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Milano
Tangenti Lombardia, "a Tatarella 5mila euro al mese per favorire appalti Amsa"
Pietro Tatarella

Tangenti Lombardia, a Tatarella 5mila euro al mese. Obiettivo: favorire appalti dell'Amsa

Stando a un'agenzia dell'Ansa, dall'inchiesta della Dda milanese è emerso che il consigliere comunale milanese e vice coordinatore lombardo di FI Pietro Tatarella, candidato alle Europee, sarebbe stato a 'libro paga' dell'imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D'Alfonso, della Ecol-Service srl, da cui avrebbe ottenuto 5mila euro al mese e in cambio l'avrebbe favorito negli appalti dell'Amsa, in particolare, e l'avrebbe introdotto in altri appalti a Varese e a Novara, dove sarebbe stato attivo il parlamentare di FI Diego Sozzari

L'inchiesta ha portato a 43 arresti per corruzione e turbativa d’asta che sono stati emessi dalla procura di Milano e sono in corso di esecuzione nelle province di Milano, Varese, Monza e della Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti. Tra gli arrestati, oltre al consigliere comunale Pietro Tatarella, c'è anche il sottosegretario forzista della Regione Fabio Altitonante

Fra i nomi emersi nell'indagine della Dda di Milano per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta anche quello di un esponente influente di Forza Italia di Varese, Gioacchino Caianiello. Considerato il "plenipotenziario" del partito varesino, Caianiello era gia' stato accusato nel 2005 e poi condannato definitivamente nel 2017 a 3 anni per concussione, a seguito del rigetto del suo ricorso in Cassazione.

Tangenti: gip, 'finanziamento illecito anche a FdI oltre che ad esponenti di Forza Italia'

L'imprenditore Daniele D'Alfonso, uno degli arrestati nella "tentacolare" indagine della Dda milanese, "in occasione della campagna 2018 per le consultazioni politiche e regionali" avrebbe corrisposto "sistematici finanziamenti illeciti a soggetti politici", tra cui Fabio Altitonante, consigliere lombardo di FI arrestato, Diego Sozzani, parlamentare di FI (chiesto l'arresto) e Angelo Palumbo, anche lui di FI, "nonche' al partito 'Fratelli d'Italia'". Lo si legge nell'ordinanza cautelare, come scrive ancora l'Ansa. Stando ad una delle circa 30 imputazioni dell'inchiesta, Damiano Belli "legale rappresentante della Ambienthesis spa" e Andrea Grossi "amministratore di fatto della stessa" avrebbero elargito "al partito Fratelli d'Italia Alleanza nazionale un contributo economico di complessivi Euro 10.000, in assenza della prescritta delibera da parte dell'organo sociale competente e senza annotare l'elargizione nel bilancio d'esercizio". Il presunto finanziamento illecito sarebbe avvenuto il 5 marzo del 2018 "su richiesta" di Daniele D'Alfonso "a sua volta azionato dal Grossi" e con un bonifico sul conto corrente "intestato a Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, BPM filiale di Roma Montecitorio". Nell'ordinanza si fa notare che l'imprenditore D'Alfonso avrebbe finanziato illecitamente esponenti "tutti riconducibili alla coalizione di centro destra che risultera' vincente nelle elezioni regionali e politiche" dello scorso anno.

Tatarella, biglietti aerei e conti al ristorante

"Pietro, ma che c... prelevi! Come un toro prelevi!" Così Daniele D'Alfonso parlava di Pietro Tatarella, consigliere comunale e vicecoordinatore regionale di Forza Italia arrestato ieri dai carabinieri del nucleo investigativo di Monza con l'accusa di aver fatto da tramite proprio tra D'Alfonso, amministratore unico di Ecol Service di Corsico, considerato dagli inquirenti vicino alla famiglia 'ndranghetista dei Molluso, e "primari vertici amministrativi regionali e di Amsa spa". Tatarella indicava di volta in volta i soggetti politici destinatari di illecite erogazioni garantendo così a D'Alfonso un canale preferenziale con la pubblica amministrazione in vista della partecipazione a gare pubbliche". Il cambio, il forzista avrebbe ottenuto, secondo le accuse della Dda, 5mila euro al mese dalla Ecol mascherati da consulenze biglietti aerei per sé e per i suoi familiari (un viaggio in Inghilterra con il figlio  una vacanza in Australia pagata alla cognata), conti saldati al ristorante «Da Berti» in zona Pirellone e in un caso in un locale di via Imbonati per un convegno elettorale, una carta di credito e tre auto: una Bmw X5, una Fiat 500 Abarth e una Smart prese in leasing dall’azienda di D’Alfonso.

AMSA: FIDUCIA NEL LAVORO DEGLI INQUIRENTI E IN ATTESA DI PIU’ APPROFONDITI ELEMENTI

AMSA ha appreso questa mattina del provvedimento di custodia cautelare che coinvolge il responsabile operativo di AMSA, Mauro De Cillis. La società, nell’assicurare piena collaborazione e fiducia nella Magistratura e negli organi preposti agli accertamenti, rimane in attesa di conoscere i fatti oggetto del provvedimento.

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