: «In tema di elezioni dei Consigli degli ordini circondariali forensi, la disposizione dell’art. 3, comma 3, secondo periodo, della legge 12 luglio 2017, n. 113, in base alla quale i consiglieri non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi, si intende riferita anche ai mandati espletati anche solo in parte prima della sua entrata in vigore, con la conseguenza che, a far tempo dall’entrata in vigore di detta legge (21 luglio 2017) e fin dalla sua prima applicazione in forza del comma 3 del suo art. 17, non sono eleggibili gli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi (esclusi quelli di durata inferiore al biennio ai sensi del comma 4 del medesimo art. 3 legge 113/17) di componente dei Consigli dell’ordine, pure se anche solo in parte sotto il regime anteriore alle riforme di cui alle leggi 31 dicembre 2012, n. 247, e 12 luglio 2017, n. 113».

Una bella doccia fredda per chi aveva già avuto due mandati e si era ricandidato contando sulla non retroattività della regola del 2017. Se poi a questo si aggiunge che il principio, è arrivato in un momento in cui quasi tutti gli ordini avevano già indetto le elezioni ed erano già state presentate le candidature, anche da parte di avvocati non rieleggibili o non candidabili, va da sé che il caos che ne è derivato è stato parecchio. Ma non solo… ricordiamoci sempre che siamo in Italia e in Italia succedono cose parecchio strane. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, con il parere positivo del Cnf (ma come?!), ha ritenuto di considerare valida la candidatura di un avvocato non eleggibile secondo il principio della Cassazione. Il nuovo Consiglio si è insediato e… sono partiti ovviamente i ricorsi.

Quarto tassello. La confusione sulla questione doppio mandato a questo punto è alle stelle, tanto che si scomoda addirittura il Governo che per fare chiarezza sulla situazione, il 10 gennaio ha approvato in Consiglio dei ministri un decreto-legge (Dl 11.1.2018, n. 2) con una norma di interpretazione della legge del 2017, in linea con quanto affermato dalla Cassazione. Quindi il divieto di doppio mandato è retroattivo.

Quinto (e forse non ultimo) tassello. Il Consiglio nazionale forense, quale organo giurisdizionale, dovendo decidere in merito a due ricorsi sulle candidature e le elezioni in Liguria, ha sollevato pochi giorni fa, la questione di legitttimità costituzionale. A questo punto, è probabile che da questo momento in poi il Cnf potrebbe accogliere i ricorsi di urgenza di coloro che hanno già svolto due mandati, contro la loro esclusione, e riammetterli, come già fatto per Roma, sul presupposto che la questione è sub judice davanti alla Corte costituzionale. La questione quindi, è lontana dall'essere chiusa e ben definita.

Ma torniamo a Milano. I consiglieri con doppio mandato che avevano deciso di ricandidarsi, non sono moltissimi in realtà, ma tra di loro ci sono nomi di spicco come il vicepresidente Enrico Moscoloni e il consigliere-segretario, Cinzia Preti.  Come andranno le votazioni dopo tutta questa confusione? E quale sarà il quadro delle candidature alla luce degli ultimi eventi?

Affaritaliani.it Milano ha pensato di raccontarvi i dietro le quinte di questo momento delicato per l’Ordine degli Avvocati, anche attraverso le parole di alcuni dei suoi protagonisti.

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