Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Stazione Centrale di Milano, italo-tunisino accoltella agente e due militari

Stazione Centrale di Milano: italo-tunisino accoltella un poliziotto e due militari che gli avevano chiesto i documenti. Indagine per terrorismo internazionale

Stazione Centrale di Milano, italo-tunisino accoltella agente e due militari
Stazione Centrale: militari accoltellati da italo-tunisino

Stazione Centrale di Milano: italo-tunisino accoltella un agente di Polizia e due militari. Video pro Isis su facebook: è indagato per terrorismo internazionale. Bufera sulla Marcia pro-accoglienza di oggi. Ma Sala conferma: "Sarò alla guida del corteo, l'immigazione non c'entra"

 

I feriti non sono gravi, ma l'episodio ha fatto riesplodere la polemica sulla Stazione Centrale di Milano. Due militari e un agente della Polfer sono stati presi a coltellate da un italo-tunisino nato in Italia, ribellatosi a un normale controllo. L'episodio ha visto come protagonista Ismail Tommaso Ben Yousef, 20enne già noto alle forze dell'ordine, che alla richiesta dei documenti ha estratto il coltello e ha aggredito i due militari e il poliziotto. Sono emersi dal profilo Facebook del giovane video dell'Isis: nel pomeriggio di ieri è stata aperta una indagine per terrorismo internazionale. Uno dei militari ha perso quasi un litro di sangue. Il centrodestra attacca chiedendo di annullare la marcia per i migranti prevista proprio per oggi, ma il sindaco Beppe Sala tira dritto: "Comodo buttare questo atto criminoso sul conto dei migranti, ma l'aggressore è un italiano"

Aggressione in Stazione Centrale: la ricostruzione dei fatti

 

L'aggressione e' stata fulminea. Una pattuglia composta da due militari e un agente di polizia ferroviaria, che stanno facendo un controllo normale in Stazione Centrale a Milano, notano un giovane che cammina in modo sospetto: mani in tasca e testa bassa. Gli chiedono i documenti. Non li ha. Ma immediatamente tira fuori un coltello da cucina - addosso ne ha un altro, che sfodera ma non riesce ad usare - e con quello ferisce tutti e tre gli uomini in divisa. Il poliziotto, 30 anni, rimedia un fendente al braccio destro, all'altezza del bicipite; il caporalmaggiore scelto dell'esercito, 34 anni, e' ferito alla clavicola in modo superficiale (viene dimesso poco dopo con 7 giorni di prognosi); le ferite piu' gravi - sebbene non preoccupanti - le subisce pero' il piu' giovane dei tre, il militare semplice, 20 anni, preso alla gola e ad entrambi in fianchi. Sul posto arrivano quattro ambulanze e un'auto medica. Il ferito viene portato in codice giallo all'ospedale Sacco, ma anche lui non e' in condizioni gravi, cosi' come il poliziotto, che invece va all'ospedale Fatebenefratelli. I due militari fanno parte del 132° Reparto Artiglieria Terreste Ariete, ed erano in servizio per l'operazione "Strade Sicure".

attacco militari milano
 

Il fatto e' accaduto alle 20, quando la stazione era ancora molto frequentata, soprattutto dai pendolari, nel piano ammezzato, di fronte ad un bar. Il giovane, subito dopo l'aggressione, e' stato immobilizzato da altri agenti che sono stati allertati e sono arrivati sul posto. Ed e' stato riconosciuto. Bloccato, quindi consegnato ad altri agenti che lo hanno portato negli uffici della Polfer: per lui l'accusa e' di tentato omicidio. Qualche minuto dopo l'aggressione in Stazione Centrale e' arrivato anche il questore, Marcello Cardona.

Il giovane e' stato riconosciuto visivamente dagli agenti, quindi nel corso della notte si e' proceduto alla fotosegnalazione e al confronto delle impronte digitali.

Aggressione in Stazione Centrale: quei video sull'Isis e l'apertura di una indagine per terrorismo internazionale

 

