Speciale Elezione Ordine Avvocati

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Remo Danovi: la mia ricetta per Milano se mi rieleggono per altri 4 anni

Remo Danovi: la mia ricetta per Milano se mi rieleggono per altri 4 anni

di Debora Bionda

Milano è innovazione, commercio, persone in difficoltà economiche, grattacieli, quartieri di periferia. Milano è tanto per alcuni e poco per altri. Milano è Italia che vuole essere Europa e non solo. Mai come in questo momento Milano è una città dai molti volti, spesso in contraddizione tra loro e che viaggia a velocità diverse.

Cosa vuole dire essere stato a capo della massima espressione dell’avvocatura a Milano negli ultimi 4 anni? Abbiamo intervistato Remo Danovi, 80 anni a febbraio, per farci raccontare, a poche settimane dalle elezioni dell’Ordine degli Avvocati come ha cercato di rendere l’avvocatura da un lato all’altezza di una città ambiziosa, dall’altra alla portata di chiunque ci vive.

Lo slittamento da gennaio a marzo delle elezioni (cliccate qui per leggere l'articolo sull'argomento) ha creato problemi all’Ordine?

In realtà si è trattato più che altro di un dettaglio operativo. Noi eravamo pronti per farle a gennaio come stabilito dalla legge per chiudere un quadriennio e aprire una nuova consigliatura. La maggioranza ha preferito rimandare a marzo. C’è questo interregno di due mesi dove l’Ordine è prorogato per cui tecnicamente continua la sua attività ma senza avere una prospettiva di un programma dettagliato futuro, ma è un breve periodo di tempo. Siamo pronti a prendere atto di qualunque cosa succederà.

È favorevole o contrario al divieto di ricandidatura dopo un doppio mandato continuativo?

Ho sempre accettato di fatto l’idea che dopo il doppio mandato una persona dovesse lasciare spazio ai ricambi. Il ricambio è innovazione ed è importante per portare rinnovamento alla classe forense.

Come l’Ordine degli Avvocati di Milano ha dimostrato in questi anni di sapere cogliere le variegate esigenze di questa città?

Le attività nei confronti dei cittadini dell’Ordine sono importanti e nascono con la funzione sociale che la stessa legge accredita agli avvocati. La funzione sociale è la difesa della legalità e della giustizia su cui ritengo si debba intervenire molto apertamente. In passato si faceva poco. Bisogna entrare nelle scuole a parlare di legalità. Andare in tutti gli sportelli della città metropolitana per dare assistenza e orientamento ai cittadini. Difendere ovunque la legalità e la giustizia. In questo contesto si aprono temi legati al momento storico e alla città in cui viviamo. Quando c’è stato Expo nel 2015, per esempio, abbiamo fatto un manifesto dell’avvocatura coinvolgendo avvocati italiani e stranieri per difendere il diritto alla nutrizione, un diritto fondamentale, un diritto umano. Ma ci siamo anche battuti perché Milano sia una sede centrale del tribunale unificato dei brevetti e vogliamo che Milano diventi una capitale europea dell’avvocatura. Abbiamo una commissione internazionale, siamo in contatto con tutte le avvocature mondiali. Ogni anno ci scambiamo delle visite, notizie, informazioni. Essere un’avvocatura di richiamo internazionale è la vocazione di Milano per questo dobbiamo dialogare con le avvocature internazionali. Tra i miei desideri c’è anche la Casa dell’Avvocatura, un’idea ispirata da realtà simili già presenti in paesi come la Francia e la Spagna. Serve uno spazio che ospiti i servizi per gli avvocati, dove poter fare formazione, ma che trascorrere del tempo libero, incontrarsi e confrontarsi. Sento l’esigenza di avere molti rapporti con i giovani avvocati che dobbiamo anche proteggere e la casa dell’Avvocatura potrebbe essere un modo per entrare in contatto con le loro esigenze e dove formarli perché oggi c’è bisogno di avvocati eccellenti, al passo con i tempi. Conoscere e fare bene il proprio lavoro è il primo strumento che si ha a disposizione per combattere le avversità. La formazione di qualità diventa un mezzo per sopravvivere. Fornire corsi innovativi e specializzazione ai giovani avvocati permette loro di avere nuovi sbocchi di lavoro. E pensando ai cittadini e in particolare ai piccoli imprenditori, ci tengo a ricordare che l’Ordine degli Avvocati di Milano è stato il primo a creare l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento, un meccanismo che permette di applicare una procedura concorsuale a soggetti che non possono fallire, come gli imprenditori e professionisti che attraverso un piano di recupero possono liberarsi dalla persecuzione dei creditori. Un altro aspetto su cui credo molto è la giurisdizione forense che consente agli avvocati la cosiddetta negoziazione assistita che è un accordo che due avvocati fanno per risolvere una controversia ma con questo vantaggio, un accordo che ha gli effetti di una sentenza. Questo permette anche di ridurre i tempi per ottenere le sentenze.

 

Sarà davvero questa la ricetta giusta per tenere il passo con Milano? Ed è proprio vero che gli avvocati sono così vicini ai cittadini? L’Ambrogino d’Oro nel 2016 all’Ordine degli Avvocati l’impegno nel buon funzionamento della giustizia sembra confermarlo. Ma attenzione a non adagiarsi, proprio in virtù di questo riconoscimento dall’Ordine degli Avvocati ci si aspetta tanto, e ancora più di prima.

A fine marzo si conosceranno i 25 componenti del nuovo consiglio dell’Ordine degli Avvocati. Come presidente verrà nuovamente eletto Remo Danovi? Molti dicono di sì, ma c’è chi crede che potrebbe avere la meglio Vinicio Nardo. E se invece quest'anno si avesse una donna al comando? La determinata avv. Ilaria Li Vigni, per esempio. Non perdete le prossime interviste, proprio a Nardo e Li Vigni.

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