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Milano
Stazione Centrale, 200 eritrei “transitanti” dormono nelle aiuole

Di Eleonora Aragona

Le aiuole della stazione Centrale sono usate ancora una volta come giaciglio d’emergenza da gruppi di migranti. Non è la prima volta che Milano assiste a questo spettacolo e probabilmente non sarà l’ultima. Per il momento si tratta di circa 200 eritrei, non sono richiedenti asilo ma transitanti. Si tratta cioè di persone che la loro fortuna sono andati a cercarla in Austria e Germania però senza trovarla e sono stati rispediti in Italia, anzi in un’Italia ostile. Dormono lì sotto lo sguardo dei passanti, mentre intorno a loro il caldo è soffocante e la disapprovazione cresce. Si lavano con l’acqua delle fontanelle e trovano mille escamotage per mangiare e trovare riparo.
“È uno spettacolo degradante. La presenza di questi randagi è la prima cosa che i 120 milioni di turisti/pendolari che transitano ogni anno in Centrale vedono”, l’assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, usa toni duri con Affaritaliani.it Milano per descrivere la situazione. “Sono passato proprio oggi di lì e mi sembrava di passare davanti ad un centro d’accoglienza a cielo aperto. Sembrava di essere nella stazione centrale di Dakar, anzi forse lì queste persone si comporterebbero in modo più dignitoso”. Dalle parole dell’assessore sembra che si tratta di un problema di immagine. Non c’è accenno ai diritti negati di queste persone e nessuna critica al sistema europeo che li ha costretti a rientrare a Milano.
“C’è un’emergenza. La stazione è una piazza di spaccio e il tutto avviene sotto gli occhi delle forze dell’ordine. I militari, che dovrebbero avere una funzione di deterrente, ormai non intimoriscono più nessuno”. De Corato sottolinea come secondo lui ci sia una mancanza di volontà da parte del Comune e della giunta di risolvere questa situazione. Non utilizza giri di parole e afferma “Quando eravamo noi a governare la città la polizia aveva l’ordine preciso di controllare i documenti sistematicamente, a tutti e in maniera continuata. Se si operasse così queste persone non starebbero in stazione Centrale”, attacca tirando in ballo il sindaco Beppe Sala.
Così però il problema sarebbe solo meno visibile, queste persone sarebbero solo scoraggiate dal sistemarsi nella piazza antistante la stazione. Non sarebbe una vera soluzione, ma solo la solita operazione immagine. L’assessore per non ha dubbi su cosa servirebbe davvero per limitare il ripresentarsi di queste situazioni. De Corato sostiene che ci vorrebbero operazioni come quella messa in piedi nel maggio 2017, tutti i giorni. Il riferimento è ad un intervento per l’identificazione e il fermo degli immigrati avvenuto in stazione Centrale lo scorso anno. È stata un’operazione assai visibile e dura, per rispondere a una aggressione ai danni dei poliziotti: 300 agenti, elicotteri, volanti.
Se De Corato attacca, Majorino non è da meno, quanto a verve. Il tema transitanti dovrebbe o non dovrebbe destare preoccupazione? “C’è una situazione da monitorare. Nei mesi scorsi abbiamo parlato di un ritorno del fenomeno che aveva interessato in modo importante la città quattro anni fa”, spiega Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare di Palazzo Marino.
I 200 transitanti odierni non sono poi una grande preoccupazione infatti se paragonati ai 540 siriani giunti a Milano nel luglio 2014... “Serve un piano nazionale sull’integrazione. Nessun Governo si è realmente impegnato per crearlo, ma adesso con il ministero dell’Interno Salvini non ne parla nemmeno più. Ci sono migliaia di persone che non hanno diritto all’accoglienza, vagano di città in città, si tratta di una zona grigia”.
Perché questi transitanti non vengono accolti nella strutture dedicate all’accoglienza, come quella nella zona Sammartini vicina alla stazione? “Fino a due anni fa questo avveniva. Adesso il Ministero dell’Interno fa finta di nulla, come se i transitanti non esistessero. Noi li accogliamo una notte in emergenza e poi chiediamo loro di fare richiesta d’asilo. Se non la fanno non possiamo dargli un posto. Siamo di fronte ad una situazione invitabile finché vige il trattato di Dublino e non vengono approvati meccanismi di ripartizione congiunta. La colpa di Salvini è che si rifiuta di affrontare il problema dei transitanti”.
Milano dal 2013 ha ospitato più di 150 mila migranti tra transitanti e asilanti, in un solo giorno nel 2014 sono arrivate più di 1.270 persone in città. Tra il 2014 e il 2016 si è assistito ad un calo sostanzioso dei casi, da circa 40 mila all’anno a 28 mila, secondo i dati raccolti dall’associazione Naga. Dall’approvazione del decreto Minniti-Orlando si è assistito poi ad una diminuzione deli arrivi in Italia di oltre il 75%, ma questi sono solo dei rimedi tampone.
La presenza dei transitanti in Centrale è solo un problema collaterale legato al tema immigrazione in Italia. È una condizione che si è riproposta con costanza negli anni, ha subito solo dei cali di intensità. I capannelli di disperati che cercano un po’ di ombra riparandosi sotto gli alberi della stazione e nei pressi degli archi monumentali sono la riprova (se ce ne fosse ancora bisogno) che Milano, e più in generale il Paese, non rappresenta il sogno di un futuro migliore. È solo una prigione temporanea da cui cercano una via di fuga.

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