Se a caldo gli inquirenti tendevano ad escludere la pista terrorismo, con il passare delle ore sono emersi nuovi dettagli sulle ultime settimane dell'italo-tunisino, già arrestato in passato per spaccio e tra gli abituali frequentatori dell'area della Stazione Centrale. Il suo nominativo non figura tra quelli dei radicalizzati e aspiranti terroristi in possesso di Digos e carabinieri. Tuttavia negli ultimi tempi il 20enne aveva iniziato a farsi crescere la barba ed ha manifestato lucidità ed abilità nell'armeggiare il coltello. Dettagli sui quali la Digos è al lavoro per capire se si possa parlare dell'ipotesi di un principio di radicalizzazione del giovane. E si apprende che Il 24 settembre 2016 Ismail Hosni, il giovane italo - tunisino che ieri ha accoltellato tre militari in stazione centrale a Milano, ha postato un video inneggiante all'Isis sul suo profilo Facebook. La traduzione dall'arabo del commento del giovane che accompagna le immagini postate e': "Il piu' bell'inno dell'Isis che abbia mai sentito in vita mia". Non solo: quello in cui Hosni parla del "piu' bell'inno dell'Isis" mai sentito nella sua vita non e' l'unico video presente sul profilo Facebook del giovane. Ce ne sono anche altri tra cui quello del 6 maggio scorso in cui si vedono immagini di guerra che sembrerebbero essere state girate in Siria, mentre gli ultimi due video postati mercoledi' sono stati rimossi 'per avere violato i termini di servizio di Youtube'. Il profilo Facebook di Ismail Hosni e' stato oscurato nell'ambito delle indagini condotte dalla Procura di Milano.

Sulla scia di quanto emerso è stata disposta l'apertura di una indagine per terrorismo internazionale, prevista dall'articolo 270 bis del codice penale, la norma che punisce "chiunque promuove costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalita' di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico". Il fascicolo e' coordinato dai pm Alessandro Gobbis e Alberto Gobbis ed e' distinto da quello per il reato di tentato omicidio aperto in relazione all'accoltellamento di 3 militari. Il pm Maura Ripamonti ha chiesto la convalida dell'arresto di Ismail Tommaso Hosni per l'accusa di tentato omicidio in relazione all'accoltellamento di tre militari ieri sera in Stazione Centrale. La richiesta sara' vagliata dal gip che fissera' l'interrogatorio domenica o lunedi' nel carcere di San Vittore

IL QUESTORE: "IL MILITARE HA PERSO QUASI UN LITRO DI SANGUE" - Nei momenti immediatamente successivi all'arresto, Hosni Ismail Tommaso Ben Youssef "non ha mai parlato di Isis", ha riferito il questore di Milano, Marcello Cardona. Per ora, dunque, "non ci sono elementi per parlare di terrorismo", ma nessuna ipotesi e' esclusa dagli investigatori. Anche dell'auto, in cui vive alla periferia di Milano, precisamente a Quarto Oggiaro, non sono stati trovati elementi: ne' un computer ne' droga, nonostante lui avesse precedenti per spaccio.  "Al momento dell'aggressione aveva in tasca due coltelli da cucina, affilati e pericolosi, tanto che i danni che hanno subito i nostri uomini non sono secondari - ha raccontato ancora Cardona -. I medici dell'ospedale Sacco hanno riferito che il militare ha perso quasi un litro di sangue". Youssef "non era un solitario e da qualche tempo bivaccava nei pressi della stazione. Nessuna conferma" sul fatto che prima dell'evento stesse infastidendo delle persone. Subito informato dell'aggressione alla stazione Centrale di Milano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha rivolto gli auguri di pronta guarigione ai due militari dell'Esercito e all'agente di Polizia feriti, trasmettendo loro anche la vicinanza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che e' stata tenuta costantemente aggiornata sulla situazione. I due militari dell'Esercito sono in servizio nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure". "Il militare ventenne, ferito ieri sera nell'aggressione alla Stazione Centrale, e' in condizioni stabili e in miglioramento". Lo ha riferito il primario di chirurgia generale dell'ospedale Sacco di Milano, Diego Foschi. "Il paziente ci da' tranquillita' - ha aggiunto - e' assolutamente cosciente ed e' un giovane forte e in salute. E' anche una bella persona". Il medico ha pero' sottolineato che la prognosi rimane riservata.

IL MILITARE FERITO: "TORNEREI GIA' IN SERVIZIO" - Trapela qualche notizia sul militare appena ventenne che e' rimasto ferito ieri nell'aggressione in stazione centrale. E' un ragazzo di Roma, Fabrizio, con alle spalle gia' qualche anno di anzianita' nell'esercito. Era impiegato a Milano nell'operazione strade sicure da febbraio. Al momento e' sereno e si trova in ospedale, al Sacco di Milano, con il padre e lo zio. La prima cosa che ha fatto appena arrivato in pronto soccorso ieri sera e' stata chiamare la famiglia per avvertire che stava bene: dunque non ha mai perso conoscenza, nonostante avesse perso molto sangue e avesse avuto problemi di drenaggio. Oltre alla ferita al collo, pericolosa per la vicinanza alla giugulare, il militare ha ricevuto infatti altri due fendenti all'addome e al polso. Si e' appreso che la visita del presidente del Senato, Pietro Grasso e' stato un grande riconoscimento della maturita' con cui ha affrontato la situazione nonostante lo spavento. Il giovane ha fatto sapere che la visita gli ha fatto molto piacere e che che se fosse per lui tornerebbe gia' in servizio.

