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Milano
Terrorismo, l'Isis progettava una strage al centro commerciale di Sesto


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L'Isis progettava una strage a Sesto S. Giovanni

L'indagine pubblicata dall'Espresso intitolata "Dall'Italia partono soldi illegali: finanziano gli estremisti Islamici" lascia "sconcertata" Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia e coordinatrice degli azzurri a Sesto San Giovanni. "E, da madre di due bambini, non nascondo paura e grande preoccupazione", aggiunge. Proprio nella "Stalingrado d'Italia" - secondo quanto riportato testualmente da L'Espresso - "l'italo-marocchino Nadir Benchorfi lo scorso dicembre è stato arrestato dalla Digos di Milano con l'accusa di progettare una strage in un centro commerciale di Sesto San Giovanni, dove si era fatto assumere mentre già cercava armi".

"È solo l'ennesima conferma - prosegue Silvia Sardone - di come Milano e la Città metropolitana siano nel mirino dell'Isis. Per non parlare di realtà come Sesto San Giovanni, dove la Polizia ha ucciso il killer della strage di Berlino Anis Amri, città in cui al pari di Cinisello Balsamo e della stessa Milano esistono moschee dichiarate abusive da Regione Lombardia con i sindaci Chittò, Trezzi e Sala che non fanno nulla per ripristinare sicurezza e legalità. Tutto ciò è semplicemente grave e inaccettabile". 

GRIMOLDI (LEGA): CONFERMA EMERGENZA JIHADISTA NEL MILANESE

L'anticipazione dell'Espresso su un marocchino arrestato dalla Digos a dicembre, intenzionato a commettere un attentato al centro commerciale di Sesto San Giovanni, non stupisce e semplicemente conferma che l'epicentro dell'attività jihadista in Italia è proprio nel milanese e in Lombardia dove, da dicembre ad oggi, sono stati espulsi una decina gli immigrati radicalizzati. E non stupisce che l'obiettivo fosse proprio Sesto San Giovanni, la città dove si era recato l'attentatore di Berlino, Amis Amri, e dove con i fondi della Qatar Charity si vorrebbe costruire una maxi moschea fortemente voluta dal Pd. Adesso il Governo si svegli dando il via ad un necessario giro di vite sulle moschee e sui centri islamici presenti nel milanese in Lombardia, perché è in questi luoghi che gli immigrati vengono indottrinati e radicalizzati, nelle moschee e nei centri culturali islamici di casa nostra, che proliferano in tutto il territorio lombardo, dove molti sindaci del Pd accettano che sorgano moschee in luoghi non idonei, come cantine o garage, dove sono impossibili controlli, oppure sorridono davanti ai soldi del Qatar spingendo per fare costruire maxi moschee sui loro territori". Lo dichiara Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda-Lega Nord.

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