HOSNI AGLI AGENTI: "SONO SOLO E ABBANDONATO" - "Sono solo e abbandonato". Cosi' Ismail Hosni avrebbe espresso il suo disagio esistenziale ai poliziotti che l'hanno fermato ieri sera in Stazione Centrale a Milano dopo che aveva ferito tre uomini delle forze dell'ordine durante un controllo. Il giovane italo - tunisino, con alle spalle una disastrosa storia familiare, non avrebbe fatto invece con gli agenti alcun riferimento all'Isis. A quanto hanno ricostruito i pm Alberto Nobili e Alessandro Gobbis del pool antiterrorismo, il ragazzo aveva una vita nomade e si muoveva col camper. L'ultima tappa del suo peregrinare e' stata Quarto Oggiaro, periferia nord ovest della citta'. 
 

Il sindaco Sala: "Domani guiderò la Marcia per l'accoglienza: aggressore italiano, immigrazione non c'entra" 

 

La Stazione Centrale era stata teatro di una vastissima operazione di polizia, voluta dalla questura, dopo l'aggressione subita da altri due militari. Quella operazione era stata duramente contestata dalla sinistra e anche da assessori della giunta Sala, come Pierfrancesco Majorino. Lo stesso sindaco aveva espresso perplessità per il fatto di non essere stato avvertito. Il 20 maggio si terrà la marcia "senza muri", che sta accendendo il dibattito in città. E poche ore prima dell'aggressione c'era stata in prefettura la firma del protocollo di accoglienza Sprar da parte di decine di sindaci dell'area metropolitana, alla presenza del ministro Marco Minniti. Sulla richiesta da parte del centrodestra, e della Lega in particolare, di annullare la Marcia di domani, il sindaco Beppe Sala ha espresso chiaramente il proprio pensiero con un post su facebook che recita:  "Con Prefetto e Questore mi sono recato agli ospedali Sacco e Fatebenefratelli per visitare il militare e l'agente feriti ieri sera in stazione Centrale. Ho espresso vicinanza e riconoscenza a chi, soprattutto in questi momenti, fa un lavoro prezioso e molto difficile. Ma analizziamo con lucidità cosa è successo ieri sera. Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell'ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti. Ciononostante a qualcuno fa comodo buttare questo atto criminoso sul conto dei migranti. Sono certamente consapevole del fatto che la sicurezza è un elemento fondamentale nella vita di una città metropolitana come la nostra. Su questo non arretreremo mai di un solo passo e ringrazio le forze dell'ordine per l'enorme lavoro che stanno facendo. Resto comunque convinto che l'accoglienza sia un dovere della nostra città e di chiunque possa alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà serie e chiede aiuto. Per questo confermo che domani guiderò la marcia "Insieme senza muri", per una Milano sicura e accogliente. Invito tutti a una presenza pacifica che aiuti la riflessione su una tematica così rilevante. Infine, vedo alcuni che chiedono l'annullamento della marcia e ripenso a quanti erano in coda per rubare un selfie con il Papa nel corso della sua visita a Milano, salvo dimenticarsi all'istante l'insegnamento del Santo Padre. Forse un po' di coerenza non guasterebbe".

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Chi è Ismail Hosni, l'aggressore dei militari alla Stazione Centrale

 

Madre pugliese di Ischitella, provincia di Foggia e padre tunisino, e anche i genitori di Hosni Ismail Tommaso Ben Youssef, hanno grossi precedenti: la madre per violenza su minori e anche il padre per episodi violenti. Su questo stanno indagando gli agenti della Digos, della polizia ferroviaria, della Scientifica e della Squadra mobile di Milano, che stanno cercando di ricostruire la sua storia. Dal suo racconto pur essendo nato in Italia, a Milano il 17 agosto 1996, si e' trasferito in Tunisia dal padre. E' poi tornato in Italia due anni fa. A quanto riferito dal questore si tratta di una 'famiglia difficile' e non ci sarebbero contatti tra lui e la madre da molto tempo. "Non ci e' sembrato uno squilibrato - ha riferito Marcello Cardona, questore di Milano - e il magistrato non ha disposto alcuna valutazione sanitaria". Dopo essere stato immobilizzato Ben Youssef e' svenuto rimanendo a terra per circa un'ora ma i sanitari del 118 arrivati sul posto non hanno prescritto altri accertamenti. Sul suo profilo facebook, Hosni si definisce sentimentalmente "impegnato", la foto copertina e' il Castello Sforzesco di Milano e, in precedenza, era il Duomo di Milano. Tra le informazioni personali, Hosni scrive di avere lavorato da Mc Donald's.

 

Ismail Tommaso Ben Yousef Hosni
 
 

fabio.massa@affaritaliani.it

 


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